All’Oste Willy

di Lauro Venturi il 10 ottobre 2015

A un oste gioviale e assoluto
un triste ricordo e un caro saluto,
grembiule rigorosamente d’ordinanza
ciccia e vino in pantagruelica danza
fosse una seria e sontuosa cena
o uno spuntino con Cinta di Siena.

Serio e compunto nella sua cucina
a cuocere tenera carne argentina
allegro dietro al lucido bancone
soddisfatto della sua ambizione
per quel locale da sempre voluto
dal nostro oste col viso paffuto.

Guiglia è più triste di certo ora
senza il nostro oste della malora
e quel portico rimarrà più vuoto
piangeranno le bottiglie di recioto
e sconsolate quelle di nebbiolo
ognuno di noi oggi è più solo.

Avrai di certo visto quanti amici
ti scrivono tanti messaggi infelici
però forse tu non vorresti così
e allora in alto i calici: prosit
per fare a Willy un brindisi finale
ma nella gola un nodo ci assale.

Quartantadue anni davvero son pochi
per partire di fretta e spegnere i fuochi
di una cucina bella e generosa
per salutare la figlia e la sposa
per tirare giù così male la serranda
e lasciare attonita tutta la banda.

WILLY

WILLY

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