Articoli primo semestre 2009

di Lauro Venturi il 1 gennaio 2009

23 giugno 2009: "Estate a Castelvetro"

Che ne sai tu di un campo di grano…

18 giugno 2009: "caro Gianni, sono vent'anni: e non sembra ieri"

Il 24 giugno del 1989 Gianni schiacciò l'ultima palla della sua vita. Aveva da pochi giorni compiuto trentatrè anni e un male cattivo non gliel'ha perdonata. Gianni è stato uno dei fondatori del Volley di Castelvetro ed i suoi amici e compagni di sport hanno fondato, subito dopo la sua morte, l'associazione Drago Celeste 8, che ogni anno organizza il torneo di pallavolo "con Gianni". Si fa sport, si mangia e si raccolgono fondi per la ricerca sul cancro. Non male, soprattutto se si pensa che non hanno mai saltato un'edizione.

Gianni è stato un mio grande amico nel periodo dell'adolescenza, fino a quando avevamo più o meno ventidue o ventitre anni. Dopo ci si vedeva qualche volta, spesso a sciare, ma ovviamente l'intensità era scemata, direi senza rimpianti, così, naturale. A Gianni ho dedicato il mio libro "L'educazione sentimentale del manager" perchè, nella prima parte che racconta gli anni dal 1972 al 1978, ci sono i nostri giorni (di allora ragazzi) scanditi da sogni, attività, vacanze, sbornie, cantate e chitarrate, utopie e gioie e malinconie. Con i miei amici Beppe e Carlo abbiamo scritto "Armentarola – Falzarego e ritorno" che contiene anche un cameo su Gianni e sul Drago Celeste.

Con Gianni ho condiviso la preparazione degli esami di maturità, pur facendo scuole diverse veniva a studiare da me, in campagna, perchè c'era più fresco. E poi un mitico viaggio in autostop in giro per l'Europa: un mese indimenticabile! Ci ho fatto anche una canzone, mentre ci riposavamo nei parchi o, alla sera, chiaccheravamo negli ostelli. Qui sotto siamo a Colonia, nell'estate del 1974. I bagagli erano davvero solo quelli che si vedono ai nostri piedi:

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Qui invece siamo ad Amsterdam. Non per fare il virtuoso, però posso proprio citare Guccini (a Gianni piaceva più De Gregori): "E noi non l'avevamo mai fatto, e noi che non l'avremmo fatto mai, quell'erba ci cresceva tutto intorno…". Non eravamo provinciali, è che non ci fidavamo.

Quando Gianni andò a soldato mi scriveva spesso, lettere affettuose e di cronaca sulla vita del militare. Quelle parole, che conservo con tanta cura, erano intrise anche di ironia: sapevamo passare dalle discussioni più serie ai cazzeggi più rarefatti, forse complice anche il vino che amavamo con sincerità.

Gianni era molto affezionato ai miei genitori, Lino e Vittoria, ed io ai suoi, Didaco e Lidia. Mi emoziona vedere la sua calligrafia, i suoi disegni, leggere le sue parole.

Da sinistra: Lupetto, Magilla, io, Vettu, Piero e Gianni. Sullo sfondo, il campanile di Castelvetro.

A una delle ultime settimane bianche fatte insieme, con Gianni vestito da Pierrot ed io con un cappello più o meno simile al suo. Per la privacy non posso svelare le altre identità:

Dopo vent'anni socializzo un pò di ricordi, così chi non l'ha conosciuto perchè non era ancora nato possa immaginarsi chi ci sta dietro a quel tizio al quale hanno dedicato la palestra comunale. E poi mi piace pensare che anche i giovani di adesso possano coltivare amicizie importanti e che non finiscono mai, come noi abbiamo vissuto negli anni settanta: come scrive magistralmente Claudio Lolli nella prefazione del mio libro, non sono stati solo anni di piombo, ma anche di crescita.

Chissà, caro Gianni, come saresti adesso… Bè, comunque ciao!

14 giugno 2009: "Buon compleanno, Francesco!"

Il 14 giugno 2009 Francesco Guccini compie 69 anni. Auguri! Qui è a Carpi, nell'ottobre scorso, quando gli hanno assegnato il premio "Loria" per i racconti "Icaro". In mano, "L’ultima nuvola", che contiene anche un pezzo su una visita che il dereutagonista del romanzo gli fa a Pàvana, ripreso da una vecchia registrazione del 1981  Guccini è senza dubbio nelle mie radici, come in quelle di tante persone più vecchie o più giovani di me.

Al "Maestrone", allora: salute! Come riporta il buon Ciofansky nel suo sito, una vera miniera di perle gucciniane, la storia del soprannome "Maestrone" risale agli anni in cui Guccini insegnava. C'era un barista che lo chiamava "Professore", poi ha saputo che scriveva canzoni e cantava, quindi gli è venuto il dubbio se chiamarlo "Maestro" o "Professore". e da qui è uscito fuori "Maestrone", anche per la sua stazza, ovviamente.

Il giorno prima del suo compleanno, sabato 13, concerto a Montalcino organizzato dall'amica Carlotta Parisi, che gentilmente mi ha offerto le due foto che seguono: la prima, con lei e il Maestrone, la seconda con i familiari ed alcuni pezzi della band (da sinistra, Pierluigi Mingotti – bass, Ellade Bandini – drum and percussion e, a destra, il maestro Vince Tempera – piano and keyboards) che hanno approffittato delle delizie vinicole del babbo di Carlotta.

 

Qui invece sono con Francesco a Pàvana, nell'agosto 2007, che ha gli occhiali appoggiati sulle bozze de "L’ultima nuvola", per una prefazione che poi non è mai arrivata.

 

Il mio incontro con Guccini è riportato nei miei diari di quand'ero adolescente, in buona parte riportati nel libro "l'educazione sentimentale del manager.

12 giugno 2009: "Anna Frank"

Ottant'ani fa nasceva a Francoforte sul Meno Annelise Marie Frank, conosciuta come Anna Frank. Morì neanche sedicenne nel campo di concentramento di Berghen Belsen, dopo essere passata per Auschwitz – Birkenau.

Il suo diario, salvato dal padre, unico sopravvissuto della famiglia, è stato pubblicato in cinquantacinque lingue. Basta leggere quello, senza aggiungere parole.

 

 

 

1 giugno 2009: "Degustazione 2009"

Anche se in leggero ritardo, pure quest’anno è arrivata la serata della degustazione di vini e salumi, in campagna, a casa mia.
Pierpaolo quest’anno ha portato un Amarone della Valpolicella Allegrini 1999 (3 litri), un Amarone Dal Forno del 1997 (0,75) e un Ardito 2003 di Baracchi (1,5 litri).
Prima sono volate cinque bottiglie di lambrusco grasparossa, generoso e naturale, che il mio amico Filippo produce sulle colline di Castelvetro, ed una bottiglia di Cuvée Premiere Chardonnay Brut di Neirano (Luca del Club Europa ce ne ha regalato due cartoni).
Tutto questo nettare ha annaffiato sontuosi salumi: prosciutto, coppa, salame, mortadella, parmigiano reggiano, pecorino e altri formaggi.

Io, Pierpaolo, Beppe, Carlo, Stefano, Junio, Francesco e Piero ci siamo poi dedicati anche ai buoni sigari ed ai liquori.

 

Non è mancata, neanche quest’anno, l’attività artistica: su una tela portata da Francesco, pittore e architetto, a turno abbiamo disegnato quello che ci sentivamo e poi, alla fine, il quadro è stato messo all’asta, il cui ricavato alleggerirà le spese allo Scotoni o al Moritzino, la prossima settimana bianca 8. Se lo è aggiudicato Francesco ad una cifra consistente, alla quale l’ho portato con freddezza. Francesco, non giocare mai a poker!

Alla fine, i canti sono un momento di liberazione e di unione. Come si vede dal video, risentono inevitabilmente dei liquidi ingoiati, ma va bene così. Dice Leopold Sedar Senghor: "Là dove senti cantare, fermati, gli uomini malvagi non hanno canzoni".

È stata una serata meravigliosa, piena di risate che fanno bene ai polmoni e allo spirito.
Piero raccontava che gli piace guardare le lumache, gli mettono calma e tranquillità. Allora, abbiamo incrociato quattro parole:

Piove l’acqua
di un cielo
generoso.
La mia fretta
impulsiva
di giorni e scadenze
si spegne
nello scorrere
di una lumaca.

 

Photo gallery:

Alla prossima!
E fin cla dura…

 

1 giugno 2009: "La città si costruisce sull'amicizia"

Lunedì 8 giugno, il mio amico Roberto finisce di essere il Sindaco di Castelnuovo Rangone. In questi dieci anni non ha fatto il Sindaco, è stato il Sindaco, senza retorica.

Lo conosco da quando avevamo vent’anni ed insieme lavoravamo, in estate, nei soggiorni per adolescenti, esperienza fondamentale nella nostra formazione, che ho raccontato anche ne "L’educazione sentimentale del manager".

Come succede nella vita, per un po’ ci siamo persi, mai del tutto, ma da una decina di anni ci siamo ritrovati, entrambi con la voglia di scrivere: io romanzi, lui poesie. D’altronde, il Sindaco di un paese che ha un importante centro (guai a definirla frazione!) che si chiama Montale, non poteva che essere un poeta.
A metà aprile, proprio a Montale, Roberto mi ha chiamato a presentare "L'ultima nuvola".

Il Sindaco – poeta è arrivato alle cronache nazionali, quando, da Assessore, diede vita al primo parco dedicato a John Lennon, poeta, musicista e pacifista. Da Sindaco ha fatto tantissime iniziative per dare un senso di comunità e di anima al suo paese. E ci è riuscito, alla grande!

Per lasciare un segno tangibile di questa esperienza di vita, non solo professionale, di tutta la gente di Castelnuovo, non solo sua, ha preparato un semplice ma prezioso libro, il cui titolo – “La città si costruisce con l’amicizia” dice tutto.

Stiamo probabilmente toccando il fondo, come livello di classe dirigente. Minorenni e avvocati, aerei di Stato per strimpellatori, la spazzatura di Napoli e il malgoverno che ne è emerso (purtroppo nessuno esente del tutto!), bè, non danno molta speranza.
Invece, nel libro di Castelnuovo c’è (oltre a tante belle immagini e a un consuntivo mai noioso nè autocelebrativo) una bella e importante intervista al Sindaco – Poeta.
Leggetela, perché troverete tante riflessioni e, soprattutto, la speranza che si possa essere buoni amministratori per costruire buone città, coniugando i maiali (quelli veri) con la poesia, lo sport con la cultura, gli edifici scolastici con un’attenzione particolare ai giovani.
Per salutare il mio amico Roberto, alla fine di questi lunghi dieci anni, mi viene in mente una frase di Erri De Luca: “Aveva una tristezza pronta al peggio ed un mezzo sorriso per buttarla via”.

Trentacinque anni son tanti e diciamo, un pò retorici, che sembra ieri…

 

30 maggio 2009: "Piccole imprese e finanza"

Nella splendida cornice di Villa Cavazza, alla Corte della Quadra, nella Bassa Modenese, il 30 maggio 2009 si è tenuta l’assemblea di Fidimpresa Modena.

Oltre settanta titolari di aziende artigiane e piccole imprese, diversi rappresentanti di banche e di Unifidi, il nostro Confidi di riferimento, il Presidente della CNA e il Presidente della Camera di Commercio, hanno partecipato a questo evento di approvazione del buon bilancio 2008 e di premiazione dei diversi imprenditori che per oltre quarant’anni si sono impegnati nei comitati di valutazione territoriali.

Non è un aspetto formale, il fatto che tanti imprenditori abbiano analizzato con scrupolo le diverse domande di finanziamento presentate dalle imprese, ha reso possibili livelli di insolvenza di quasi un terzo della media del settore. Altrochè Basilea 2 o la certificazione di bilancio di agenzie blasonate che ritenevano ineccepibili le performances della Enron e della Lehman fino al giorno prima del disastro!

L’incontro è stato anche l’occasione per ribadire come una finanza mondiale avida e disonesta abbia drenato troppe risorse al sistema produttivo, per non dire del paradosso che le imprese e le famiglie debbano – attraverso lo Stato – dare i loro soldi alle banche.
Le facce della gente onesta e laboriosa che stava in platea, disorientata da questa crisi che penalizza chi ha maggiormente investito, richiederebbero una maggiore coerenza tra il dire che le aziende artigiane e le PMI sono l’asse portante della nostra economia ed i comportamenti degli istituti di credito che, invece di rappresentare strumenti e volani per l’economia reale, sono diventate sempre più aziende autoreferenziali interessante ai loro bilanci. Già a novembre avevo avuto modo di sottolineare concetti simili a questi, attraverso alcune interviste su una rete regionale:
intervista 1intervista 2

Durante l’aperitivo, si respirava l’orgoglio di una categoria abituata a chiedere poco e a tirarsi su le maniche nei momenti di difficoltà. Ma questa volta potrebbe non bastare, allora il tema della sopravvivenza e dello sviluppo delle piccole imprese è una priorità dell’intero Paese, se vuole continuare ad avere questi tassi di benessere e tutto sommato di coesione sociale non da ridere.

Lo staff efficiente e gradevole che ha operato con grande passione per la riuscita dell'evento.

 

23 Maggio 2009: "Ciao Falco!"

 

Ciao Falco, diciassette anni fa saltavi in aria insieme alla tua scorta e a tua moglie. Spero che adesso tu non senta gli sproloqui sui "magistrati rossi estremisti". A te e alla tua scorta dobbiamo un pò della nostra seppur fragile libertà. Grazie!

Non so se conti poco o molto, però tengo da allora la loro fotografia in ufficio.

 
22 Maggio 2009: "La quercia ha passato l'inverno e le rose si aprono felici"

Questa volta la quercia pare avercela fatta e adesso svetta rigogliosa.

Le rose si aprono generose e colorano di intenso una campagna sontuosa. Anche quest'anno è primavera e verrà l'estate!

13 Maggio 2009: "Intelligenza Emotiva: Conferenza Italiana peer to peer"

Martedì 19 maggio si terrà la Conferenza sull'Intelligenza Emotiva promossa da Six Seconds, il principale network sull'argomento presso il quale ho fatto gli studi di coaching.

Massimiliano Ghini ed il suo team affrontano l'argomento con competenza ed affidabilità, creando un clima molto piacevole e coinvolgente, come ho avuto modo di dire nelle poche righe inserite nell'ultima edizione del libro "Intelligenza emotiva al cuore della performances".

Insieme a Fabio Barnabe, Responsabile Gestione e sviluppo RU – Amadori ed a Maurizio Longoni Responsabile Risorse Umane – JBTC, parteciperò alla tavola rotonda "MANAGER ED EMOZIONI: PARTIRE DA SE’ PER ARRIVARE AGLI ALTRI – Riflessioni, esperienze e risultati di chi investe sullo sviluppo socio emotivo", coordinata da Maria Cristina Origlia, giornalista de Il Sole 24 Ore.
Mai come in questo momento di crisi, che non incrina i capannoni e non arruginisce le macchine, bensì impatta sulle persone ragionare sullo splendido e difficile mondo delle emozioni è efficace.

Leggi il programma e iscriviti!

 

12 Maggio 2009: "Salone del libro di Torino: c'è anche L'ultima nuvola"

Dal 14 al 18 maggio anche Kimerik, l'editore de L'ultima nuvola, sarà presente con il mio ultimo romanzo.

Venrdì 15, Francesco Guccini presenta il libro dei suoi cugini che raccontano del Mulino del Chicon, appoggiato là dove scorre il Limentra.

 

4 Maggio 2009: "Risorse Umane e non Umane – nuovi modi per lavorare insieme"

Mercoledì 6 maggio, al Savoia Hotel Regency (via Del Pilastro 2 – Bologna) si terrà il convegno “Risorse Umane e non Umane – nuovi modi per lavorare insieme”, organizzato dalla Rivista “Persone & Conoscenze” diretta dall’amico Francesco Varanini, al quale devo l’aver esternato la mia seconda vita di persona che scrive.

Dopo Roma e Bari (e prima di Milano, Torino e Padova), il convegno si pone il pregevole obiettivo di ragionare sui nuovi modi per lavorare insieme, con l'efficace formula dell’incontro-confronto fra coloro che, a vario titolo, gestiscono le persone in azienda.
Le lenti di osservazione e di riflessione saranno quelle dei Modelli Organizzativi (gestione della conoscenza all’interno di organizzazioni delocalizzate, che operano in contesti globalizzati che contraggono i tempi, annullano le distanze, moltiplicano il numero di persone coinvolte nei processi), delle Tecnologie I&CT (impalcature materiali a supporto dei nuovi modi di organizzazione del lavoro all’interno delle imprese, per favorire l’accumulazione e la condivisione di conoscenze), della Formazione (capacità del docente di coinvolgere e dare vita ad un rapporto interattivo e di contributo reciproco con l’aula, intesa come luogo di apprendimento aldilà dei limiti fisici e spaziali).

Personalmente, coordinerò la tavola rotonda “Piattaforme tecnologiche per il lavoro collaborativo” ma mi gusterò anche i contributi degli altri qualificati relatori 8.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni clicca qui 8.

 

2 Maggio 2009: "L'ultima nuvola a San Felice"

Domenica 10 maggio, alle ore 15,30, all'interno dell'assemblea quadriennale della CNA di San Felice, si parlerà anche de L'ultima nuvola.

Il Presidente ed il Direttore della Filiale mi hanno invitato, ed io sarò felice di parlare di un libro che, come annuncia senza equivoci l'epigrafe, è (anche) un libro sul valore del lavoro. E chi, meglio degli artigiani, rappresenta il lavoro vero, quello non finto e di carta? Per altro, proprio all'interno del mio ultimo romanzo, ci sono due episodi che raccontano delle competenze tacite e implicite: un cuoco ed un meccanico di motorini, con i loro saperi preziosi ma non codificati, che si trasmettono solo per contaminazione.

Sono certo che sarà un bel pomeriggio.

22 Aprile 2009: "Ciao Floriana"

15 Aprile 2009: "Bella serata a Montale, grazie a tutte e a tutti!"

La serata di Montale non ha tradito le aspettative. Un’ora e mezza nella quale ho dialogato con Roberto Serio e con Roberto Alperoli, il poeta sindaco, sul libro.
Come sempre non abbiamo voluto fare nessuna scaletta, nessun siparietto, così come avvenne alla
serata 8 sulle idee ed emozioni che diventano libro.
Abbiamo chiacchierato, prendendo spunto dal libro, del lavoro, dell’equilibrio tra il realizzarsi nel lavoro senza diventare workaholic, della cupezza di questi tempi che non devono spegnere la speranza.
Chiacchiere oneste e sincere, senza pretesa di dare messaggi, ma solo spunti di riflessioni.
Dalle numerose mail e dai numerosi sms che ho ricevuto l’obiettivo è stato raggiunto .
Circa sessanta persone, amiche e amici, parenti, colleghi nuovi e vecchi, qualche partecipante che non conoscevo, ci hanno ascoltato con interesse e alla fine, con l’occasione del brindisi, ci si è scambiati pareri ed impressioni.
Una serata nutriente, che mi ha arricchito. Anche questo è il bello dello scrivere.

 

7 Aprile 2009: "L'ultima nuvola a Montale (MO)"

 

Mercoledì 15 aprile, alle ore 21, al Circolo la Palafitta di Montale (MO)

All'interno della Rassegna Letteraria promossa dal poeta e amico Roberto Alperoli, Sindaco di Castelnuovo Rangone, si parlerà del mio nuovo romanzo "L'ultima nuvola".

E' un appuntamento molto importante, per me, perchè a Roberto mi lega un'antica amicizia e perchè tre anni fa presentammo, in una bellissima serata, "L'educazione sentimentale del manager".

La serata sarà condotta dal giornalista Roberto Serio, che ha diretto magistralmente anche l'iniziativa "La Parola Artigianale: come idee ed emozioni diventano un libro" del 27 febbraio scorso. In quell'occasione io, Roberto Alperoli ed Ugo Cornia abbiamo dialogato su come nascono i nostri libri. Guarda il video 8 e la news dell'evento 8

Vi aspetto a Montale!

 

 

4 Aprile 2009: "Premio internazionale di Poesia Città di Vignola"

4 Aprile 2009: quarta edizione

Lo scorso anno avevo lanciato il motto: "Poeti di tutto il mondo andiamoci anche quest'altro anno". E così, con "Temporale notturno", che racconta una serata di fine maggio con Francesco e dell'ottimo vino, sono arrivato secondo. Calma, tra i poeti vignolesi, che mi risultano essere stati sei. Ma a me va bene così, anche perchè, parafrasando Guccini: " ..le piccole e modeste storie mie, che non si son mai messe addosso il nome di poesie…". Infatti le mie parole incrociate sono proprio scritte di getto, se penso di avere qualche cosa da dire. Mi ha fatto piacere sentire il dottor Toschi, imprenditore e Presidente del Centro Studi Vignola, che nonostante i gravi problemi che la società sta attraversando, l'uomo sappia trovare attraverso la poesia quell'appagamento interiore che nessun bene materiale riesce a sosituire: ha detto proprio così.

E poi quest'anno diciotto poesie (la mia è stata la prima) sono state lette da due bravi giovani attori, accompagnati da una brava giovane pianista. La scena della Rocca dei Contrari ha reso tutto ancor più piacevole, come il solito aperitivo con le sorelle, Simo, cognato e nipote.

Al prossimo anno?

Guarda le edizioni precedenti 8

 

23 Marzo 2009: "Professione Manager: come cambiano il lavoro e le responsabilità dei manager stretti tra la crisi economico – finanziaria e le crescenti richieste della società"
 

La prestigiosa rivista Harvard Business Review ha dedicato il numero di novembre scorso al tema: "Professione Manager: come cambiano il lavoro e le responsabilità dei manager stretti tra la crisi economico – finanziaria e le crescenti richieste della società".

Si tratta di una questione vitale per uno sviluppo dell'economia e della società che pur lasciando esprimere il libero mercato veda regole chiare e severe per chi crea danni alla collettività: la crisi finanziaria che stiamo vivendo ci ricorda che persone fisiche ben precise hanno sbagliato e che solo in minima parte stanno pagando.

Sono contento che tra i due contributi dei manager pubblicati uno sia il mio: credo davvero che orientamento al business e sincero interesse per le persone debbano e possano convivere.

Buona lettura!

17 Marzo 2009: "Come pensieri ed emozioni diventano un libro"

Ecco il piccolo video della bella serata organizzata da CNA all'interno di Artigiana Italiana:

 

In quell'occasione io ho parlato del romanzo "L'ultima nuvola", Roberto Alperoli (sindaco e poeta) delle poesie de "Le minime eternità" ed Ugo Cornia (insegnante e scrittore) dei racconti "Le storie di mia zia".

Maggiori dettagli sulla serata li trovi qui

Prossimo appuntamento Mercoledì 15 aprile 2009 al Circolo La Palafitta di Montale (MO), dove tre anni fa presentammo "L'educazione sentimentale del manager": vi aspetto!

8 Marzo 2009: "Care donne, auguri"

Questa ricorrenza trae le proprie origini all’inizio del secolo scorso, esattamente il 1908. Le operaie dell'azienda tessile Cotton, di New York, stavano scioperando contro le disumane condizioni di lavoro. L'8 marzo mr. Johnson, il proprietario, chiuse tutte le porte ed incendiò la fabbrica: 129 operaie morirono tra le fiamme. Rosa Luxemburg propose che l’otto marzo diventasse la giornata internazionale della donna. A me l’otto marzo ricorda mia madre, quando una militante dell’UDI, Unione Donne Italiane, le portava a casa la mimosa ed il giornale “Noi donne”, in cambio di una piccola offerta. E così mia madre, casalinga di campagna, ne approfittava per chiacchierare del più e del meno. Di contro, mi da una tristezza infinita (oltre a vedere che con la Thyssenkrupp la storia si ripete) la scena di feste di sole donne, magari con tanto di spogliarello maschile. Va bè…

 

3 Marzo 2009: "Riso amaro, ma almeno…riso"

 

 

28 Febbraio 2009: "La crisi da finanziaria diventa reale: buon senso cercasi"

gazzetta 26 feb 09

 

Siamo andati in ferie, lo scorso anno, pensando tutto sommato di stare bene e siamo tornati che tutto crollava. È vero che già il fallimento della Lehman Brother pareva non ci riguardasse più di tanto, così come più di tanto non avevamo reagito per Enron o per la vicina Parmalat

Poi, piano piano, abbiamo capito che la cosa era seria e che, come per tutti gli altri grandi eventi, nessuno l’aveva prevista.

Un anno fa il problema era il costo del denaro che erodeva i margini delle aziende, soprattutto se piccole. A ottobre il problema era la liquidità che aveva cessato di scorrere perché trattenuta dalla diga delle banche che dovevano sistemare i loro casini, titoli tossici e politiche espansive allegre in primis.

Adesso mi pare che all’orizzonte arrivi cupo il problema degli ordini, la cui contrazione penalizza le aziende migliori, che in un recente passato hanno investito in tecnologia, mercato e organizzazione.

È sempre efficace la metafora dell’azienda come uno sgabello a tre gambe che, si sa, se se ne rompe uno…crolla. Le tre gambe sono la solidità, la liquidità e la redditività.

La solidità, storicamente per le PMI – piccole e medie imprese, va letta in un aggregato impresa – famiglia dell’imprenditore, anche se la normativa sul rating crea ora qualche problema. Comunque, la maggior parte delle aziende artigiane e delle PMI della nostra regione possono fare fronte ad eventi negativi, pur se non all’infinito.

La liquidità è diventata la parola d’ordine, anche se può rappresentare un’arma a doppio taglio. Infatti, è sensato pompare liquidità in azienda per un periodo limitato e solo in vista di una ripresa. La redditività è il vero punto critico, che per altro alimenta le altre due gambe dello sgabello. Se persiste la caduta libera degli ordini, non avrà senso, dopo le ferie, immettere liquidità come se nulla fosse. Infatti è un contro senso, per un’azienda, chiedere denaro in prestito per pagare rate di mutui per capannoni o tecnologie inutilizzati in tutto o in parte. Con il buon senso viene da dire che invece di dare soldi per pagare soldi non produttivi, conviene congelare quei prestiti e non strozzare l’azienda con costi non sostenibili. In questa crisi, che non sarà breve, è indispensabile tenere in piedi le aziende anche su livelli di fatturato molto inferiori. Oltre certi limiti la ristrutturazione non è possibile e allora sarà bene prepararsi a scenari nei quale le aziende sane possano congelare la vecchia struttura (pensata per volumi di affari ben più consistenti) e partire con strutture più leggere, adeguate al flusso di ordini che arriva. Poi, ci mancherebbe, se la congiuntura riparte tutto torna come prima. Mi viene da dire che è come la fiamma della caldaia, guai se si spegne, poi ripartire è un bel casino! E allora davvero serve un’unità di crisi nella quale le banche, le imprese e le istituzioni si mettano insieme per mettere in atto quello che è possibile in questi contesti, superando divisioni che oggi appaiono non solo ridicole, ma criminali. La mia sensazione è che la classe politica e le istituzioni abbiano mal dimensionato questa crisi, che in poco tempo comincerà a fare vedere i suoi effetti anche a livello sociale.

Mi vengono in mente le parole di Papa Wojtyla quando per il centenario della enciclica Rerum Novarum parlò della necessità di un nuovo ordine sociale, in conseguenza della caduta del Muro nel 1989. Sicuramente siamo arrivati a questa crisi per un’ingordigia estrema, pur di vendere si davano mutui anche a chi non aveva niente, un debito veniva ceduto sette o otto volte (più o meno come i barili di petrolio), si cresceva e si acquisivano aziende (parlo delle banche) senza avere le risorse dal conto economico. Al bar tutti sembravano diventati agenti di borsa.. E il lavoro vero sembrava diventato un qualcosa di muffo e di antico, altro chè un valore! Ma alla fine…il gioco si è rotto.

Adesso però è il momento di mettere da parte i rancori e tirarsi su le maniche per tenere insieme un tessuto produttivo fatto di aziende piccole e medie, che è anche condizione del benessere e dell’equilibrio sociale che le nostre terre hanno conosciuto. Certo, fa un po’ incazzare vedere che nessuno ci lasci, se non la testa, almeno il posto!

 

20 Febbraio 2009: "Gli artigiani delle parole"

 

Dopo la presentazione di lunedì scorso all'Auser di Modena 8, "L'ultima nuvola" approda ad "Artigiana Italiana" 8 per parlare di come gli artigiani delle parole trasformano pensieri ed emozioni in libri.

Vi aspetto alla piacevole serata e al successivo aperitivo – buffet!

Link

14 Febbraio 2009: "E' il momento di riflettere (?)"

 

7 Febbraio 2009: "M'illumino di meno"

 
 

Leggi i dettagli dell'iniziativa ed aderisci

7 Febbraio 2009: "Neve e sole, riti che si rinnovano senza annoiare"

 

 

 

Quest’anno la tradizionale settimana bianca con gli amici (e Paolo, mio figlio) a Colfosco, in Alta Badia, è stata davvero piena di neve, come non si vedeva da anni.

Il tempo non è certo stato dei migliori. Sabato sole pieno, così come mercoledì, passato però quasi interamente al rifugio Scotoni a mangiare, bere e scherzare, con immancabile sosta alla capanna Alpina, a buio inoltrato, per la grolla dell’amicizia e qualche cazzata detta e cantata, tanto per non perdere l’amicizia.

Comunque tutti i giorni si è sciato (chi voleva), compreso venerdì con una Gran Risa impraticabile ma da soddisfazione: è il mio test, fino a quando riesco a fare la nera da in cima a in fondo senza fermarmi…
Gran Risa vuol dire
Moritzino, pranzo che chiude di fatto la settimana bianca sulla neve.


L’Edelwaiss ci ha ospitato alcune sere e forse ora la cosa più bella è la discesa nel buio, verso le luci di Colfosco.

Immancabili partite a pigugno, chiacchiere leggere ma anche impegnate (che disorientamento generale e che senso di indefinitezza!), ottimi toscani e buone grappe.

La settimana però formalmente termina a Peschiera, in riva al lago: quest’anno ci ha raggiunto anche Piero, che ha dovuto saltare il memorabile appuntamento.

L’incredibile è come dal punto di vista cronologico tutto si svolga secondo un clichè ormai consolidato e davvero prevedibile, senza però annoiare mai. Un piccolo elogio alla lentezza e alle cose normali, in un mondo che brucia tutto e cerca spasmodiche novità per farle durare il tempo di una boccata di fumo, o di un sorso di vino? Forse è troppo pretenzioso affidare alla nostra rituale vacanza un significato simile, senza nulla togliere alla piacevolezza di risentire amicizie leggere scorrere senza intoppi.
A proposito, incredibile: l’autista del pulmino che ci ha portato al Falzarego si chiamava davvero Helmut, come il protagonista del nostro libro “
Armentarola – Falzarego e ritorno” 8: e lo aveva letto, ritornandoci confortevoli commenti.

Con Francesco, nell’ultima discesa, ci siamo divertiti a mettere giù qualche frase che creasse un’immagine sintetica della settimana: Infiniti punti nel cielo / disegnano tracce parallele / di destini incrociati / Suoni e musiche / nel silenzio / riempiono / uno spazio infinito.

Alla prossima e…fin cla dura…

Questo articolo è anche su www.miaaltabadia.it 

 

30 Gennaio 2009: " al salone del libro di Parigi"

La Casa Editrice Kimerik sarà presente al salone del Libro di Parigi, nei giorni 6-7-8 febbraio 2009.
Sono contento perché ha incluso “L’ultima nuvola” tra i libri selezionati e presenti all'evento.
Lo scorso anno, l'Espace d'Animation des Blancs Manteaux, nel bellissimo quartiere del Marais, è stato visitato da più di 12.000 lettori.

Continua così la promozione di questo romanzo, che mi è piaciuto scrivere e che dalle tante mail ricevute ha trovato anche il gradimento di chi l'ha letto.

 

27 Gennaio 2009: "Giornata della Memoria"

Post scriptum: in questi giorni il pastore tedesco Ratzinger, Benedetto XVI, ha riabilitato i quattro vescovi lefebvreriani, messi in mora undici anni fa dal Vaticano. Uno di questi, Richard Williamson, sostenne senza vergogna che le camere a gas non sono mai esistite. Si vede che per papa Ratzinger non è vero che negare quella tragedia sia in un qualche modo ripeterla. Tanto casino per la pillola del giorno dopo, ecc… e di tutti quei bimbi passati per il camino?

L'incredibile storia dei Lager è raccontata anche nel mio romanzo "L'ultima nuvola" 8, quando, verso la fine, un vecchio partigiano ricorda quei momenti. Un piccolo segno per non dimenticare:

“Mi fece vedere anche una vecchia fotocopia di una lettera nella quale un’azienda chimica, che collaborava con i nazisti, richiedeva per ulteriori esperimenti riguardo una nuova droga soporifera. Era terrificante il tono formale che utilizzavano, come parlassero di pezzi di ferro e non di esseri umani.”Alessandro ascoltava attonito.Addirittura in quel carteggio discutevano per i prezzi: “Abbiamo ricevuto la vostra risposta, ma consideriamo che il prezzo di 220 marchi per donna sia eccessivo. Vi proponiamo un prezzo non superiore a 170 marchi a testa. Se siete d'accordo sulla cifra, prenderemo possesso delle donne. Ce ne abbisognano circa 150>". Un altro carteggio commerciale diceva burocratico: "Gli esperimenti sono stati eseguiti. Tutti i soggetti sono morti. Ci metteremo presto in contatto con voi per una nuova ordinazione *"

*)  da “Psicodinamica da situazioni estreme” di N. Lalli presente in N. Lalli, Lo spazio della mente – saggi di psicosomatica, Liguori editore, Napoli 1977

 

26 Gennaio 2009: "Neve di gennaio sulle colline di Castelvetro"

 

 
 
 
Sabato 23, verso le 11, la neve ha cominciato a cadere ed io, come un bambino, la guardavo imbiancare i campi. Al pomeriggio io e i miei amici non abbiamo rinunciato alla nostra passeggiata in mezzo a fiocchi grossi come quelli dei pioppi. Il giorno dopo altro giro, per gustarsi le stagioni che non saranno più quelle di una volta, ma a volte basta godersi quelle poche occasioni nelle quali il ritmo delle stagioni sembra normale. Almeno quello…
 

20 Gennaio 2009: "L'ultima nuvola al Rotary Club di Sassuolo"

Martedì 13 gennaio 2009, il Rotary Club di Sassuolo ha presentato il mio romanzo “L’ultima nuvola”.

Conoscevo solo dall’esterno, e con qualche pregiudizio, questa associazione internazionale che ha più di 32.000 Club sparsi in 164 Paesi, nei quali più di un milione di persone si incontra settimanalmente per concretizzare il motto: "Service above self", cioè “Servire al di sopra di ogni interesse personale”.
Già questo distillato di filosofia fondante suona positivamente strano nei tempi che stiamo attraversando. Il codice etico regola l’attività dell’associazione e ruota intorno a quattro domande (suggerite nel 1932, ventisette anni dopo la nascita del Club, da Herbert J. Taylor) che ogni rotaryano si deve porre, chiedendosi:"Ciò che penso, dico o faccio:

– risponde a verità?
– è giusto per tutti gli interessati?
– promuoverà la buona volontà e migliori rapporti d’amicizia?
– sarà vantaggioso per tutti gli interessati?"

Credo che se applicassimo tutti questi principi le cose andrebbero di gran lunga meglio.

Particolarmente significative sono le iniziative umanitarie del Rotary, che concretizzano il principio della comprensione, della buona volontà e della pace tra i popoli. Degno di sottolineatura è sicuramente il "progetto Polio Plus", iniziato oltre 20 anni proprio in Italia, che lavora per completare la vaccinazione a livello mondiale di tutti bambini contro la poliomielite.
Mi ha fatto piacere parlare del mio libro in quel contesto, che riconosce l’importanza e il valore di tutte le attività utili: “
L’ultima nuvola” parla proprio del valore del lavoro e l’epigrafe presa da “La chiave a stella” di Primo Levi non lascia dubbi.

È stata proprio una bella serata, anche se all’inizio, quando il Presidente Emilio Galavotti ha dato un tocco di campana e ha scandito “Onori alle bandiere”, seguito dall’Inno di Mameli, dall’Inno Europeo alla Gioia e dall’Inno del Rotary, mi sono sentito spiazzato: però mi è piaciuto, e se penso che qualche ministro della Repubblica dice impunemente che con il tricolore si spazzerebbe il…

Dopo, abbiamo chiacchierato piacevolmente e con intensità in un clima attento e rispettoso. Mi ha dato speranza vedere persone che sanno stare insieme, rispettarsi, ascoltare, riflettere. Ho sentito un’atmosfera attenta e coinvolgente, sia nella fase più formale che in quella post evento.
Ho conosciuto belle persone che sanno guardare al di là di se stesse: un pilota Alitalia che mi raccontava dal di dentro come ha vissuto questi mesi così turbolenti, un altro dirigente di azienda che mi spiegava perché ha messo in piedi una scuola di formazione aziendale, un altro che mi raccontava della sua esperienza di coaching, altri che chiedevano domande sul libro.
Il lavoro è un valore e quindi è criminale che a volte capi arroganti e incompetenti (fil rouge del libro) lo rendano invivibile. Scrissi tempo fa un articolo sul lavoro felice 8 e ci credo ancora che sia possibile, che l’orientamento al business e un sincero interesse per le persone si intreccino in modo virtuoso.
A completare questa bella serata c’è stato anche il fatto che Paolo, mio figlio, mi ha accompagnato. Sursum corda.


La Gazzetta di Modena

11 Gennaio 2009: "Ciao Fabrizio!"

 

 

 

9 Gennaio 2009: "israele, palestina, onu…"

8

Come tutti, penso, provo sentimenti ambivalenti di fronte all’ennesima guerra (?) in quella piccolissima striscia di terra nella quale sicuramente il buon senso non ha mai radicato.
Da un lato provo una pena profonda per i bambini morti (e mi chiedo sempre perché quelli mi fanno più pena delle migliaia che ogni giorno muoiono per fame o per la mancanza di banali medicinali); da un altro rabbia e stanchezza per i dibattiti nei quali persone molto eleganti e curate parlano di quella situazione di polvere, di rumore accecante, di odio e di morte.
Non so davvero quale sia la soluzione possibile, dove stia il torto e la ragione, è una cosa troppo grande per me, ho i capelli troppo bianchi e non voglio più superficialmente dividere il bene e il male in base, spesso, a pregiudizi e emozioni a volte intense come fuochi di paglia.
Ma non ho neanche voglia di documentarmi, ho cose più banali e vicine che mi prendono, non mi vergogno a dirlo.
Ricevo da una collega una delle innumerevoli mail che contengono messaggi da inviare ad altre persone, e via dicendo. Da tempo non partecipo più a queste cose, però questa volta si tratta di una ragazza di 23 anni che nel 2003 venne schiacciata da un bulldozer israeliano, mentre si opponeva, come pacifista, alla distruzione di alcune catapecchie.
E allora un piccolo ricordo, perché ha ragione
Gaber: la libertà non è star sopra un albero…libertà è partecipazione!

6 Gennaio 2009: "L'ultima nuvola" al Rotary Club di Sassuolo"

Club la Meridana – Casinalbo (Mo) ore 20,15

 

1 Gennaio 2009: "Caro Giorgio Gaber, ci manchi"

Sei anni fa, il primo dell'anno, moriva a Camaiore il Grande Giorgio Gaber. Ci mancano la sua ironia, la sua rabbia, il suo coraggio, la sua lucidità.

 

 

Lo sentii nel 1973, al Teatro Storchi di Modena: eravamo così:

Lo spettacolo "Far finta di essere sani" mi prese a mille, e da allora ho sempre seguito le opere di questo grande artista, trovandomi molto spesso d'accordo con la sua interpretazione – tra la tristezza e la spietatezza – dei nostri giorni e di quello che stava succedendo.

La libertà non è star sopra un albero, …io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono… E' impossibile scegliere una canzone, meglio seguire il percorso di Giorgio Gaber, ad esempio, navigando in questo bel sito 8.

Ma no, una canzone la scelgo, tratta da "La mia generazione ha perso" del 2001, "Verso il terzo millennio".

non è star sopra un albero, …io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono… E' impossibile scegliere una canzone, meglio seguire il percorso di Giorgio Gaber, ad esempio, navigando in questo bel sito.

Ma no, una canzone la scelgo, tratta da "La mia generazione ha perso" del 2001, "Verso il terzo millennio".

 

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