Articoli primo semestre 2007

di Lauro Venturi il 1 gennaio 2007

30 Giugno 2007: "Intelligenza emotiva"

L'intelligenza emotiva, portata alla ribalta più di dieci anni fa dal best seller di Daniel Goleman, è la capacità di utilizzare efficacemente le emozioni, sia le proprie che quelle degli altri. Detta così è facile, ma veniamo da secoli di (dis) educazione che ci hanno insegnato come mostrare le proprie emozioni sia segno di debolezza e vulnerabilità. Invece ci accorgiamo ogni giorno, sia sul lavoro che nella vita privata, che tante tensioni e tante energie negative non nascono dal contenuto che ci scambiamo con gli altri, bensì dalle modalità relazionali. A volte una piccola osservazione fatta da Caio non ci colpisce nemmeno un istante, se invece viene da Tizio ci ferisce mortalmente. Oppure la stessa cosa in giorni diversi incide diversamente sul nostro umore.

L'intelligenza emotiva non sostituisce ma affianca quella razionale, cognitiva. Come tutte le cose, anche l'intelligenza emotiva si impara. Per questo ho deciso di intraprendere un percorso formativo che approfondisse questa competenza e mi portasse a diventare coach. Bè, dopo il counseling, anche il coaching? Sì, più si sa meglio è, e poi a me imparare intriga e mi diverte. Per altro è stata anche l'occasione di passare due giorni con il mio amico Alberto, con il quale ho frequentato la scuola triennale di counseling, a Milano, e con tante altre persone con le quali entrare in sintonia è stato facile.

E così per due giorni, dopo un pre work "on line", abbiamo parlato di come comprendere le emozioni e riconoscere i sentieri emozionali, come utilizzare il pensiero sequenziale, navigare le emozioni, trovare la motivazione intrinseca ed esercitare l'ottimismo, far crescere l'empatia e perseguire obiettivi eccellenti, secondo il modello Six Seconds messo a punto tra gli altri da Peter Salovey, padre dell'intelligenza emotiva. Infatti, ci vogliono sei secondi per gestire la rabbia, sei per iniziare ad ascoltare e sei per fare la differenza. Il corso è stato tenuto con competenza e gradevolezza dal team di 6 Seconds Italia. C'è stata anche una piacevole e divertente cena sui colli bolognesi perchè ridere, bere e mangiare è molto intelligente!

La scorsa settimana, con i miei colleghi del Comitato di direzione, abbiamo fatto un interessante e piacevole laboratorio emozionale coordinato dalla straordinaria Maria Pia Gasco. Abbiamo toccato con mano le paure, le aspettative, i desideri che ognuno di noi ha di fronte ad un cambiamento fondamentale che riguarda la nostra azienda e quindi tutti noi. Abbiamo "messo in scena" la storia del nostro team direzionale, collocando in quel film anche il nuovo atto sul cambiamento: siamo sicuramente più attrezzati per iniziare un percorso duro ma anche sfidante e gratificante. Una volta era abbastanza usuale sentire dire: "I problemi personali devono restare fuori dall'azienda": la speranza è che, pur mantenendo un forte orientamento al business, le persone siano rimesse al centro del lavoro ed il lavoro felice, da uno a mille si intende, non rimanga un sogno irrealizzabile.

25 Giugno 2007: "18° edizione del Torneo con Gianni"

Domenica 24 giugno, diciotto anni esatti da quando, a trentatrè anni, Gianni ci ha lasciato, è iniziato il 18° torneo di pallavolo "con Gianni", organizzato dall'associazione Drago Celeste di Castelvetro. Ho diversi amici che fanno volontariato in questa associazione per ricordare un nostro amico che si è involato troppo presto: in particolar modo Beppe e Carlo, con i quali ho scritto "Armentarola – Falzarego e ritorno" che contiene anche un cameo su Gianni e sul Drago Celeste. A Gianni ho dedicato anche "L'educazione sentimentale del manager" perchè nella prima parte che racconta gli anni della mia adolescenza tantissimi giorni sono stati scanditi da sogni, attività, vacanze, sbornie, cantate e chitarrate, utopie e gioie e malinconie con i miei amici del Club dei 19: Gianni, Giannino, Piero, Vettu, Massimo e Giampiero. Il torneo finisce domenica 1 luglio ed è una bella occasione per passare qualche ora serale in collina, guardare un pò di pallavolo e mangiare buone tigelle. Per noi è anche un'occasione per ricordare questo amico purtroppo rimasto giovane.

Perchè non posso inforcare un Drago Celeste per respirare essenza di luna e di sole e divenire immortale? Li Po

 

25 Giugno 2007: "Il mondo è bello perchè è vario"

Venerdì sera, con Simonetta, sono andato ad ascoltare la prima serata di Jazz in'it, nella bella cornice di piazza dei Contrari a Vignola. Erano previsti i concerti di Giancarlo Schiaffini e Silvia Schiavoni (rhapsody for Billie) e di Annette Peacock e Roberto Dani. Bè, a noi non è piaciuto assolutamente nessuno dei due, una noia mortale. Devo dire che anche i commenti di chi ci stava intorno erano a dir poco scettici. Domenica, poi, leggiamo un entusiasmante resoconto de La Gazzetta di Modena: i gusti sono gusti… eravamo tra i non sedotti. Nonostante questo sabato pomeriggio abbiamo fatto un workshop piacevole ed efficace, con una ventina di persone, sul counseling aziendale.

 

19 Giugno 2007: "Tre giorni con gli amici"

Consueta trasferta in Liguria con i miei amici Beppe, Carletto e Piero. Il tempo è stato ingeneroso ma noi non abbiamo mollato, slalomando tra centro benessere (nell'albergo dove Rod Stewart festeggiava l'addio al quinto o sesto celibato) camminata a Nervi, ottimi ristoranti, permanenze allo Yacht Club di Rapallo, aperitivo in piazzetta a Portofino, mercatino dell'antiquariato a Santa (Margherita). Nota di colore: di fianco al nostro tavolino,a portofino, chiacchiera sereno Lapo. Ovviamente noi abbiamo commentato l'intervista a Le Iene nella quale parlava dei nuovi occhiali come fossero un congegno tecnologico avanzatissimo. Poco dopo viene raggiunto da sua madre e la signora Margherita Agnelli, mentre se ne va, parlando al telefono, ci passa vicino e sentiamo che dice: "Ma cosa dici mai, sono come gli operai, lavoro tantissimo ed ho solo il sabato pomeriggio libero!" Io ed i miei amici che lavoriamo tutti le avremmo volentieri tirato una sedia in testa, con eleganza si intende. Ma abbiamo preferito gustarci i nostri aperitivi. I giorni come questi mi fanno sempre venire in mente la bella canzone di Guccini, "Gli amici". Alla prossima!

 

18 Giugno 2007: "Storytelling"

Descrivere le organizzazioni attraverso storie narrate, un pò come facevano i bardi, i rapsodi o i cantastorie. Le persone in questo modo parlano di se stesse e di come vivono l'organizzazione in modo più caldo ed emozionale, e non su schemi rigidamente ingabbiati in astratti modelli. Sempre più le persone e l'organizzazione coincidono, sempre più per risolvere problemi complessi in poco tempo è necessario un clima che sia rispettoso delle persone e motivi all'assunzione di responsabilità. Sull'ultimo numero di Sviluppo & Organizzazione ci sono interessanti articoli sullo Storytelling e mi ha fatto piacere vedere che viene citato, sia nel testo che nei riferimenti bibliografici, "L'educazione sentimentale del manager".

 

13 Giugno 2007: "Workshop sul counseling aziendale"

Sabato 23 giugno, un pomeriggio diverso per parlare di come il Counseling, una disciplina ancora poco conosciuta in Italia ma diffusa all'estero, può aiutare le persone ad aumentare il proprio benessere sia nella vita privata che in quella lavorativa.

Il clima aziendale è direttamente correlato alla soddisfazione dei clienti (sopratutto nella cosiddetta economia della conoscenza, dove sono le persone a fare la differenza) ed alle performances aziendali e quindi orientamento al business e sincero interesse per le persone possono tranquillamente convivere. Anzi, creano spesso una spirale virtuosa ed il lavoro felice non è più un ossimoro ma un binomio realistico, anche se non gratuito.

Scarica l'invito cliccando qui e visita il sito: www.studiodicounseling.com

 

9 Giugno 2007: "Abbandono"

Nemmeno le messi flessuose

o i vigneti generosi

o gli arbusti tenaci

riescono a coprire

le macerie

di un abbandono.

 

 

 

2 Giugno 2007: "Neo umanesimo manageriale?"

Ieri, nella bellissima cornice di Villa Angelica ad Ozzano dell'Emilia, ho partecipato al primo dei tre incontri "Il Manager – Coach" promossi dalla società S&A Cange.

Insieme a diversi manager ho vissuto un evento molto interattivo, ben condotto e con giusta misura tra esperienza diretta e concetti di riferimento. A parte una partecipante ed Andrea, consulente della società, non conoscevo nessuno. Eppure, in poco più di tre ore si è creato un buon clima tra tutti. Ci è stata proposta una simpatica ed utile esercitazione: a turno, ogni partecipante andava al centro dell'aula disposta a ferro di cavallo e su quel palco virtuale si presentava. Le altre persone segnavano, di fianco al suo nome, un aggettivo che esprimesse la loro prima impressione di chi stava parlando. Alla fine, ad ognuno di noi è stato restituito l'insieme delle prime impressioni destate. Si è ragionato sulll'importanza della prima impressione che, pur non dovendo diventare un giudizio inappellabile, incide molto nelle relazioni personali e professionali.

Di questo pomeriggio mi sono portato a casa: un inserto di speranza, una riflessione sull'autostima e un accecante lampo di ovvietà. La speranza nasce dal fatto che se tante persone, ai vertici aziendali, esprimono una sensibilità così profonda ed una disponibilità a "mettersi in gioco", bè, allora, le pur giuste e amare riflessioni sulla classe dirigente mediocre possono in parte essere riviste. La riflessione sull'autostima nasce dal fatto che quando ho visto le lusinghiere "prime impressioni" sono rimasto sorpreso e quasi commosso. Ho sentito che, aldilà del lavoro che sto facendo su di me e della grande abilità nel non mostarlo, resiste un sentimento di parziale inadeguatezza e non accettazione di me da parte degli altri. La testimonianza sincera e pregnante di un professionista – imprenditore che raccontava la sua esperienza di slegarsi in parte dal giudizio degli altri, osando anche scelte coraggiose, mi ha fatto riflettere. Infine, l'accecante lampo di ovvietà: un grande sportivo, che ha vinto gare importanti…mica smette di allenarsi! Quindi, a queste tematiche relazionali e di conoscenza di sè stessi e degli altri non c'è mai il momento nel quale dire: "Adesso non devo più imparare nè esercitarmi".

So che parlare di neoumanesimo manageriale (o imprenditoriale) fa sorridere o schifare non poche persone. Però tanto tempo fa rimasi colpito dalle parole che Primo Levi, ne "La chiave a stella", faceva dire all'ex operaio Faussone: "Se si escludono istanti prodigiosi che il destino ci può donare, amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra". Se poi le persone sono a capo di altre persone, allora la responsabilità di creare ambienti di lavoro vivibili ed orientati allo sviluppo sia personale che aziendale aumenta in modo esponenziale. Sursum corda!

"Socievole" è l'aggettivo in cui mi sono più riconosciuto e "Pacato" quello che sento meno mio.

 

27 Maggio 2007: "Due giorni di studio, ascolto, riflessioni e divertimento!"

Ho passato due giorni molto belli a Cervia, al Congresso dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale alla quale sono associato.

In verità sono arrivato giovedì sera ed ho cenato, nel vivace centro di Cervia, con il mio amico Alberto, qui ritratto con Elisabetta e Carlo al Centro Berne, dove ci siamo diplomati Counselor. Era da prima di Natale che non ci vedevamo e mi è piaciuto stare con lui.

Quest’anno l’argomento erano i talenti, persone che fanno la differenza, soprattutto nella cosiddetta "economia della conoscenza".

Direttrice d’orchestra efficiente ed efficace, il vice presidente nazionale e presidente del gruppo regionale emiliano romagnolo, Isabella Covili Faggioli, che ho avuto la fortuna di conoscere in occasione della presentazione de "L'educazione sentimentale del manager" alla libreria Feltrinelli di Bologna.

Come si può vedere scorrendo il programma, i lavori sono stati intensi ed i relatori di qualità: Ivano Barberini Presidente dell’Alleanza Cooperativa internazionale, Marina Salomon, Davide Cervellin (diventato cieco a sedici anni ha deciso che non sapeva cosa farsene delle elemosine e ha messo in piedi un’azienda tecnologicamente avanzata che produce attrezzi per le persone colpite da handicap), il Presidente di IBM Italia Andrea Pontremoli, Matteo Marzotto Presidente di Valentino, Sabino Pezzotta, Davide Passero Amministratore delegato di Genertel (gruppo Generali), il Presidente Federalimentari Giorgio Sampietro (già Presidente Unilever Italia).

A queste testimonianze, che sono state davvero la parte più pregnante perché il racconto delle esperienze ha una potenza incredibile, si sono alternate sessioni internazionali e la presentazione di un paio di ricerche. Senza fare in alcun modo un rapporto esaustivo di tutto ciò che è stato detto, riporto in modo disordinato frasi e concetti che più mi hanno colpito. Se si è un capi, occorre mettere a frutto il massimo talento che le persone hanno e non esaltare solo il proprio. I talenti si contraddistinguono per una volontà incredibile di crescere ed imparare, trasmettono energia positiva e contagiosa, e possiedono tanta ironia. Il talento però non è un genio solista, sa anche fare squadra. Così come non va confuso con una persona ad alto potenziale.

Per creare un ambiente favorevole alla scoperta dei talenti e al loro permanere in azienda occorre avere valori autentici e metterli in pratica in modo coerente, coagularli intorno ad un progetto, schivando la burocrazia perché bastano poche regole se esiste una cultura aziendale solida e un clima generoso, nel quale le persone amano condividere conoscenza, successi e visioni. Quando i valori aziendali e quelli individuali non coincidono, la persona di talento spesso se ne va, ma potrebbe anche rinunciare (sta nella nostra azienda ma non lavora più con motivazione) oppure si incattivisce.

I talenti sono anche scomodi perché cambiano le regole e rovesciano la logica consolidata, spesso troppo legata al passato. Non li comandi ma li puoi convincere, anche attraverso le emozioni e l’empatia, creando un ambiente che non si vergogni dell’errore ma lo sappia accogliere. Occorre certamente valorizzare il lavoro di gruppo ma non trascurare il singolo, che vuole la soddisfazione dei suoi bisogni e dei suoi desideri. Da solo però il capo non va da nessuna parte perché il direttore d’orchestra è l’unico che da solo non produce alcun suono: pur sapendo suonare quasi tutti gli strumenti, se gli orchestrali si zittiscono, la sua bacchetta muove appena un po’ di aria. Il capo deve sapere che le persone lo seguono per quello che è, non per quello che sa. Però non possiamo pensare di attrarre tutti verso la vision. Il leader conduce verso quella meta, come se si tirasse dietro una corda (provate a spingerla!): chi si attacca bene, gli altri… si attaccano perché la cultura aziendale include ed esclude attraverso i suoi valori.

Non appassionarsi a freddi e teorici modelli organizzativi. Se si lavora con uno schema a matrice può capitare di avere più capi, ma così è la vita: da bambini non dobbiamo rispondere sia alla mamma che al babbo? E mica sempre dicono le stesse cose! E poi ci sono gli insegnanti….Un po’ come quando si analizzano processi complessi: possono anche esserci due o trecento variabili, ma quelle davvero determinanti sono molto poche e, sistemate quelle, poi il sistema si autoregola.

La globalizzazione porta allo scambio tra persone e credenze diverse. Per una multinazionale è normale avere persone con la pelle diversa, gli occhi diversi, religioni diverse, così come un’azienda globale pensa che clienti, fornitori e dipendenti si possano trovare in tutto il mondo e quindi non dirà mai che delocalizza (tranne quando andrà su Marte) perché il suo locale è il globo! L’interculturalità (diversity management) è non solo una necessità ma anche una grande opportunità, che andrebbe insegnata fin dalle scuole materne. Invece, come faceva acutamente osservare Enzo Spaltro nelle sue considerazioni parsimoniose (che differenza di stile con alcuni pochi pavoni reali che non rispettavano i tempi neanche se gli staccavi il microfono), gli ospiti stranieri ci hanno detto che in Italia abbiamo un’insufficiente mentalità del network. Ma non ci si sposta geograficamente se prima non ci si muove mentalmente.

È stato bello ed utile riflettere su come le persone siano davvero centrali per il successo di un’azienda e quindi chi si occupa della gestione e dello sviluppo delle persone in azienda deve anche comprendere le dinamiche del business ed essere al servizio dei suoi colleghi di linea (produzione, vendite, acquisti…). È giusto garantire più flessibilità in entrata e in uscita nel mondo del lavoro, integrandola però con tutti gli strumenti necessari perchè le persone non si trovino sulla strada, come merce scaduta o da rottamare! Certo che sono convinto della centralità della persona per il successo, ci ho scritto sopra anche qualche articolo: però è bene ripassare la lezione!

Per evitare di fare un quadro troppo “buonista” è bene ricordare che le aziende devono ogni giorno tenere insieme ossimori come grande velocità ed elevata qualità, ottime prestazioni e costi contenuti,… proprio perché non funzionano solo in un rapporto di causa – effetto, ma devono spesso gestire gli opposti: occorre sapere far coesistere il globale ed il locale, il particolare con il generale, la visione strategica con la decisione rapida dell’adesso! Per questo occorrono persone competenti e motivate, dalle quali prendere e alle quali dare. Le persone vanno sempre e comunque rispettate, sapendo che sono “di più” rispetto ai risultati che producono. Fino a prova contraria in loro bisogna credere e dare loro fiducia. Forse nel breve si può avere successo anche con furbesche scorciatoie, ma sul lungo periodo servono davvero etica e coerenza.

Mi sono piaciute le parole che Isabella ha detto alla fine dei lavori. Più o meno, che è stato un congresso onesto perché ha mantenuto ciò che aveva promesso. E questo conferisce buona reputazione, che forse è anche più importante dell’etica. È stato un congresso contraddistinto anche da un buon livello di educazione, con i partecipanti che hanno seguito con attenzione ed i relatori – talenti non se ne sono andati una volta finite le loro relazioni. Sì, educazione, reputazione e rispetto sono parole molto importanti. Pensavo, nel tornare a casa, che in effetti esiste una classe dirigente, fatta di gente che lavora con serietà ed impegno. E queste persone si trovano ad ogni livello, dall’operaio all’imprenditore, dall’infermiere al medico, dal bidello al professore. Così come ad ogni livello si trovano esempi negativi. Ciò che non va è che il mondo del lavoro non fa audience e quindi se ne parla troppo poco e spesso a livello superficiale. Ciò che non va è che questa classe dirigente (nel senso che porta il Paese su direzioni positive con pazienza, costanza e competenza) quasi mai riesce però ad entrare nelle “stanze dei bottoni”, sempre più frequentate da caste chiuse e autoreferenziali. Non c’è nessuna vena individualista o qualunquista in questa riflessione, e poi un testimone ha detto che un buon talento lascia per tempo i suoi incarichi…perché la storia gliene sarà grata. Rispetto al (non) ricambio della classe dirigente formale ce n’è ancora di strada da fare, ma vedere centinaia di persone che per due giorni si interrogano e discutono con passione su come fare meglio il proprio lavoro e creare migliori condizioni di lavoro in azienda, bè, questa è una bella speranza.

I due giorni sono poi stati anche una bella occasione per conoscere persone nuove, intrattenere anche relazioni informali, conoscersi senza ingessature di ruolo, vedere sontuosi fuochi d’artificio e curare il palato!

 

26 Maggio 2007: "Il valore del lavoro"

Persone&Conoscenze ha pubblicato un articolo che ho scritto dopo una serata invernale passata con i dirigenti (imprenditori e quadri) di CNA Forlì Cesena a riflettere sul valore del lavoro e sul ruolo dei dirigenti associativi. Fu un'esperienza molto ricca e quindi ho voluto lasciarne traccia. Scarica l'articolo cliccando qui

(poichè il file è pesante, può essere richiesto anche via mail: lauro.venturi@virgilio.it)

 

26 Maggio 2007: "Mensa d'oro!"

Giovedì scorso, come spesso faccio, sono andato in mensa. Piccola insalata mista, poi fragole e ananas. Mezza di acqua naturale e niente pane. Consegno la tessera alla cassiera, che mi chiede un'integrazione. Lì per lì non ci penso ma poi, al tavolo, scorro lo scontrino: fragole e ananas, € 4,30 cadaune, più di ottomila delle vecchie lire!

Per non pensare che si tratti di porzioni faraoniche…le ho fotografate!

12,36 euro per un insalatina e due porzioni di frutta…non credo ci azzecchino con l'inflazione programmata!

 

24 Maggio 2007: "Ciao Falco!"

Il 23 maggio del 1992, quindici anni fa, il Falco se ne è andato. Le sue ali sono state bruciate e spezzate da una quantità inimmaginabile di esplosivo, che "U verru", diventato poi collaboratore di giustizia (?), fece brillare schiacciando il telecomando come durante un annoiato zapping, tra una sigaretta e l'altra.

Anche Giovanni Falcone, come Paolo Borsellino, fumava molto, ma era un altro fumare:

Saltarono in aria lui, il magistrato Angela Morvillo (sua moglie) e gli agenti Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro. Ero un "patito" del giudice Falcone e anche di Borsellino, mi piaceva da matti (confesso di essere uno sfegatato fan del commissario Cattani – La Piovra) quel loro modo di interpretare il servizio alla collettività e allo Stato. Mi incazzai come un matto quando appresi che lo Stato gli aveva fatto pagare il soggiorno obbligato all'Asinara (compreso le bottigliette di acqua minerale!), dove dovettero blindarsi con figli e mogli per preparare il maxi processo. Poi in questi giorni leggiamo dei costi della politica…

Sull'Ansa di oggi la notizia dell'anniversario di Capaci è già scomparsa, per fare posto anche alla notizia che da Sotheby's è stato battuto un esemplare a 124.000 euro dell'opera "Merda d'artista" di Piero Manzoni: c'est la vie!

D'altra parte, anche i condomini dell'edificio dove abitava Giovanni Falcone fecero una petizione per togliere questo albero, sradicando il ricordo:

Ma tutti gli anni diversi giovani ricordano quella strage e anche al concerto dei Modena City Ramblers a Castelnuovo Rangone la sera del 23 maggio 2007 tantissimi ragazzi (e non solo) ballavano ai ritmi coinvolgenti della band, tra allegria, musica e pensiero:

Un bel segno di speranza, che però non dà risposta, per ora, a queste domande: "Ma è certamente motivo, e lo sappiamo, di particolare sgomento l'avere appreso che il giudice Falcone si muoveva in via e con mezzi che dovevano rimanere coperti dal più sicuro riserbo. Chi li conosceva? Chi li ha rivelati ai nemici dei giudici? Ai mandante ed esecutori?"
(breve estratto dell'omelia del cardinale Pappalardo ai funerali di Giovanni Falcone e delle altre vittime dell'attentatuni)

Sursum corda…, ed io da quel maggio 1992 tengo in ufficio questa fotografia:

 

14 Maggio 2007: "Talenti, persone che fanno la differenza"

La scoperta e la gestione dei talenti rappresenta un vantaggio competitivo enorme nella cosidetta "economia della conoscenza", ma richiede anche attenzioni e capacità di direzione e leadership non indifferenti. Proprio giovedì scorso ho partecipato ad un interessante convegno di Manager Italia sulla leadership, con relatori davvero di spessore, e leadership e talenti sono molto correlati.

Per questo segnalo con piacere che il 25 e il 26 maggio prossimi, a Cervia, si terrà il Congresso AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale, della quale sono socio. Lo scorso anno, a Bari, fu molto interessante e anche quest'anno promette bene: riflessioni e contributi su come lavorare al meglio con le persone, che rappresentano davvero e senza infingimenti la leva competitiva principale.

Il vice presidente nazionale è il presidente del gruppo regionale emiliano romagnolo, Isabella Covili Faggioli, che ho avuto la fortuna di conoscere in occasione della presentazione de "L'educazione sentimentale del manager" alla libreria Feltrinelli di Bologna.

Consiglio davvero a tutti quelli interessati di gestione e sviluppo del personale di partecipare a questa due giorni, che per altro regala anche qualche momento di piacevole intrattenimento.

invito

 

8 Maggio 2007: "Festival internazionale di Musica"

Al Teatro Comunale di Casalecchio di Reno venerdì 11 maggio alle ore 21 l'Orchestra spaziale presenterà "Holiday in Cartoonia", viaggio di piacere nel mondo sonoro dei cartoni animati. Alla chitarra elettrica, chitarra hawaiiana, ukulele e sitar, Alessandro Lamborghini, che è il mio insegnante (bravo e paziente) di chitarra. Ho poi scoperto che con lui suona anche Ivan Valentini (sax soprano, sax contralto, sax tenore) con il quale, da giovani, abbiamo condiviso l'esperienza di animatore – educatore nei soggiorni per adolescenti. Nel mio sito, c'è una foto di Ivan, più di trent'anni fa, che ovviamente suona: il mondo è piccolo.

 

5 Maggio: "Silenzio…"

Sabato 5 maggio 07 6,21 p.m. dalla finestra dello studio

 

1 Maggio: " Il riposo fa bene!"

Quattro giorni di riposo che stanno terminando ma mi hanno ritemprato alla grande. Venerdì sera piacevole cena con gli amici della settimana bianca e sabato un bellissimo giro a piedi con Beppe e Carlo, i miei amici con i quali ho scritto "Armentarola – Falzarego e ritorno" i cui proventi sono stati versati all'associazione "Il Drago Celeste".

Siamo partiti da casa mia e via verso Cà Plessi, Villabianca, Denzano (vedi foto), Tre Croci, Torrente Guerro, San Polo e arrivo. Tre ore e mezzo di passo veloce in mezzo alle nostre bellissime colline, a chiaccherare in leggerezza, tranne quando due cani e due oche hanno tentato di aggredirci, le oche più aggressive dei cani…per fortuna!

Alla sera cena in compagnia di Piero e Graziella, che ci hanno raggiunto da Milano, all'agriturismo, con Franco e le sue barzellette, non sempre gradite (cioè quasi mai) dalle nostre signore, mentre noi – pur avendole sentite chissà quante volte- abbiamo riso di gusto.

Al mattino, un pò intronato, con Simo sono stato all'inagurazione della mostra "Stanze di terra" di Andrea Capucci, che consiglio davvero (scarica l'invito).

Pranzo leggero a casa, e poi sole, letture, chitarra e qualche sonnellino. Il giorno dopo bella camminata in montagna, a Sasso Tignoso, sull'appennino modenese, detto così perchè è scuro e un pò scontroso. "Ghignoso" è come Enzo Biagi ha definito Tremonti, ed io concordo che quel personaggio esprima bene cosa si intende dalle mie parti per "tignoso".

E' stato bellissimo camminare per boschi e prati, più di cinque ore buone anche per un disguido non si sa se causato dalla cartina o da un nostro buco interpretativo, mah! E' bello sentire le gambe, i polmoni, il cuore, che stanno bene e ti portano dovunque vuoi. Abbiamo preso anche un piccolo acquazzone ma per fortuna avevamo supermantelline, perchè, come diceva Robert Baden Powel, "Non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equipaggiamento".

Oggi pomeriggio è passato mio figlio Paolo, con la sua ragazza, a regolarmi l'impianto di irrigazione ed abbiamo passato un piacevole momento insieme. Adesso sistemo le foto, aggiorno il sito, leggo un pò…Racconto queste cose perchè toccare con mano che cose semplici fanno tanto bene è, per me, sempre una grande sorpresa!

 

 

27 Aprile 2007 – "Stanze di terra"

Alle 11,30 di domenica 29 aprile al Palazzo Ducale di Pavullo (Mo) si inaugura la mostra dell'artista Andrea Capucci, amico di miei amici e che anche a me sta molto simpatico, pur conoscendolo meno e avendo passato insieme solo un paio di belle serate. Il suo atelier sprizza di creatività, energie e domande, alle quali prova a rispondere con sculture e pitture. Ne vale la pena.

La mostra sarà aperta fino al tre giugno, negli orari indicati nell'invito

 

25 Aprile 2007 – "25 aprile, Festa della Liberazione…"

Il 25 aprile è l'anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Fa ridere questo linguaggio, ma questo è il dramma. Cioè, concetti semplici sembrano banali e vecchi, ma il nuovo cosa sarebbe? Ecco perchè ieri ho sentito il bisogno di andare alla fonte e rileggermi la Costituzione nata dalla Resistenza. Per la consultazione on line basta cliccare qui.

Prendo sempre a prestito le belle cartoline che il Comune di Castelnuovo Rangone, capeggiato dal Sindaco mio amico Roberto, manda ai cittadini per ricordare questa importante ricorrenza e promuovere spettacoli, dibattiti… per tutti i gusti.

Tutte le foto della Resistenza mi colpiscono per la giovane età dei protagonisti. E la Resistenza mi riporta a quando da bambino i miei genitori me ne parlavano. Soprattutto mia madre (mio babbo aveva vissuto quegli anni ospite in un campo di concentramento tedesco, dove lo portarono dall'Albania) mi raccontava delle staffette e che, di fianco alla loro casa nella pianura bolognese, c'era un comando tedesco. A volte, di notte con la luna piena, si vedevano i partigiani percorrere l'argine del fiume ed un tedesco di guardia la chiamava piangendo e dicendole: "Come faccio? Se non avverto il comandante e se ne accorge, mi ammazzano. Se lo avverto qui bruciano tutto e vi ammazzano…". Poi mi raccontava anche delle efferratezze di altri tedeschi e fascisti, quasi più cattivi. Oppure, che finita la guerra, avevano preso dei fascisti e li avevano massacrati di botte, portando in giro per il paese i loro corpi straziati. Da come mi raccontava quell'episodio non condivideva quella vendetta, però sono sicuro che se ci fosse ancora starebbe dalla parte di Giorgio Bocca e non di Gianpaolo Pansa. Così come Rino Govoni, mitico custode dello stabile in cui lavoravo 25 anni fa, che dopo la guerra si era fatto trenta anni di galera per avere ucciso chi aveva segnalato ai tedeschi suo fratello, che venne poi fucilato.

Da piccolo, oltre che agli indiani e ai cow boy, giocavo anche ai partigiani, è ovvio. E ho sempre avuto la voglia di conoscere un mio zio che a 23 anni (un anno in meno di mio figlio) morì tra Castelfranco e San Giovanni in Persiceto, in uno scontro a fuoco. Non contenti, lo impiccarono mettendogli anche due fiammifferi negli occhi. E penso a Sartre, che scriveva: il fascismo non è definito dal numero delle sue vittime, ma dal modo con cui le uccide".

Sarà anche per questo che nel romanzo con cui mi sto cimentando (titolo provvisorio "Mobbing Dick – contro i marosi dell'arroganza e dell'incompetenza") ho messo un piccolo pezzo su questo zio mai conosciuto (il comandante Lupo), insieme alla battaglia di Benedello e di Capanna Tassoni (e ai fatti di Genova 2001 e alla cattura di Totò Riina).

Va bè, buona Resistenza e bentornato ad Enzo Biagi!

 

20 Aprile 2007 – "L'effetto perverso della televisione…"

Tutte queste persone (foto Ansa) aspettano il loro turno per entrare in tribunale, dove si tiene il processo per il delitto Cogne. Un bambino ucciso, secondo l'accusa, dalla madre. Una tragedia inenarrabile. Cosa c'è da curiosare? Invece, in barba alla sobrietà che dovrebbe caratterizzare la giustizia e alla pietà che dovrebbe avere la ggente, tantissime persone sin dalle prime ore del mattino si sono assiepate davanti al tribunale. Addirittura c'è un'autoregolamentazione, attraverso biglietti numerati, come al supermercato. A quando il maxi schermo? D'altra parte migliaia di ore di trasmissioni televisive, quelle sì amorali, prima o poi fanno effetto. In questi giorni si sta discutendo la nascita del Partito democratico: la mia considerazione amara è che non esiste la gente buona e civile e una classe politica inadeguata, vecchia e arraffona. Pur avendo fortissime critiche verso la classe dirigente attuale (non solo politica), questi episiodi mi fanno dire che ognuno ha la classe politica che si merita. Sursum corda…

 

16 Aprile 2007 – "Vorrei trovare un'espressione…"

Vorrei trovare un'espressione per la dualità, vorrei scrivere capitoli e frasi dove fossero sempre visibili contemporaneamente canto e controcanto, dove accanto ad ogni varietà vi fosse l'unità, accanto ad ogni scherzo la serietà. Perchè solo in questo consiste per me la vita, nel fluttuare tra due poli, nell'oscillazione tra i due pilastri portanti del mondo. Vorrei con gioia far vedere sempre la beata varietà del mondo ed anche sempre ricordare che al fondo di questa varietà vi è l'unità" . Hermann Hesse "Psycologia Balnearia" 1923

15 Aprile 2007 – "Concorso internazionale di Poesia città di Vignola"

Ieri, sabato 14 aprile, presso la nuova Biblioteca di Vignola, ci sono state le premiazioni del Concorso internazionale di Poesia città di Vignola, che ha visto la partecipazione di diverse centinaia di poeti italiani ed anche stranieri. La mia "E' primavera" è arrivata seconda tra quelle di vignolesi.

La poesia è stata letta da un insegnante, amico d'infanzia delle mie sorelle (ovviamente presenti), che non vedevano da decenni. Mi è stata data l'immancabile pergamena e in più, pur non essendo arrivata tra le prime quaranta, è stata comunque inserita nell'antologia. Partecipo sempre con grande leggerezza, buttando giù qualche riga che poi non rivedo più di tanto. Mica sono un poeta, è che mi piace scrivere. Del poeta, ad esempio, non ho la pazienza di limare una piccola parola che può rendere meno armonico il testo: forse per questo mi piace più scrivere libri, c'è più spazio. Per altro, in "E' primavera", una rima è appositamente sbagliata, come scherzo per deridere un pò i poeti troppo seriosi.

E dopo, aperitivo con sorelle…

Lo scorso anno, con "Invecchiare" ero arrivato primo tra i partecipanti di Vignola e, come quest'anno, finale con aperitivo familiare.

 

12 Aprile 2007 – "Democrazia e rappresentatività"

Sull'inserto "Nova" de Il Sole 24Ore di oggi c'è un interessante articolo di Roberto Vacca, scienziato e "futurologo" che ho personalmente conosciuto lo scorso anno alla prima edizione de "L'Orto delle Competenze". Mi è piaciuto e ve lo propongo:

Democrazia e rappresentatività: problemi sistemici

Nòva – IlSole24Ore – 28 Marzo 2007

Nel 1968 Goldwater e Johnson erano candidati alla presidenza USA. In una vignetta del New York Times, davanti a una povera casa un sondaggista mostrava i loro ritratti a una donna con un bimbo in braccio e uno per mano. Lei rispondeva: “Non avete nessun altro?”

La domanda è vitale. Troppo spesso siamo contrariati perché non c’è nessun candidato valido cui dare il voto. Le leggi elettorali non possono supplire. Anche se fossero perfette, si potrebbero raffigurare a macchine utensili modernissime che producono pezzi lavorati di alta precisione, ma usano materiali scelti a caso e spesso di qualità infima.

Le leggi dovrebbero servire a eleggere deputati che realizzino i fini di tutti gli elettori e creino maggioranze stabili: requisiti contraddittori. Poi certi eletti cambiano anche bandiera o mirano a obiettivi diversi da quelli che avevano dichiarato. Non si rimedia con elezioni primarie perché la qualità dei candidati non viene progettata e generata, né controllata. Manca un approccio sistemico che migliori ogni stadio del sistema e ci dia candidati adeguati. Oltre che onesti, dovrebbero saper gestire una società complessa. Dunque competenti in: amministrazione, logistica, commercio, industria, scienza, tecnologia, fisco, medicina, informatica, telecomunicazioni, trasporti, energia, insegnamento, ricerca, storia, etc. Invece molti eletti mostrano di non sapere queste cose neanche in modo approssimativo. Alcuni sembra che non ne sappiano nessuna. Quasi tutti ignorano l’Art. 67 della Costituzione: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Invece di studiare come si possa organizzare meglio il Paese, funzionano come gettoni: vince il capo che ne getta sul tavolo un numero maggiore.

Nel creare politici competenti i francesi hanno un certo successo, basato sulle loro grandi scuole di amministrazione. L’impero cinese aveva buone scuole e sottoponeva i candidati a esami severi, ma gli esaminandi portavano libretti di risposte nascosti nelle loro larghe maniche. I risultati degli esami non sono sempre significativi, né equi.

Dunque va riformata la società, ma non parlando di valori generici. Non basta non essere criminali – bisogna studiare. Le morali fatte di prescrizioni e divieti non servono più. Basta una regola sola: Sforzati di prevedere le conseguenze di quel che fai e agisci in modo da produrre effetti positivi anche a lungo termine. Non servono profeti: occorre conoscere il mondo naturale e artificiale e i suoi meccanismi. La società è prospera e stabile solo se impara, innova, è libera, controversa e composta di individui che ragionano su temi difficili – non su stupidate o su piccole questioni meschine. Oltre a promulgare leggi buone, che in altri Paesi esistono già da decenni, e a non mirare a vantaggi personali, gli eletti dovrebbero: migliorare l'insegnamento nelle scuole, creare scuole avanzate per scienziati e tecnici ad alto livello, diffondere cultura per mezzo della televisione di Stato, raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo, innalzare i rendimenti della pubblica amministrazione, evitare leggi inutili, eliminare conflitti di interesse e punire i reati degli eletti, individuare grandi imprese internazionali per lo sviluppo del III Mondo.

Parecchie di queste cose (non tutte) le fa, ad esempio, il governo autoritario di Singapore. Però non per questo vanno invocate le dittature, condannate da Churchill con la famosa frase: La democrazia parlamentare è la forma di governo peggiore, tranne tutte le altre provate finora.

Infatti un dittatore non va in prigione se prima non viene deposto e, talora, tocca ucciderlo. Certo in alcune democrazie sono stati eletti candidati mentre erano in carcere per reati comuni, non solo in paesi primitivi: anche in USA e in Russia. In altre democrazie solo i ricchi conducono costose campagne e talora comprano i voti dei cittadini e dei deputati. Ma i deputati e i ministri ignoranti e incapaci di imparare sono quasi peggiori di quelli criminali.

Roberto Vacca

 

8 Aprile 2007 – "Il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole"

…il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole

[…]

Io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato ma l'età all'improvviso disperde quel che credevo e non sono stato

 

Lettera

In giardino il ciliegio è fiorito agli scoppi del nuovo sole
il quartiere si è presto riempito di neve di pioppi e di parole.

All'una in punto si sente il suono acciottolante che fanno i piatti
le tivù sono un rombo di tuono per l'indifferenza scostante dei gatti.

Come vedi tutto è normale in questa inutile sarabanda
ma nell'intreccio di vita uguale soffia il libeccio di una domanda,
punge il rovaio di un dubbio eterno un formicaio di cose andate
di chi aspetta sempre l'inverno per desiderare una nuova estate.

Son tornate a sbocciare le strade ideali ricami del mondo
ci girano tronfie la figlia e la madre nel viso uguali e nel culo tondo.

In testa identica senza storia sfidando tutto senza confini
frantumano un attimo quella boria, grida di rondini e ragazzini.

Come vedi tutto è consueto in questo ingorgo di vita e morte
ma mi rattrista o io sono lieto di questa pista di voglie e sorte,
di questa rete troppo smagliata di queste mete lì da sognare
di questa sete mai appagata, di chi starnazza e non vuol volare.

Appassiscono piano le rose spuntano a grappi i frutti del melo
le nuvole in alto van silenziose negli strappi cobalto del cielo.

Io sdraiato sull'erba verde fantastico piano sul mio passato
ma l'età all'improvviso disperde quel che credevo e non sono stato.

Come vedi tutto và liscio in questo mondo senza patemi
in questa vita presa di striscio di svolgimento corretto ai temi,
dei miei entusiasmi durati poco dei tanti chiasmi filosofanti
di storie tragiche nate per gioco troppo vicine o troppo distanti.

Ma il tempo il tempo chi me lo rende chi mi da'indietro quelle stagioni
di vetro e sabbia chi mi riprende la rabbia il gesto donne e canzoni,
gli amici persi i libri mangiati la gioia piana degli appetiti
l'arsura sana degli assetati la fede cieca in poveri miti.

Come vedi tutto è usuale solo che il tempo stringe la borsa
e c'è il sospetto che sia triviale l'affanno e l'ansimo dopo una corsa,
l'ansia volgare del giorno dopo la fine tragica della partita
il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa…che chiami…vita…

 

Francesco Guccini 1996

 

6 Aprile 2007 – "E se mi trovassi a letto con un altro?"

Questa sera io ed i miei amici Beppe, Stefano, Gianluigi e Sandro eravamo a cena in una piccola e accogliente enoteca delle nostre montagne. Tra buoni vini e piacevoli cibi parlavamo delle nostre vite, delle nostre ambizioni, di voler fare una lista civica alle prossime amministrative per la voglia di cambiare del basso la situazione stagnante della politica attuale. Non ci prendevamo troppo sul serio ma nemmeno ci sottovalutavamo. Si avvicina un signore e ci racconta, in dialetto modenese, una barzelletta: "L'etra sira me muìera l'am ed dmanda: e stam catès a let con un èter?" chiede la moglie al marito. E questi risponde: "Bè, ag fiacarèv al bastàun e ag mazarèv al can parchè al dev èser propria un òreb!". Traduzione: Una moglie chiede al marito: "E se mi trovasti a letto con un altro?" E il marito risponde: "Gli romperei il bastone (bianco) e gli ucciderei il cane perchè deve essere proprio un cieco (per venire a letto con te)". Abbiamo riso sinceramente, forse nell'inconscia consapevolezza che la barzelletta potrebbe funzionare anche scambiando i soggetti, quindi senza nessuna forzata vena maschilista. Ma abbiamo (ri) sperimentato che ridere fa bene!

 

4 Aprile 2007 – "Talenti: persone che fanno la differenza"

Il 25 e il 26 maggio prossimi, a Cervia, si terrà il Congresso AIDP, Associazione Italiana per la Direzione del Personale. Lo scorso anno, a Bari, fu molto interessante e anche quest'anno promette bene: riflessioni e contributi su come lavorare al meglio con le persone, che rappresentano davvero e senza infingimenti la leva competitiva principale.

Il vice presidente nazionale è il presidente del gruppo regionale emiliano romagnolo, Isabella Covili Faggioli, che ho avuto la fortuna di conoscere in occasione della presentazione de "L’educazione sentimentale del manager" alla libreria Feltrinelli di Bologna.

Consiglio davvero a tutti quelli interessati di gestione e sviluppo del personale di partecipare a questa due giorni, che per altro regala anche qualche momento di piacevole intrattenimento.

invito

 

4 Aprile 2007 – "I romanzi per i nuovi manager"

Il Sole 24 Ore di oggi, mercoledì 4 aprile, dedica un ampio spazio all'ultimo romanzo di Francesco Varanini, "Leggere per lavorare bene". Francesco è mio amico, qualificato consulente e colui grazie al quale ho pubblicato "L'educazione sentimentale del manager", che contiene un'ottima post fazione sul valore della biografia.

 

29 Marzo 2007 – "Secondo vignolese al festival internazionale di poesia Citta di Vignola"

Al Concorso internazionale di Poesia città di Vignola, che si tiene all'interno della 38° Festa dei Ciliegi in Fiore e vede la partecipazione di diverse centinaia di poeti italiani ed anche stranieri, con "E' primavera" sono arrivato secondo. Attenzione, il mio componimento non è entrato tra le prime quaranta opere classificate, ma secondo tra quelle di vignolesi. Lo scorso anno, con "Invecchiare" ero arrivato primo, sempre tra i partecipanti di Vignola, quindi potevo chiedermi, scimmiottando Giulio Cesare, se era meglio essere il primo in un piccolo paese delle ciliegie o il secondo a livello nazionale: quest'anno sono secondo anche nel piccolo paese, per cui…

Scherzi a parte, partecipo sempre con grande leggerezza, buttando giù qualche riga che poi non rivedo più di tanto. Mica sono un poeta, è che mi piace scrivere. Del poeta, ad esempio, non ho la pazienza di limare una piccola parola che può rendere meno armonico il testo: forse per questo mi piace più scrivere libri, c'è più spazio.

Comunque, mi ha fatto piacere questo riconoscimento e sabato 14 aprile alle ore 16,00, presso la nuova Biblioteca AURIS di Vignola di Via S. Francesco 165 sarò presente alle premiazioni.

 

29 Marzo 2007 – "Chi decide cosa leggiamo?"

Un paio di mesi fa ero andato nella più grande libreria di Modena, filiale di una delle più importanti catene italiane, per cercare il libro: "La figlia dell'insonnia" della poetessa di Buenos Airos Alejandra Pizarnik. Non c'era, ho fatto la prenotazione, versato dieci euro di caparra ed una commessa gentile mi chiede il numero di cellulare perchè appena il libro sarà pronto un sms mi avviserà. Dopo due mesi non sento niente e vado in libreria di nuovo: il libro non è più disponibile, quindi mi hanno restituito i dieci euro. Chiedo "Madre di cane", un romanzo di Pavlos Màtesis, scrittore greco contemporaneo, autore di numerose opere teatrali e traduttore di numerosi classici: "Non c'è più, non si può nenanche ordinare" è la risposta. Allora chiedo "E alla luce del lupo ritornano", della scrittrice greca Zyranna Zateli: stessa risposta.

Me ne esco sconsolato perchè a me piace comperare i libri in libreria, toccarli, leggere la quarta di copertina, farmi intrigare dai titoli… Poi però vado su internet, li trovo tutti e tre e in due giorni mi sono stati recapitati!

 

17 Marzo 2007 – "Per…Bacco"

Venerdì sera sontuosa degustazione di vini chez moi, in campagna e con un clima a dir poco primaverile. Da sinistra: Beppe, Piero, Carletto, io, Pier Paolo e Stefano:

 

I vini li ha donati Pier Paolo, che ha una cantina davvero sontuosa e che ama collezionare vini…per berli.

Ci ha invitati a sceglierli ed io, Carlo e Beppe non ci siamo fatti attendere perchè oltre a scrivere "Armentarola e Falzarego" ci viene bene anche stare a tavola.

Così martedì, eccoci nella cantina a fare la scelta dei vini da festeggiare:

 

Qua di fianco Beppe sta osservando un sontuoso Amarone Quintarelli riserva, che poi tradisce per un francese. Pier Paolo lo osserva con attenzione, vista la bottiglia…che contiene un nettare strutturato che nasce da uve coltivate sul monte Cappaleta e matura in botti di Slavonia.

 

Carletto invece è perplesso perchè sembra che le diverse bottiglie di Sassicaia, Tignanello o Paleo neanche ci interessino, visto tutto il ben di dio che c'è…

Ecco la schiera delle bottiglie, i decanter ed i ballon:

 

Da sinistra, ovviamente non in ordine di bevuta: Sagrantino di Montefalco 25 A. Caprai 2001, Lupicaia G.A. Rossi di Medelana 2001, 1er Chassagne Montrachet Les Chaumèes M.Picard 2003, Royal Tokaji Aszù Szt Tamàs 1999 e Occhio di Pernice vin santo di Montepulciano Avignonesi 1995 (che hanno accompagnato le squisite torte della mamma di Carlo), Cervaro della Sala Antinori 2001, Chateau La Tour de Mons Margaux 1998, Conteisa Gaja 1998, Chianti Bellavista Castello di Ama 2001.

Beppe è arrivato tre quarti d'ora prima con un magnifico culatello, coltello e affettatrice.

Nell'attesa io e lui ci siamo aperti due oneste bottiglie di lambrusco grasparossa di Filippo. Se gli altri tardavano ad arrivare, forse mettevamo bocca anche alle altre.

Poi sono aggiunti formaggi notevoli, buon salame e rosbiffe, coppa media e pancetta così e così: ma ce la siamo cavata.

Eccoci alle prese con vini sontuosi, cibo ottimo ed atmosfera da signori. C'è anche il cugino di Piero che lo ha accompagnato perchè poi doveva tornare a Milano:

 

 

 

Mentre sgomberavo e lavavo i piatti canticchiavo questa canzone di Guccini:

I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
non sono vagabondi o abbaialuna,
per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
quasi nessuno batte o fa il magnaccia.
Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
siamo volgari come la gramigna.
Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
c'è gente che è di casa in serie B.

Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
son come i denti in bocca a certi vecchi,
ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
e sempre pronti a masticare il mondo.

Non siam razza d' artista, nè maschere da gogna
e chi fa il giornalista si vergogna,
non che il fatto c' importi: chi non ha in qualche posto
un peccato o un cadavere nascosto?
Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
è invecchiar bene, anzi, direi… benone!
Per quello che ci basta non c'è da andar lontano
e abbiamo fisso in testa un nostro piano.

Se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
avremo un paradiso su misura,
in tutto somigliante al solito locale,
ma il bere non si paga e non fa male.

E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
di coniugare troppo spesso in Dio:
non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
ma questo mondo ce l' ha schiaffato Lui.
E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
tra santi tristi e noi più divertenti,
veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,
fra noi e la massa dei rompicoglioni….

Gli amici, dall’album Guccini del 1983

 

14 Marzo 2007 – "Chiaroscuro, polifonia architettonica"

Sabato 17 marzo, alle ore 10 a Reggio Emilia, presso il Teatro Municipale, si terrà il convegno "Chiaroscuro, polifonia architettonica nel complesso dei SS. Girolamo e Vitale M.", che conclude i lavori di restauro della Chiesa progettata da Gaspare Vigarani.

Tra gli importanti relatori che proporranno riflessioni interdisciplinari, sarà presente anche Maurizio Vivi, matematico. E' il responsabile della divisione software e servizi di Siaer, l'azienda che amministro: mi fa un gran piacere che i miei collaboratori curino anche interessi paralleli. E' un gran bene per tutti!

 

Scarica l'invito cliccando qui

 

11 Marzo 2007 – "Lavori agricoli"

Fine settimana di lavori agricoli per allestire i tralicci che dovranno sostenere la mia immensa vigna: due viti di Pizzuttello nero, due di Anna di Lipsia, due di Pizzuttello bianco, due di Moscato d'Adda, due di Occhio di pernice e due di Moscato fior d'arancio. Sono uve da tavola, antiche e collaborative del coltivar biologico, che ho piantato lo scorso anno con mio cognato.

 

 

Direttore dei lavori e abile esecutore mio figlio Paolo, con il quale è stato una delizia passare una giornata insieme a lavorare. Come manovale non me la sono cavata male e alla fine ho preteso, tra comprensibili resistenze di Paolo, la foto ricordo: segno di un'arteriosclerosi che galoppa? Mah. Però sono stato proprio bene!

 

3 Marzo 2007 – "Poesia"

Le finestre

In queste buie stanze dove passo

giornate soffocanti, io brancolo

in cerca di finestre. – Una se ne aprisse,

a mia consolazione -. Ma non ci sono finestre

o sarò io che non le so trovare.

Meglio così, forse. Può darsi

che la luce mi porti altro tormento.

E poi chissà quante mai cose ci rivelerebbero.

Constantinos Kavafis

 

28 Febbraio 2007 – "I mediocri scelgono i mediocri"

Ieri sera guardavo svogliatamente Ballarò: tutti erano partiti auspicando un confronto civile e poi si sono azzuffati come comari. Addirittura una signora dai capelli più che rossi, dirigente di Confcommercio e Forza Italia, ha dato il via a tutto ciò che non si deve fare nella comunicazione, superando Bondi nella tattica di scartare sempre dall'argomento con provocazioni irreali.

Pier Giorgio Celli, direttore generale dell'università Luiss, è stato un signore, nei modi e nei contenuti. La sua riflessione, ripresa anche oggi dai giornali, sullo stato pietoso della classe dirigente mi ha colpito molto. Qualcosa di analogo esprimo nella seconda parte de "L'educazione sentimentale del manager". Mi ha fatto piacere che si cominci a parlare di questa decadenza, addirittura la LUISS ha effettuato un'ampia indagine sulla classe dirigente.

Il tema dei capi mediocri è al centro del romanzo che sto provando a scrivere, il cui titolo provvisorio è "Mobbing Dick: tra i marosi dell'arroganza e dell'incompetenza". Per altro ho appena finito una riunione con tutti i dipendenti per annunciare un importante progetto di sviluppo e ho toccato ancora una volta con mano le responsabilità di un capo in queste occasioni.

Riporto l'articolo de Il Sole e mi congratulo ancora con Celli.

 

17 Febbraio 2007 – "Sale la nebbia…"

Questa mattina una nebbia fresca lottava con il sole, che alla fine ha vinto:

Anche se mancava la neve ho fischiettato: Sale la nebbia sui prati bianchi / come un cipresso tra i camposanti / un campanile che non sembra vero / segna il confine tra la terra e il cielo / Ma tu che vai ma tu rimani / vedrai la neve se ne andrà domani / rifioriranno le gioie passte / col vento caldo di un'altra estate / Anche la luce sembra morire / nell'ombra incerta di un divenire / dove anche l'alba diventa sera / e i volti sembran teschi di cera / Ma tu che vai..

Poi sono tornaro a leggiucchiare e a dormire: beato riposo!

 

13 Febbraio 2007 – "M'illumino di meno"

Il sedici febbraio, per il terzo anno consecutivo, Caterpillar, simpatica trasmissione di Radio 2 lancia la campagna per il risparmio energetico:

Si può aderire in tanti modi, utilizzando quest'occasione anche per divertirsi.

Personalmente terrò spenta la luce in ufficio ed a casa, dopo cena, accenderò il camino per leggere, lasciando spenta la televisione (cosa che faccio abbastanza frequentemente).

Ho messo unanews anche sulla intranet aziendale ed i nostri sistemisti hanno modificato i calendari di back up per poter spegnere qusi tutti i personal computer durante il fine settimana.

Sito Caterpillar

 

5 Febbraio 2007 – "Ancora una volta l'Alta Badia non si è smentita"

Insieme ai miei amici ho passato l’ennesima bellissima settimana di sole e neve a Colfosco, dal 27 gennaio al 3 febbraio 2007. Quest’anno l’occasione era ghiotta in quanto per la prima volta avevamo le tute tutte uguali: eccoci infatti al Vallon nella tradizionale posa:

Il nostro logo condensa lo spirito che ci accompagna:

In questa occasione abbiamo anche venduto diverse copie del libro che io, Carletto e Beppe (qui sotto con me a Santa Croce) abbiamo scritto lo scorso anno e che si ambienta proprio tra questi bei monti "Armentarola Falzarego e ritorno".

Alle bellissime sciate abbiamo affiancato le tradizionali soste: qui sono al Moritzino con mio figlio Paolo.

Qui invece siamo all'uscita dello Scotoni, quando il pomeriggio si fa sera:

Poi la sera viene davvero, mentre si arriva alla Capanna Alpina per l'ultima grolla della giornata:

Come ogni anno la nostra settimana bianca, che riconferma il piacere e la leggerezza di stare insieme a tanti amici diversi per mestiere, idee e interessi, è terminata per alcuni di noi sul lago di Garda per l’ultimo sontuoso pranzo:

Da sinistra, in alto: Carletto, Stefano, Adriano, Junio, Pier Paolo, Piero e Beppe. Accasciati: Lauro, Francesco e Michele, neo inserito che purtroppo si è fatto male ad una spalla. Alla prossima!

Come sempre il sito www.miaaltabadia ci ha ospitato, grazie!

 

24 gennaio 2007 – "Etica e azienda"

Davvero interessante l’incontro organizzato da AIDP Emilia Romagna su “Etica e azienda” e introdotto da Rossella Seragnoli, direttore del personale di Viro SpA.

Alessandro Raggi, responsabile area risorse umane della federazione delle banche di credito cooperativo dell’Emilia Romagna, ha fatto gli onori di casa e inquadrato con una semplicità ed una sintesi mai banali il tema. Mi è piaciuta la sua affermazione che la persona etica vive nel lavoro e nel lavoro incontra l’altro.

Daniele Quadrelli, direttore generale della stessa federazione, con un passato da sindacalista, presidente ACLI… (ho più vite) ha fatto un intervento passionale e dotto. “Quando sento parlare di etica ed azienda mi viene un prurito…” denotando un’ipersensibilità ed un’irritazione notevoli per il fatto che si possono avere bilanci sociali certificati da persone di indubbia moralità…”se però tu vendi azioni Parmalat…”. Quadrelli ha ricordato che già a fine ottocento le banche cooperative facevano una relazione economica ed una morale ma, come diceva il suo conterraneo Longanesi, bisogna stare attenti ad appoggiarsi ai principi perché questi flettono. La postmodernità ha bisogno di persone che credono, quindi è necessaria la coerenza nelle cose che si fanno, un mutuo riconoscimento di lealtà e continuità. Mi è piaciuta anche la considerazione che a volte i direttori del personale complicano il lavoro in azienda con un’eccessiva iper razionalità.

Pier Giovanni Bresciani, docente di psicologia della formazione all’università di Genova e Bologna ha fatto una bella lezione, colorandola di sentimento. Il mondo aziendale è tipicamente un mondo di antinomie: fidelizzazione o turn over e precarietà, valore del prodotto o valore per l’azionista, formare le persone o saturarle al massimo per aumentare la produttività, controllo o responsabilità? Ha affermato che si fa un gran parlare di etica perché ce n’è poca, evidenziando tre possibili atteggiamenti: il primo di tipo riparatorio – consolatorio, il secondo strumentale e mistificatorio nel quale l’etica è un’ideologia funzionale al cinismo del business, il terzo quello dell’etica responsabile. Etica quindi come testimonianza diretta.

Personalmente ho condiviso davvero l’approccio degli altri relatori e ho riportato la mia esperienza di fare condividere un marcato orientamento al business con un sincero interesse per le persone. Ho sottolineato l’importanza dell’etica ancorata a valori antichi e profondi, che deve essere interpretata ed applicata nella pratica quotidiana. Il testo dell’intervento, che ovviamente non ho letto ma che mi è servito per la comunicazione si trova qui: link.

Il breve dibattito, che ha anticipato un sontuoso buffet, ha visto anche un coraggioso e unsual intervento di Enzo Spaltro, maestro di moltissimi di noi. Ci ha ricordato che se non abbiamo due poli, l’etica e il suo contrario, non possiamo parlare di etica, altrimenti qualcuno se ne impadronisce. Ha proposto la polarità Etica e Estetica: possiamo pensare a ciò che è etico come fatto passato, per evitare errori e nefandezze, ma poi c’è anche l’invenzione del futuro. E il futuro è bellezza ed estetica. Bellezza come imminenza: “La musica, gli stati di felicità, la mitologia, i volti scolpiti dal tempo, certi crepuscoli e certi luoghi, vogliono dirci qualcosa, o qualcosa dissero che non avremmo voluto perdere, o stanno per dire qualcosa; quest'imminenza di una rivelazione, che non si produce, è, forse, il fatto estetico".

[1]Jorge Luis Borges, Otras inquisiciones Emecé, Buenos Aires 1960

 

23 gennaio 2007 – "Leggere per lavorare bene – nuovi romanzi per manager"

"Leggere per lavorare bene – Nuovi romanzi per i manager" è l'ultimo libro di Francesco Varanini, con il quale da tempo lavoro utilizzando le sue competenti consulenze ed ascoltando i suoi preziosi consigli.

Per altro, "L'educazione sentimentale del manager" è nato con il suo imprescindibile contributo e contiene un'eccellente postfazione di Francesco.

Il libro sarà presentato mercoledì 7 febbraio a Roma, alla Libreria Croce di Corso Vittorio Emanuele II, 156.

Oltre all'autore (antropologo, critico letterario, poeta, giornalista, consulente, formatore) saranno presenti Piero Dorfles, responsabile dei servizi culturali del Giornale Radio RAI e coprotagonista di "Per un pugno di libri" su Rai 3, Franco Amicucci, Giuseppe Carrella (amministratore delegato di TSF), Mario D'Ambrosio presidente nazionale AIDP) e Rodrigo Dias, presidente Associazione Librai Italiani.

scheda libro

 

15 gennaio 2007 – "Il professionista delle risorse umane tra etica ed azienda".

E' il titolo del convegno organizzato da AIDP – Associazione Italiana per la Direzione del Personale Emilia Romagna.

Si parlerà del valore aggiunto dell'etica nella gestione delle persone e del binomio "benessere e produttività nei luoghi di lavoro". E' un tema che mi è caro, sul quale ho scritto alcune cose all'interno della seconda parte de "L'educazione sentimentale del manager", dopo aver pubblicato l'articolo "Lavoro felice: ossimoro o binomio realistico?" ed avere trattato, al convegno dell'Associazione italiana Analisi Transazionale, l'argomento della convivenza tra l'orientamento al business e il sincero interesse per le persone.

Sono quindi contento di essere stato invitato tra i relatori.

Locandina dell'evento

 

10 gennaio 2007 – "Lascia che sia fiorito…"

Preghiera in gennaio

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l'ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch'io
perché non c'è l'inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all'odio e all'ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Fabrizio De Andrè Volume I – 1967

 

2 gennaio 2007 – "Riflessioni…"

Leggendo i giornali degli scorsi giorni ho visto questa efficace rappresentazione del "caso Welby":

Le immagini, come sempre, dicono molto di più di mille parole. Anche "Armentarola – Falzarego e ritorno, come sopravvivere ai tornanti della vita" dedica alcune pagine alle riflessioni di Helmut e dei suoi amici su questo tema. Senza "se" e senza "ma" per me l'eutanasia è un diritto.

 

1 gennaio 2007 – "Buon Anno!"

Voglio un gennaio col sole di aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore di pesco;
che siano amici il gatto e il cane,
che siano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.

(Gianni Rodari)

 

Buon viaggio per un 2007 che ci faccia godere le cose buone e superare, senza farci troppo male, quelle meno buone…

 

 

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