Articoli primo semestre 2011

di Lauro Venturi il 1 gennaio 2011

29 giugno 2011: "Crisi e felicità in azienda: motivatore sul campo"

Mi fa piacere partecipare a questo evento, originale e interessante per lo scambio anche informale di opinioni che potrà generare. In tempi di grandi incertezze, prendersi il rischio di decidere e tenere gli occhi e la mente aperti sono probabilmente i migliori antidoti contro la rassegnazione verso un destino cinico e baro.

link dell'evento


16 giugno 2011: "Benedetta nostalgia"

Nell'ultimo articolo di Persone & Conoscenze rifletto sulla differenze tra le lettere che ci scriveva una volta e i caratteri digitali che caratterizzano le nostre comunicazioni odierne.

articolo

 

3 giugno 2011: "Pane e Vino"

Grano e viti, pane e vino: c'è tutto, ed è tanto!
 

 

2 giugno 2011: "Sulla strada…"

Una bella canzone, scoperta grazie al "Grande Ciofanskj". Sembra scritta propria per Guccini. Buon ascolto!

 

 

 

 

 

24 maggio 2011: "Expò 2015: pensare al futuro"

L'ultimo articolo di Persone e Conoscenze, questa volta sull'Expò. Vista la mia attuale professione, mi tocca da vicino e spero proprio che ci sia tanto arrosto e poco fumo…

Clicca sull'immagine e potrai leggere e scaricare il testo.

 

 

 

Felicità

Un toscano Presidente

e un buon Calvados.

Il tempo sembra cambiare

ma va bene cosi.

Le lucciole viaggiano intermittenti.

Le guardo e mi basta.

 

13 maggio 2011: "Intelligenza emotiva"

Anche quest'anno ritorna la tradizionale conferenza di Six Seconds Italia.

Con queste persone, competenti e gradevoli, ho fatto il percorso di coaching proprio utilizzando la strumentazione dell'Intelligenza Emotiva.

Sarò anche relatore sul tema "IL BUSINESS DELL’INFELICITA", ovvero come non si debba accettare che il lavoro sia solo sudore e fatica, ma che persone, sogni e passioni possano trovare cittadinanza anche nel mondo del lavoro.

E' un'utopia o realtà possibile?

Scrissi già sul tema, anni fa, un articolo.

Credo valga la pena parlarne ancora e comunque sarà una giornata che farà bene allo spirito.

conference

 

23 aprile 2011: "Quel mazzolin di fiori…"

Ecco l'articolo di Persone e Conoscenze di Aprile. Clicca sull'immagine e potrai leggere e scaricare il testo.

 

 

23 aprile 2011: "25 Aprile, o Bella Ciao"

Quest'anno, per ricordare il 25 aprile, dedico un pensiero a mio zio, Roberto Moscardini – Lupo, che ho conosciuto solamente attraverso i ricordi che ho di quando me ne parlava mio babbo, che aveva avuto dal nazifascismo il regalo di qualche anno in campo di prigionia in Germania, a Bocholt.

La storia del "comandante Lupo" è riportata nel mio libro "L'ultima nuvola", un tributo a lui ed a tutti quei giovani che donarono la loro vita per la nostra libertà. Oltre a Roberto, morirono anche altri suoi tre fratelli, una storia poco raccontata e da me ricostruita grazie al contributo dell'Anpi di Castelfranco E.

Come contributo musicale, "Su in collina" del grande Guccini.

 

 

Il luogo in cui cadde Roberto Moscardini – Lupo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cippo che ricorda l'albero al quale lo impiccarono, già morto, lasciandolo esposto per diversi giorni:

 

16 aprile 2011: "Grande Guccini! Parma 14 aprile 2011"

Canzone per un’amica – Lettera – Noi non ci saremo – Il Frate – Amerigo – Il pensionato – Autogrill – Canzone per Piero – Farewell – Quattro stracci – Vorrei – Su in collina – Canzone dei 12 mesi – Canzone di notte n° 2 – Eskimo – Cirano – Dio è morto – La locomotiva

Una scaletta perfetta!

Qualche arrangiamento non mi torna molto, non avrei messo “Noi non ci saremo”, Flaco non mi è sembrato al top…ma non stiamo troppo a sottilizzare. Grande concerto!

Incredibile come nel camerino il Maestrone mi sia sembrato stanco e un po’ spaesato: forse troppa gente intorno? Per pudore un breve saluto, penso gradito anche a lui, e nessuna foto. Zucchero sbocconcellava salame e dopo ha seguito il concerto, insieme a Beppe Carletti, come un fan qualunque (a parte il lusso del posto riservato grazie al pass, ma che avevo anch’io, quindi…non proprio riservatissimo, visto che eravamo ad un metro, negli stessi posti).

Dicevo, nel camerino mi sembrava stanco e spompato…poi sul palco si è trasformato: un Guccini in grandissima forma, ironico e pungente (ha persino dedicato “Su in collina” al compagno Ignazio La Russa), molto bravo a interpretare i suoi pezzi, avvolto dal calore di un pubblico che gli vuole davvero bene. Grande concerto davvero, un Guccini generoso che ah suonato per più di due ore! Dopo trentanove anni mi emoziono ancora come allora. Unica confessione: a metà della Locomotiva io e il mio amico Roberto ce ne siamo venuti via per evitare l’ingorgo: peccato veniale?

 

11 aprile 2011: "Aprile, tra la primavera e l'estate"

Home, my sweet home…

 

Le moto…

Le bici…

(e la Simo)

 

5 aprile 2011: "La Svizzera è vicina"

 

Secondo appuntamento della Fondazione Enzo Spaltro alla quale mi onoro di appartenere come socio, fin dalla sua costituzione. Lo scorso anno trattammo del “Bellessere”, mentre questa volta entriamo nell’analisi di territori a noi vicini per capire, fuori dai luoghi comuni, cosa c’è da imparare e da adattare.

Chi ha partecipato lo scorso anno conosce già lo stile interessante e ad alto apprendimento: i nuovi si possono fidare, lo garantisco io!

 

 

 

 

Invito

22 marzo 2011: "Bologna, presentazione di Romanzo reale"

Martedì 22 marzo 2011, nella splendida cornice della Libreria Coop Ambasciatori di Bologna, a due passi da Piazza Maggiore, "Romanzo reale" è stato accolto dal pubblico delle grandi occasioni.

Come per "L'ultima nuvola" e "L'educazione sentimentale del manager", erano con me Libero Mancuso e Isabella. Abbiamo dialogato con piacevolezza e intensità, coordinati da Chiara Lupi, sempre generosa e competente.

Le persone hanno seguito con attenzione i ragionamenti che, prendendo spunto dal libro, facevano sui concetti di etica e responsabilità. Crediamo davvero in un'economia che sappia coniugare l'orientamento al business e un sincero interesse per le persone: credo ci credano anche molte più persone di quello che non si pensi.

Sono rientrato a Milano, dopo la divertente cena con i miei amici, stanco ma soddisfatto. Scrivere offre anche questa straordinaria opportunità di incontrare tante persone, dalle sorelle agli amici, da professionisti con i quali opero a colleghi…ed anche diverse persone mai incontrate prima, che però hanno il piacere di condividere un piccolo spazio di riflessione. Grazie!

 

Invito


23 marzo 2011: "Cremona: una domenica di cultura e leggerezza"

Domenica 20 marzo a Cremona è stata una bella giornata: c’era un sole primaverile che ha accompagnato appuntamenti intensi e piacevoli. Nella centralissima “Cremonabooks”, uno spazio curato ed accogliente, che sa di cultura e di cose ben fatte, abbiamo presentato Romanzo Reale. Pino è stato un conversatore puntuale e generoso, aveva letto tutto il libro e mi ha posto commenti e considerazioni interessanti.

Abbiamo dialogato con semplicità, coinvolgendo anche il pubblico. Soliti autografi di rito, la piacevolezza di una giornata nutriente.

Tanto per dire cosa si pensa del 150esimo nella profonda Padania, capeggiava un enorme violino tricolore.

La presentazione è avvenuta dopo una mattinata balsamica, fatta di musica e di chiacchiere, per rimettersi in pace con se stessi.

Al mattino, bellissima Audizione al Museo di Cremona. Sotto la direzione artistica del Maestro Fausto Cacciatori (liutaio, libraio e Presidente di CNA Lombardia), un grande Domenico Nordio suonare con amore e competenza due strumenti straordinari: uno Stradivari Bavarian e un Guarneri “del Gesù”. L’accompagnava al pianoforte il maestro Andrea Bacchetti.

Sala strapiena, location delle grandi occasioni….

 

Dopo che il Maestro Cacciatori ha riposto il tesoro…, pranzo con i musicisti ed altre persone simpatiche, compresa la proprietaria dei due violini che, con stile, ci ha dimostrato come le cose belle che si possiedono siano tali solo se condivise.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Verso sera il ritorno a casa, in autostrda, accompagnato dal sole che tramontava. Grazie!

 

Invito Cremonabooks

invito CNA Lombardia

 

19 marzo 2011: "Romanzo reale a Bologna"

Anche Romanzo reale, dopo L'ultima nuvola e L'educazione sentimentale del manager, approda a Bologna, nella prestigiosa cornice della Libreria Coop Ambasciatori, a 50 metri da Piazza Maggiore. Come nelle occasioni precedenti, Libero Mancuso e Isabella saranno con me a fare quattro chiacchiere piacevoli e non banali. Scrivere offre anche questa straordinaria opportunità di incontrare tante persone!

Invito


15 marzo 2011: "Romanzo reale a Cremona"

Domenica 20 marzo, Romanzo reale approda a Cremona. La cosa mi è particolarmente gradita perchè è organizzata da una persona con la quale sto condividendo, in uno speciale mix di professione e di relazione personale, una difficile ma entisiasmante esperienza professionale.

Mai l'argomento del libro potrebbe essere più adeguato, per la speranza che alla fine comunque propone.

Invito Cremonabooks

invito CNA Lombardia

 

15 marzo 2011: "Convivenza generazionale, non guerra tra classi di età"


 

Ecco l'ultimo articolo di Persone & Conoscenze: clicca sull'immagine sopra riportata per leggere o scaricare il contenuto.

 

10 marzo 2011: "Romanzo reale con i Giovani Imprenditori"

E' per me un grande piacere ritornare con i Giovani Imprenditori di CNA Modena, guidati dalla vulcanica Luisa!
Sarà sicuramente una bella serata per parlare di economia, etica e finanza con la voglia di futuro che hanno questi giovani.

 


vai al sito CNA
 

 
6 marzo 2011: "Che bel pomeriggio!"

 

Che bel pomeriggio! Ieri, 5 marzo 2011, all'Eglise cafè di Castelvetro, Romanzo reale ha ricevuto una calorosa accoglienza. C’erano davvero tantissime persone e, soprattutto, si respirava un clima piacevole e coinvolto.

Un’ora e mezzo di chiacchiere leggere ma non vuote, scambio di opinioni con i partecipanti, compresa una bella e colta signora di ottant’anni con due occhi da bambina curiosa.

Come sempre le sorelle, gli amici, ma anche gente non conosciuta fino a ieri.

Sono proprio contento, come ho visto contenti gli organizzatori (Maria e Maurizio della dama vivente in primis), il Sindaco (che è stato lì per tutto l’evento e non si è limitato al saluto rituale), i ragazzi de l’Eglise e i partecipanti.

Mi è piaciuto presentare un mio libro a Castelvetro, il paese della mia adolescenza raccontato ne "L'educazione sentimentale del manager"; il paese ritrovato negli ultimi dieci anni, quando sono tornato ad abitare qui. Bene, e oggi c’è il sole!

 

 

 

locandina dell'evento.

25 febbraio 2011: "Romanzo reale a Castelvetro, il 5 marzo"

E' la prima volta che presento un mio libro a Castelvetro, il paese della mia adolescenza raccontato ne "L'educazione sentimentale del manager"; il paese ritrovato negli ultimi dieci anni, quando sono tornato ad abitare qui.
Nemo propheta in patria? Mah, forse è che arrivava prima il mio amico Roberto, allora Sindaco di Castelnuovo, a propormi la presentazione nelle vicinanze. Sono comunque contento di questo invito, sarà un pomeriggio tra amici, all'
Eglise cafè che ci ospita molti venerdì sera, nel tradizionale appuntamento con gli amici, il buon vino e la buona tavola.
Vi aspetto!

scarica la locandina

dama vivente


18 febbraio 2011: "Aldilà del bene e del male: il caso Fiat"

Spenti i riflettori, forse vale la pena ragionare con più serenità sulla vicenda del referendum di Mirafiori.
Se ti va, leggi l'articolo della rubrica "L'educazione sentimentale del manager" pubblicato sull'ultimo numero di Persone & Conoscenze.

Articolo

Articoli precedenti

24 gennaio 2011: "L'imprenditore e la crisi: come recuperare la fiducia"

Ecco l'undicesimo articolo della rubrica "L'educazione sentimentale del manager" che tengo sulla rivista Persone & Conoscenze. Stavolta si parla di come la crisi economica si rifletta sull'imprenditore, in quanto persona.
Clicca sull'immagine per leggere l'intero articolo, o caricarlo in formato .pdf:

 


Gli altri articoli li trovi a questo link:
http://www.lauroventuri.it/index.php?module=subjects&func=viewpage&pageid=21

 


22 gennaio 2011: "Romanzo reale: il commento di un giovane collega"

Mi piace pubblicare i commenti che mi arrivano da lettori di Romanzo reale (e che mi autorizzano a farlo). Devo dire che per me rivestono un'importanza notevole, non inferiore a quella delle recensioni ufficiali, che comunque stentano ad esserci: se sei fuori dai giri commerciali, fare emergere il tuo lavoro è dura. Però io sono super sereno, sono e resto un dilettante che appunto scrive per diletto. Ecco il commento:

Lauro buongiorno, ho iniziato a leggere Romanzo reale: da subito si è rivelata una lettura agevole, scorrevole: grazie alla tua chiarezza chiunque riesce a capire concetti complicati. Ho letto le prime 100 pagine e un po' tutti possono riconoscersi nei personaggi principali (Enrico e Libero) che hai introdotto. A volte è un "un pugno allo stomaco" specie la parte che riguarda la malattia di Sara. Mi ci sono imbattuto, anche se è parecchie pagine più avanti, perché è mia abitudine di lettura quella di andare anche a saltoni sui capitoli successivi per poi riprenderli man mano che avanzo nella lettura. Mi ha molto turbato la freddezza e la cronaca con cui hai narrato l'evolversi della malattia, e le emozioni di Sara e dei suoi familiari: troppo realistiche, mi sono sentito risucchiato. Non vedo l'ora che arrivi sabato e domenica per andare avanti.

p.s.:se ne volessi acquistare un paio di copie da regalare, lo trovo in Feltrinelli? Grazie e buona giornata.

21 gennaio 2011: "Giorgio Gaber: I soli"

I soli

 

18 gennaio 2011: "Secondo me aspettano qualcuno…"

 

14 gennaio 2011: "Colline di gennaio"

 

 

Una mela e un'arancia per pranzo (dapp tòtta l'ovva sgualzida ed ier sira) e più di cento passi per le mie colline.

Si recupera e camminando ho visto dall'alto Campiglio, dove ho fatto la Cresima e seppellito i miei genitori.
Dove, grazie a don Valentini, mi sono innamorato della lettura, andando nella sua canonica a leggere. Quando è morto ho acquistato ciò che era rimasto dei suoi libri: ovviamente i volumi più preziosi non c'erano più, però mi sono accontentato degli altri, tutti rilegati con carta da pacchi e ordinati per genere, titolo e autore.
.

 

 

Undici chilometri hanno fatto bene alla testa e al mio fisico.
 
7 gennaio 2011: "9 gennaio 1950 – 9 gennaio 2011"

Libero pedala veloce verso casa, quasi per lasciarsi alle spalle l’assemblea non proprio entusiasmante, che si è appena conclusa. Il quartiere a nord della città, dopo la ferrovia, è sempre stato abitato dai proletari che lavoravano nelle grandi fabbriche.

Il nove gennaio del 1950, pochi anni dopo la Liberazione, sei operai che partecipavano allo sciopero per ottenere la riapertura delle Fonderie furono trucidati dalla Celere. La micidiale polizia del ministro fascista Scelba stava insanguinando l’Italia per ricordare che Liberazione o non Liberazione comandavano ancora loro.

Tutte le volte che Libero passa di lì, dopo il cavalcavia, vede il cippo con qualche corona rinsecchita e si chiede se quelle persone siano morte per qualche cosa. E se lo chiede anche oggi.

Suo nonno Adelmo, abbandonato il lavoro di contadino in montagna che non gli dava più da campare, era finito a lavorare alle Fonderie. Fu sottoposto al tiro al piattello della polizia e venne ferito insieme ad oltre duecento operai. Come molti altri, non andò a farsi curare in ospedale per paura di essere arrestato.

‘Un po’ come vorrebbero fare adesso con gli extra comunitari’, riflette amaro Libero, riferendosi alla norma del Governo che vorrebbe obbligare i medici a denunciare i clandestini che si presentano al pronto soccorso.

Il padre di Libero aveva dieci anni quel nove gennaio, quando suo padre Adelmo arrivò in casa sanguinante ed incosciente, portato a braccia da tre compagni. Se chiedeva cosa era successo, gli rispondevano che si era fatto male a lavorare e di andare fuori a giocare. Ma perché non lo avevano portato all’ospedale? Il nonno di Libero ogni tanto, anche poco prima di morire, tirava fuori le fotografie dei suoi amici uccisi e non riusciva a trattenere le lacrime. A Libero faceva effetto vedere un vecchio piangere. Tirando su con il naso, diceva: – Che discorso, Togliatti, ai funerali! Ha detto che, di fronte alla maestà infinita della morte, di fronte allo schianto dei familiari e al dolore di tutto il popolo, di fronte a quegli occhi pieni di lagrime, lui sentiva soprattutto la vanità dì tutte le parole umane…

– Ma nonno, si dice lacrime! – lo correggeva Libero.

– At deggh c’la propria détt lagrime, an sàun menga rimbambìi.

Libero ascoltava rapito e si immaginava un uomo grande grande che parlava da un grande palco a milioni di persone, con tante bandiere rosse che sventolavano.

– Ma voi, voi siete stati uccisi…maledetti sono gli uomini che, fieri di avere nella mani il potere, si assidono al vertice di questa società maledetta, e con la violenza delle armi, con l'assassinio e l'eccidio respingono la richiesta più umile che l'uomo possa avanzare; la richiesta di lavorare.

Chissà se Togliatti immaginava che, mezzo secolo dopo, il lavoro sarebbe diventato di nuovo un’emergenza? Mah!

– E voi, compagni e fratelli caduti: Appiani Angelo di anni 30; Rovatti Roberto di anni 36; Malagoli Arturo di anni 21; Garagnani Ennio di anni 21; Bersani Renzo di anni 21; Chiappelli Arturo di anni 43: riposate! Non oso, non son capace di dirvi: riposate in pace! Troppo breve, troppo tempestosa, tragicamente troncata è stata la vostra esistenza. Troppo grave è l'appello che esce dalle vostre bare.

A Libero rimase impresso quel discorso che gli recitava suo nonno perché sapeva coniugare il linguaggio politico con una profonda umanità, pur nella retorica dell’occasione e di quei tempi andati.

E adesso prova un po’ di nostalgia, soprattutto se pensa alle tirate che i politici fanno in televisione, seduti su comode poltrone bianche. Sembra che discutano, invece sono posseduti dal vizio dell’eristica. Non importa se ciò che dicono sia vero o falso, documentato o no, l’importante è che le loro obiezioni mettano in difficoltà l’avversario.

– Ma voi, madri, sorelle, spose, non piangete! Non piangiamo, lavoratori di Modena. Sia l'acre sapore delle lagrime, per non piangere, inghiottito, stimolo aspro al lavoro nuovo, alla lotta.

E dai con quelle lagrime!

– Dobbiamo far uscire l'Italia da questa situazione dolorosa. Vogliamo che l'Italia diventi un paese civile, dove sia sacra la vita dei lavoratori, dove sacro sia il diritto dei cittadini al lavoro, alla libertà, alla pace! Andiamo avanti, grazie allo sforzo unito di tutti i lavoratori, di tutto il popolo italiano; nostra deve essere, nostra sarà la vittoria. Allora anche voi, compagni e fratelli caduti, riposerete in pace!

Sacra la vita dei lavoratori? Ma se ogni anno ne muoiono più di mille!

E le chiamano morti bianche? Ma andassero a vedere i corpi straziati sotto una pressa, o caduti da un’impalcatura, o soffocati in un silos! Sacro il diritto dei cittadini al lavoro? Ma se la Tecno Mecc rischia di chiudere per sempre, non solo per la crisi, ma anche perchè un filibustiere come il cavalier Guidetti, senza scrupoli, l’ha spremuta come un limone?

Da Romanzo Reale,lauro venturi,este edizioni 2010

 

1 gennaio 2011 "Grazie, Gaber!"

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