Articoli primo semestre 2006

di Lauro Venturi il 1 gennaio 2006

 23 giugno 2006 – "Concerto di Francesco Guccini a Porretta"

Nel piccolo stadio di Porretta, a pochi chilometri da Pavana, Francesco ha tenuto un bellissimo concerto.

La scaletta, nonostante qualche problema alla gola del maestrone, è stata superlativa. La partenza classica: "Canzone per un'amica", così come le due finali: "Dio è morto" e "La Locomotiva".

In mezzo, "L'isola non trovata", "Quello che non…", "Signora Bovary", "Canzone delle domande consuete", "Canzone della bambina portoghese", "Auschwitz", "Lettera", "Noi non ci saremo", "Cyrano", "Vorrei", "Una canzone", "Eskimo", Farewell", "Incontro", "Il vecchio e il bambino" e la nuova "Su in collina", un'emozionante ballata dedicata ad alcuni partigiani. Francesco l'ha ricavata da una poesia dialettale di Gaetano Vandelli e Flaco Juan Carlos Biondini l'ha magistralmente musicata.

Mi sono gustato lo spettacolo in mezzo ad una folla di giovani, che avevano più o meno l'età di quando conobbi Francesco. Seguivano emozionati le canzoni, che conoscevano a memoria, dalle più vecchie alle più nuove. Davvero una bella serata. Grazie Francesco!

L'ultima, ma proprio l'ultima pennata sull'ultima nota de "La locomotiva". Sotto, un'intervista prima del concerto:

Porretta, 23 giugno 2006

 

19 giugno 2006 – "Presentato a Roma "

Giovedì 15 giugno 2006, all'interno di un importante convegno dell'Associazione Nazionale Sociologi, che al mattino ha tributato un affettuoso omaggio a Franco Ferrarotti, decano dei sociologi italiani che ha compiuto ottant'anni, è stato presentato anche il mio ultimo libro.

Un'altra occasione piacevole per parlare con persone diverse di un tema importante come l'educazione emotiva e sentimentale all'interno delle organizzazioni.

Proprio il giorno prima le pagini culturali di La Repubblica avevano ospitato un lungo ed interessante articolo di Umberto Galimberti: "Se il manager non ha l'anima".

 

11 giugno 2006 – "Concorso internazionale di Poesia Città di Vignola"

Ieri a Vignola, nella bella cornice dalla Sala dei Contrari del castello medioevale, si è tenuta la premiazione del "Concorso internazionale di poesia città di Vignola".

Il mio testo, "Invecchiare", pur non entrando tra i primi 45 lavori premiati (su oltre 900), è stato riconosciuto come prima opera di un vignolese classificata.

Pertanto, mi hanno chiamato sul palco, hanno letto la mia poesia e mi hanno consegnato la pergamena. La poesia è stata pubblicata anche nell'antologia che raccoglie le migliori opere e che può essere richiesta al Centro Studi di Vignola (059762796).

 

Il testo è uscito in uno dei corti giorni di gennaio, quando, girovagando per la campagna, ho trovato alcuni chicchi di uva, residui di grappoli lasciati lì da un vendemmiatore distratto.

Per contrasto sono andato a vedere una fotografia di alcuni mesi prima, quando i vigneti regalavano grappoli pieni e sodi.

Invecchiare

Un grappolo / rigoglioso e pieno / lasciato lì in ottobre / un piccolo / groviglio appassito / ritrovato a gennaio. / Per invecchiare / bisogna / farsi dimenticare

2 gennaio 2005

Mi è piaciuto giocare con le parole, quell' appasssssssito che pare voler riprendere il rumore di un pneumatico che si sgonfia, quell'invecchiare che all'inizio, con le due consonanti 'enne' e 'vi' che si buttano sulla vocale più dolce, poi interrotta da una dura coppia di 'c' resa ancor più rigida dall'acca.

L'agrodolce della vecchiaia, la sensazione che, come diceva De Andrè, "Quando si muore si muore soli", questo c'è in quelle poche righe, misto a una voglia di bel tempo e primavera, che prima o poi comunque arriva.

E' stato un bel pomeriggio, finito con un aperitivo con le mie sorelle Mare ed Ebe e con Simo, pieno di risate e scherzi leggeri, per non prendersi mai troppo sul serio ma gioire di quello che c'è.

 

9 giugno 2006 – "L'educazione sentimentale del manager" a Roma

Dopo la presentazione di fine maggio a Bari, "L'educazione sentimentale del manager" sarà presentato a Roma, giovedì 15 giugno 2006, all'interno di un convegno dell'Associazione Nazionale Sociologi.

A Palazzo Baldassini, vicino a Piazza Navona, al mattino l'ANS tributerà un caldo e giusto omaggio al professor Franco Ferrarotti, considerato a pieno titolo il decano della sociologia italiana perchè ottenne nel 1961, all'Università degli Studi di Roma La Sapienza, la prima cattedra di Sociologia istituita in Italia.

Al pomeriggio si terrà il convegno "Europa che cambia: la società che cambia è la società che ci cambia?", all'interno del quale è prevista una mia relazione.
Il programma completo della giornata ANS a Roma è visionabile cliccando qui.

3 giugno 2006 – Tanghi e milonghe

Ho passato due notti con tanghéri e tanghére (l'accento è doveroso). Mi è sempre piaciuto questo suono allegro ma anche triste, con ritmi che si impennano per poi fermarsi quasi di colpo. L’occasione è originata dal fatto che Roberto, l'amico di scuola che ho rivisto dopo trent’anni alla presentazione del mio libro, a Montale, è un appassionato di tango. Ho accompagnato lui ed una sua amica a questa manifestazione che, pur non svolgendosi in una fumosa milonga, sapeva di autenticità. Ho scoperto con sorpresa che esiste una vera e propria comunità del tango argentino. Ho osservato con piacere i ballerini e le ballerini interpretare quelle musiche con trasporto, sensualità ed eleganza, mi è piaciuto notare il gioco di sguardi per l’invito, “el cabeceo”. Per ballare con una certa persona il ballerino, prevalentemente, fissa una ragazza, che può rispondere, sempre con gli occhi, oppure restare indifferente. Se decide di accettare, la ballerina china leggermente il mento e abbassa le palpebre. A questo punto la donna rimane seduta finché il ballerino non si è avvicinato, forse anche per essere sicura di non avere preso un abbaglio, che quel tanghéro davvero vuole invitare lei, non la vicina. Poi si alza e insieme al ballerino si porta sulla pista. C’è lo scambio di qualche parola e poi i due corpi si posizionano per il ballo. Alla fine il ballerino accompagna la sua partner a sedere. Mi è piaciuto vedere alcuni riti di questo ballo nato più di un secolo fa a Buenos Aires. Ho visto che mediamente una serie di tanghi (una tanda) è fatta di tre o quattro balli. Di solito il ballerino deve completare la serie, mentre la donna, con un "grazie" la può interrompere. Mi è parsa un pò una rivincita, in questo ballo nel quale chi conduce è decisamente l'uomo che, se vuole, lascia piccoli spazi per alcuni movimenti creativi alla ballerina, ma pochi. Ho visto stili diversi, alcuni fortemente tecnicistici ed altri più emozionali, anche se quasi sempre si crea una grande intesa tra i ballerini, in questo tango che Jorge Luis Borges definiva "nostalgie di vite non vissute".

Tra la prima e la seconda notte di tango, oltre ad un buon sonno ristoratore, tigelle, gnocco e borlenghi (non proprio argentini), una bella cavalcata sulle nostre morbide colline ed una visita a Filippo, il mio amico ed esclusivo fornitore di lambrusco, che ci ha accolto con quell'autentica e grande semplicità ormai davvero rara.

 

30 maggio 2006 – Nuvole rosa di un fine maggio bizzarro

Domenica è stata una splendida giornata, con un sole estivo. Oggi ha fatto un temporale grandioso, che poi ha lasciato un cielo terso e maestoso. Erano già le nove di sera e mi sono incantato a guardare, dal mio studio, quelle nuvole che affrescavano un cielo fresco.

martedì 30 maggio 2006 ore 21

 

30 maggio 2006 – "L'educazione sentimentale del manager " presentato a Bari

 
 

Si è tenuto a Bari, lo scorso fine settimana, il 35esimo congresso di AIDP, l’associazione italiana direzione del personale, alla quale sono iscritto.

Nella mia azienda, infatti, svolgo anche questo ruolo, viste le dimensioni medio piccole di SIAER.

E’ stata una bella occasione per ascoltare contributi molto interessanti e passare piacevoli momenti, tra una sessione e l’altra.

Per altro ho incontrato e ascoltato con rinnovato piacere un denso contributo di Gianfranco Dioguardi, che stimo moltissimo e che mi ha fatto il regalo di presentare il mio libro alla Casa della Cultura di Milano.

Interessante e vulcanico anche Enzo Spaltro, che ascoltai per la prima volta ad un convegno a Venezia, nel 1979!

Ho passato questi giorni con Alberto (un mio caro compagno della scuola di counseling, che è direttore HR della filiale italiana di una multinazionale farmaceutica) e con Isabella, Presidente AIDP Emilia Romagna, che ho conosciuto alla presentazione del libro a Bologna, a fine febbraio.

Proprio Isabella ha voluto, nella sessione da lei coordinata: "Persone e Diritti", che facessi un intervento incentrato sugli argomenti del libro "L'educazione sentimentale del manager". La sessione è andata molto bene, Isabella ha aperto con una riflessione sul fatto che l'individuo vuole essere riconosciuto e fare parte di un progetto, che le aziende fanno più utili se tengono conto anche della "contentezza" dei dipendenti.

Il prof. Gatti dell’Università di Salerno ha fatto una vera e propria lezione sul tema della fiducia, che sta alla base della cooperazione.

Sono intervenuti anche: il rappresentante di un istituto di certificazione (che ha ha parlato di etica e rischio finanziario, ricordando altresì che oggi l’ottanta per cento degli item certificati è intangibile), il presidente di Federprofessional, la responsabile del personale di Viro (oggi il quotidiano è sempre più lontano dalla routine e più vicino al nuovo e alle varianze), il responsabile sviluppo della Ferrari (che ha portato interessanti e concreti esempi su come l'azienda applica la social responsability), il direttore HR di un'azienda di shipping.

Poi sono intervenuto io. L'intervento che mi è servito come traccia e che ho consegnato per gli atti, ma che ovviamente non ho letto, può essere scaricato cliccando qui.

Mi ha dato energia e speranza vedere come i dirigenti di tante aziende, medie e grandi, pubbliche e private, di servizi e di produzione, siano davvero convinti che nell'economia della conoscenza è la persona a fare la differenza.

E poi mi sono anche divertito!

Prossimo appuntamento, la presentazione a Roma, il 15 giugno prossimo!

 

20 maggio 2006 – Acrostico di maggio

Esserci, comunque

Riesco ancora a sentire,

O così mi sembra,

Suoni di uccelli festosi

E il profumo di rosse rose.

 

15 maggio 2006 – Una nuova recensione de "L'educazione sentimentale del manager

 
 

Professione e Lavoro ha inserito il mio ultimo libro tra quelli da non perdere.

Questo commento si aggiunge agli altri articoli che hanno dato una buona visibilità a "L'educazione sentimentale del manager".

E' in dirittura d'arrivo anche "Armentarola Falzarego e ritorno", scritto con i miei amici Beppe e Carletto.

Abbiamo già scelto la copertina fatta da Francesco, giovane artista e promettente architetto, siglato l'accordo con l'editore ed inserito la calda prefazione di Judit Pinnock. Uscirà in autunno!

 

8 maggio 2006 – SIAER ha compiuto venticinque anni!

Sabato scorso si sono tenuti i festeggiamenti di questa importante ricorrenza. L'azienda, della quale sono stato riconfermato Amministratore delegato per i prossimi tre anni, ha infatti compiuto il quarto di secolo di vita. I festeggiamenti sono iniziati con l'Assemblea dei soci che ha approvato un ottimo bilancio al 31 dicembre 2005, per simboleggiare che l'efficacia delle strategie deve avere riscontro sui risultati. Successivamente, è stato eletto il Consiglio di Amministrazione.

Dopo l'Assemblea dei soci, è stato inaugurato il Data Center di SIAER, il più grande in Italia per aziende artigiane e PMI, alla presenza dell'Assessore regionale Mariangela Bastico (oggi Vice Ministro dell'Istruzione) , del Presidente nazionale di CNA Ivan Malavasi, uno dei protagonisti del

rilancio di SIAER, e del Presidente regionale CNA Quinto Galassi.

Si è poi tenuto il convegno "L'information and communication technology per la creazione di valore nell'artigianato e nella piccola impresa", alla presenza di un vasto pubblico che ha potuto seguire un interessante succedersi di contributi.

In occasione di questo momento di festa e di riflessione, è stata consegnata anche una bella monografia che, in modo leggero, ripercorre la strada fatta e traccia gli obiettivi da raggiungere.

Nella foto sopra, il mitico Alfredo Tosi, dirigente fondamentale di CNA e "padre" del Siaer, tra il neopresidente Siaer Gabriele Morelli ed il direttore di CNA Bologna Loretta Ghelfi, consigliere di amministrazione di SIAER.

Per me questo momento di assemlea, inaugurazione e convegno ha rappresentato un'importante verifica del lavoro svolto e la conferma che radici e innovazioni, tradizione ed esplorazione, sono la miscela giusta per competere con successo in questi tempi non facili, facendo convivere un forte orientamento al business con un sincero interesse per le persone.

E' stato anche un momento di gioia e di emozioni, che ho condiviso in particolar modo con i miei collaboratori e con Giorgio Allari, che in questi ultimi sei anni è stato un Presidente competente, corretto, presente e solidale.

29 aprile 2006 – Rossana Rossanda: a ottantadue anni, che freschezza!

Questa sera, a "Ma che tempo che fa", Rossana Rossanda.

Una lezione di classe e di stile.

Elegante, pungente, profonda, ironica.

Ogni concetto faceva vedere lo spessore che stava dietro a quella persona così bella.

Ad ottantadue anni compiuti da pochissimi giorni, dice: "Non credete a chi vi dice che la vecchiaia è bella. di bello io non ci trovo niente, ma la vecchiaia non è nemmeno ritirarsi, proprio no!".

E parla in modo dritto, senza rinnnegare niente e senza l'arroganza di chi sa come si fa e come si dice.

Ho condiviso praticamente tutto quello che ha detto.

A Natale i miei colleghi mi regalarono il suo libro "La ragazza del secolo scorso", forse anche perchè sul retro c'era bene in vista la frase: "Il racconto di una vita: la politica come educazione sentimentale".

Io non ho mai fatto politica attiva, ma ho ammirato quella donna per la sua intelligenzaa, la sua determinazione e la sua ferma dolcezza.

 

28 aprile 2006 – Una nuova recensione de "L'educazione sentimentale del manager"

Sul numero di aprile 06 del Dirigente, organo di Federmanager, è uscita una bella recensione:

25 aprile 2006 – 25 Aprile

Mi piace sempre ricordare questa data, che non è retorica nè nostalgica. Rappresenta la svolta per la quale oggi siamo comunque un Paese libero.

Mi piace questa fotografia di Silvana e Corrado, utilizzata dal dinamico Comune di Castelnuovo per promozionare le iniziative relative a questa ricorrenza.

Questi due non più bambini e nemmeno uomo e donna hanno un sorriso pieno e bello, non arrogante. i loro occhi sono rivolti al futuro, che in modo molto precoce si è affacciato alle loro vite.

Penso alla differenza tra la serenità di questa immagine e quelle tristissime e angoscianti dei bambini soldati in Africa, ad esempio.

Mi piacerebbe sapere se Silvana e Corrado sono ancora vivi, cosa fanno, che ricordo hanno di quei giorni, cosa pensano di quello che sta accadendo oggi.

E penso anche a mio zio che a poco più di vent'anni era comandante di una brigata partigiana. Morì però molto giovane e ricordo quando mio padre mi portava a vedere il cippo, sulla strada che da Castelfranco porta a San Giovanni in Persiceto, che ricorda il punto dove cadde.

Buon 25 Aprile a tutti noi!

 

24 aprile 2006 – Claudio Lolli a Modena venerdì 28 aprile

Al Baluardo della Cittadella, alle ore 18,30 Claudio Lolli, grande cantautore che ha aspettato Godot, Visto degli zingari felici e che si è messo Dalla parte del torto, sarà ospite dell' happy hour letterario con la poesia. Presenterà un reading di poesie e canzoni introdotto da Jonathan Sisco.

 

19 aprile 2006 – La Cassazione certifica la vittoria dell'Unione

19.002.598 voti al Centro Sinistra e 18.977.843 al Centro Destra, uno scarto dello 0,13 per cento pari a 24.755 voti di differenza, all'incirca gli abitanti del mio paese.

Adesso la speranza è che dalle polemiche si passi ai fatti, con un occhio però anche a progetti nuovi e non solo alla manutenzione (pur fondamentale) dei non pochi problemi.

Questo è davvero il banco di prova sulla maturità a governare dello schieramento progressista.

I hope!

 

17 aprile 2006 – Non si ingabbia la libertà. o no?

 

Non c'è niente da fare. Prima avevo provato a mettere un nido artificiale, bello e perfetto.

E l'uccellino ha deciso di volare alto, costruendosene uno suo, appunto più in sù.

 

 

E da pochi giorni, questo ucccello o un altro, poco importa, si è affezionato al lampione che c'è sotto il portico.

 

 

 

 

Nessun problema, se non che di notte si accende la lampadina ed il rischio è che prenda fuoco tutta la costruzione così ben fatta.

 

Per alcuni giorni ho tolto con pazienza i rami, neanche tanto piccoli, che questo uccello riponeva con cura e costanza.

E lui (o lei) di nuovo li rimetteva al suo posto.

E allora, alla fine, decisione drastica: una bella rete.

Sono tranquillo perchè intorno alla mia casa i posti per fare nidi non mancano.

Però…

 

16 aprile 2006 – Mare e dintorni

 

 

Piccolo squarcio di Pasqua.

Cena in un bel borgo del riminese, di fronte al Titano.

Pernottamento in un B&B tranquillo, all'interno di un'oasi faunistica.

Bello il sentiero per arrivarci, lungo il quale si incontra anche questa rocca – santuario.

Il giorno di Pasqua qualche ora di sole, gustata ancora di più perchè non prevista.

 

 

 

 

 

 

Ritornando dal molo, un sorriso leggero per come un errore grammaticale sputtana la seriosità del messaggio che questa persona voleva probabilmente trasmettere. Italiani, aiutateci…a scrivere!

Piccolo inserto alla bella rocca di Dozza:

15 aprile 2006 – Salvarsi la vita con la musica

Sottoscrivo completamente quello che ha scritto Fulvio Abbate su L'Unità del 11 novembre 2002: "Ho visto Claudio Lolli felice: in un film che racconta l'Italia".

E' davvero un bel DVD, con un Lolli simpatico, ironico e dolce.

Lo consiglio davvero a tutti i "Lolliani" e a quelli curiosi di sapere come si faceva da adolescenti, o come si fa ancora oggi, a farsi consolare dalle canzoni di questo poeta, senza paura della tristezza e della malinconia.

 

 

 

 

 

15 aprile 2006 – E' primavera

Ci sono ancora al mio piccolo paese

donne anziane che, prima della festa,

girano tranquille con le gote accese

e i bigodini con veletta in testa.

 

E mi strappano un sorriso leggero

perché incuranti del finto apparire

queste tiran dritto per il loro sentiero

robuste di storia, pensiero e sentire.

Piccoli segni da coltivare con cura

come i fiori gialli che nel verde dei prati

si mescolano all’erba senza paura

osservati dai ciliegi di fiori addobbati.

E’ primavera e questo è sicuro

anche quest’anno l’inverno è passato

ci aspetta il vento che come un tamburo

ci batte alle tempie un ritmo intonato.

Lasciarsi andare allo scorrer dei giorni

sapendo che questo non vuol dire scappare

ma godersi appieno tutti i contorni

di una vita che comunque ti lascia nuotare.

LV

 

13 aprile 2006 – Conta e riconta…

Oltre al normale diritto democratico di (ri) contare i voti, sicuramente però non è rassicurante che con la solita tattica l'ex Premier prima parli di brogli (addirittura uscendo dall'incontro con il Presidente Ciampi) e poi ritratti.

Anche all'estero qualcuno si preoccupa e questo articolo del Guardian vale la pena di essere letto: http://commentisfree.guardian.co.uk/martin_kettle/2006/04/a_very_italian_coup.html

Interessante anche "Lo spettro della Florida. i limiti da non superare" che Stefano Folli ha scritto su Il Sole 24ore di oggi, 14 aprile 2006. I suoi contributi sono sempre di grande interesse, chiarezza ed equilibrio. Per leggere on line l'articolo, clicca qui.

Buona Pasqua a tutti!

 

11 aprile 2006 – Un pensiero al "Falco"

Nel giorno della cattura di Bernardo Provenzano mi viene un pensiero forte per il giudice Giovanni Falcone. Dal maggio 2002 ho in ufficio la foto qui riprodotta perchè stimavo sia lui che Borsellino, ho ascoltato tante interviste, ne ho sentito il peso della solitudine e della determinazione. Mi è dispiaciuto quando, dopo essere dovuti andare all'Asinara, sradicando i loro affetti, lo Stato gli ha presentato il conto del "soggiorno obbligato".

Anni fa, per Natale, sono stato in Sicilia alcuni giorni ed ho voluto andare sia a Capaci che in Via D'Amelio. Potrà sembrare retorica, ma credo alle testimonianze, e poi mi andava.

Mi rassicura un Presidente come Ciampi che si complimenta con le Forze dell'Ordine, che tante vite hanno lasciato per terra, per la nostra possibile vita civile e libera. Mi turba invece un Ministro dell'Interno che, spoglio elettorale ancora in corso, se ne va ad un summit di partito. Forse è solo una caduta di stile, forse qualche cosa di più: mi piacerebbe non succedesse.

 

10 aprile 2006 – Elezioni e fiori rosa fiori di pesco

Lunedì 10 aprile ore 22,38

Sono rientrato da poco da Milano. Bel pomeriggio di supervisione con le mie amiche ed i miei amici della Scuola di Counseling.

Rientro in treno e prime vere notizie, prima dal cellulare-palmare e poi dall'autoradio.

Non soddisfatto. Anche se intimamente avvertivo una forte preoccupazione, sentire quel testa a testa (comunque non una sconfitta del centro sinistra) non mi ha rallegrato. Però quando sono arrrivato a casa ed i fari hanno illuminato il piccolo pesco che ho fotografato ieri, mi è uscito un bel sorriso.

Poi carellata televisiva, su La7, Rai1 e Canale 5. Bè, intanto ho apprezzato che questa situazione di indecisione e di non marcata vittoria di nessuno ha moderato molto i toni, che francamente in campagna elettorale mi avevano fatto spegnere il televisore diverse volte. E poi il fatto che abbia votato tanta gente, questo è un risultato importante. Rimango del parere che non sia serio condurre una campagna elettorale come la campagna pubblicitaria dei surgelati (mi riferisco all'ultimo appello di Berlusconi e alla relativa trovata sull'ICI) e che questo sia un modo barbaro di fare politica e di pensare che i cittadini siano clienti stupidi da abbindolare. Prendo però atto che una grande fetta di cittadine e cittadini italiani non la pensa così e che due idee di Italia così profondamente diverse siano pressochè equivalenti. Mi si rafforza quindi l'idea che il nostro bipolarismo (regolato da una legge elettorale proporzionale e con premio di maggioranza, sic!) sia virtuale e non corrisponda al sentire del Paese, ma conta poco.

Ho dato l'ultima occhiata su Virgilio, che pubblica lo spoglio pressochè in diretta. Spengo tutto e domattina guarderò il televideo, nella speranza che senza "Se" e senza "Ma" prevalga il buon senso ed il dato di realtà, mettendo così al centro i problemi di questa comunque bella Italia. Chissa perchè, mi viene in mente "Io non mi sento italiano", una delle ultime belle canzoni di Giorgio Gaber, che aggiunge…"ma per fortuna o purtroppo lo sono!"

Martedì 11 aprile ore 14,20: il pesco mi sembra ancora più rosa

 

9 aprile 2006 – Il ciliegio è fiorito…

"…il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole…io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato e l'età all'improvviso disperde quel che credevo e non sono stato…"

 

3 aprile 2006 – "La scoperta dell'America", il nuovo lavoro di Claudio Lolli

Presentato in anteprima a Sasso Marconi il tour di Lolli

Claudio Lolli, grande cantautore che ha aspettato Godot, Visto degli zingari felici e che si è messo Dalla parte del torto, ha presentato il suo nuovo (capo) lavoro: "La scoperta dell'America".

Un concerto bello, piacevole e musicalmente centrato, nel quale Lolli e la sua band hanno presentato i nove brani dell'ultimo CD  e alcuni classici (Alla fine del cinema muto, La ballata del Pinelli, Quando la morte avrà, Borghesia…) interpretati dal duo Lolli – Capodacqua.

Piacevole "Poco di buono", una ballata che racconta di un giovane partigiano che fece saltare un ponte: Lolli l'ha interpretata insieme agli autori Fabrizio Zanotti e Nicola Ricco.

Grande la scelta di concludere con la sempre verde "Ho visto anche degli zingari felici", con il sax che scalda i ricordi.

Qui siamo alla Feltrinelli di Bologna, lunedì 27 febbraio 2006, alla presentazione del mio libro "L'educazione sentimentale del manager – il valore delle radici", del quale Claudio ha scritto una grande prefazione.

 

26 marzo 2006 – Grande serata di educazione sentimentale a Montale

Dopo la Casa della Cultura di Milano (28 novembre 2005) e la Feltrinelli di Bologna (27 febbraio 2006), venerdì 24 marzo il libro "L'educazione sentimentale del manager" è approdato nel Comune di Castelnuovo Rangone (MO), amministrato dal mio antico amico, Sindaco e poeta, Roberto Alperoli, che sorride, sotto lo sguardo vigile di Claudia Baracchi, mentre scherzo con il giornalista Roberto Serio.

Da sx l'Assessore Alberto Ronchi, io, Roberto Serio e il pensieroso amico Sindaco

Per commentare questa serata mi piace pubblicare una mail che ho ricevuto ieri da un imprenditore con il quale ho lavorato, e bene, quando facevo il consulente:

"Carissimo Lauro, ti scrivo questo messaggio non senza emozione, perchè devo complimentarmi con te per la magnifica serata che ho trascorso. La discussione è stata molto interessante, ma sopratutto l'aria che si respirava era emozionante, davvero, le chiacchiere tra amici, la musica di sottofondo. Sembrava di essere tra amici che si conoscono da sempre. Ciao!"

E' una efficace sintesi di questa serata calda, intensa e interessante, aperta da un bel pezzo dei The Bluesman, Roberto Formignani alla chitarra e Bruno Corticelli al basso.

Il giornalista Roberto Serio ha condotto con maestria l'evento, in un buon equilibrio di ritmo e contenuto.

Alberto Ronchi, Assessore regionale alla Cultura della regione Emilia Romagna, ha scelto di percorrere gli anni narrati nel libro utilizzando i film, le canzoni ed i gruppi musicali in esso citati. Con precisione e passione ha fatto interessanti considerazioni tra la mia generazione, quella subito successiva (la sua) e quelle attuali, notando che nel mio libro (è vero!) non compare la televisione.

Claudia Baracchi. docente di Filosofia alla New School for Social Research di New York, ha svolto una vera e propria lezione sul senso delle radici, evidenziandone l'ambivalenza: chiusura in sè stessi, nella difesa dei codici e degli stili della propria tribù, oppure radici come percorso per ricordarsi di sè e lasciare che il passato possa parlare di noi. Ha argomentato con competenza e calore perchè il libro privilegia questo secondo senso di radici, intese come il rintracciare ciò che siamo stati.

Con colta e raffinata semplicità, l'imprenditore Giuseppe Villani ha evidenziato che i manager ed i dirigenti non sono più una ristretta casta, ma che "anche un capo reparto oggi deve operare con competenze e identità manageriale". Ha difeso il valore delle radici nelle esperienze aziendali, radici che però devono convivere con una esplorazione che passa anche attraverso il ricambio delle esperienze. Molto attuale e condivisibile questo richiamo alla superiore managerializzazione delle aziende, specie per quanto concerne le piccole e medie imprese.

Dopo questi interventi ed un rilassante stacco musicale, il Sindaco e amico di sempre Roberto Alperoli ha illustrato con precisione la struttura del libro, per poi tuffarsi con i ragionamenti e le emozioni negli anni settanta, rivendicandone tutta la positività che li hanno caratterizzati. Le canzoni di Claudio Lolli ci hanno cullato e supportato, in un'altalena tra crisi anche forti e voglia di costruzione senza confini. Struggente il ragionamento sull'attuale mancanza di infinito, laico, sociale e collettivo, e sull'esigenza di progettarlo di nuovo, fornendo ai giovani molteplici esperienze per crescere. Considerazioni che mi hanno preso e mi sono parse una sorta di risposta alla domanda che si è posto Roberto: "Siamo sicuri che oggi un adolescente si lascerebbe attraversare da fatti come la strage alle Olimpiadi di Monaco del 1972?".

Dopo Roberto, ho riproposto che questo mio libro è senza se e senza ma dalla parte dei giovani, dei dirigenti e del valore del lavoro. Per quanto riguarda i ragazzi e la costruzione – non senza un prezzo salato del futuro, ho letto un brano del libro e ho ricordato che la nostra generazione ha forse la responsabilità di farlo vedere ai giovani, questo futuro, quasi più come una minaccia che non un'opportunità. Per i dirigenti ed il valore del lavoro (proprio per un pelo valore e lavoro non possono anagrammarsi reciprocamente) ho letto un bel pezzo di "La chiave a stella" di Primo Levi.

Dopo avere risposto ad alcune domande, ho salutato ufficialmente le tante persone presenti con un testo irlandese che ci sprona a "trovare il tempo", come hanno fatto i miei amici e le mie amiche di un tempo e quelli di oggi, i miei colleghi, le persone dei miei affetti familiari, i compagni e le compagne del corso di inglese e della palestra, un amico di scuola, genovese, che non vedevo da trent'anni, e che come tutti gli altri ha trovato il tempo per passare con me una splendida serata. Che si è conclusa non presto con un buon rinfresco, tante chiacchiere e affetto: è proprio vero, "Siamo noi a far ricca la terra!"

Grazie di cuore al Sindaco di Castelnuovo, al suo Staff dell'Ufficio Cultura e a tutti gli amabili ed efficienti collaboratori del Circolo La Palafitta

Un pò di appunti e mentre dedico il libro al dott. Villani

 

 

 

Una curiosa smorfia, in compagnia di Stefano, un mio collaboratore.

 

 

Con il mio amico Massimo del Club dei 19 e sua figlia Eleonora

 

 

 

 

Con i miei amici Luca, a sinistra, e Sergio.

 

 

 

Con il mio amico Roberto Torri, che non vedevo da 31 anni, e che è stato con me in questa bellissima occasione:

 

 

24 febbraio 2006Poesie in corso tra i castelli

 

Poesiafestival, la manifestazione pensata dal mio amico Roberto, sindaco poeta, si arricchisce di un'edizione primaverile.

Per ulteriori informazioni, clicca qui

 

11 dicembre 2005 Torneo di pigugno

Grande evento popolarculturale a Castelvetro: la gara di PIGUGNO!

Sabato 10 dicembre 2005, al circolo culturale Bar Dama, dopo una sessione di lettura di poesia ad opera di artisti locali, si è tenuta la tradizionale gara di pigugno.

Ogni partita vengono distribuite, di norma, due penalità: chi fa il maggior numero di punti e chi prende il pigugno, il fante corrispondente al primo tre che prende (non chiedetemi di essere più chiaro!).

Ecco il primo turno che ho fatto, con Luigi, Beppe e William, detto Lilli Gruber per la sua felpa color lillà.

Ogni giocatore veniva chiamato con uno pseudonimo: Petrarca, Dante, Virgilio,… a rimarcare lo spessore culturale dell'iniziativa.

Chi arriva a sette punti di penalità perde: sotto si può ammirare il primo punteggio di questo mitico tavolo:

 

Le premiazioni dei vincitori, Bertoni e Wotty, effettuate dal sacerdote del culto del pigugno, Luca:

Infine, un gruppo di supporter di Andrea, alias Cagnotto, alla finale, protetto dal piccolo Tizi.

 

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