A Carlo

di Lauro Venturi il 29 dicembre 2016

Giocavamo lungo i fossi
pieni di salamandre
sane.
Tu quattro e io cinque,
una passerella
univa le due case.
Adesso le salamandre
non ci sono più
e nemmeno la passerella.
Ma sappiamo ritrovarci
con affetto e con rispetto
su due sponde non uguali
ma nemmeno così
diverse.

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