Articoli secondo semestre 2006

di Lauro Venturi il 1 luglio 2006

23 dicembre 2006 – "Buone feste a tutte e a tutti!"

Per fare un prato

ci vogliono un trifoglio e un'ape,

un trifoglio e un'ape

e il sogno.

Ma basta il sogno

se le api sono poche.

Emily Dickinson

 

8 dicembre 2006 – "L'educazione sentimentale del manager al Papavero giallo"

L'otto dicembre al pomeriggio, nella bella libreria di Antonella e Cristina, una piacevolessima chiacchierata tra amici sugli anni settanta, le differenze tra i giovani di adesso e quelli di allora, tra gli scenari attuali e quelli di oltre trent'anni fa. Confronti decisi ma sempre rispettosi sul valore del lavoro (due parole che per una vocale non possono anagrammarsi) e su come farlo percepire come tale anche oggi. Qualche riflessione su come molti capi oggi non sappiano esserelo fino in fondo, presi da insicurezze e logiche di potere fini a sè stesse, su come si senta la mancanza di maestri e di classe dirigente. Bel pomeriggio! Qui sono con Cristina, la conduttrice che ci ha messo anche emozione, e Carlo, il mio amico d'infanzia ritrovato dopo trent'anni:

 

 

2 dicembre 2006 – "Primavera di fine autunno"

 

L'austero castagno

lascia cadere le sue foglie

con aristocratica rassegnazione.

Gioiose rose

offrono i loro petali

con irriverente leggerezza.

Metafora banale

ma fino in fondo reale

del "già" e del "non ancora".

2 dicembre 2006

 

26 novembre 2006 – "Le bambine ci spiegano"

Bella giornata con il mio primo amico d'infanzia, Carlo, sua moglie e la loro figlia, con la quale disegnare e chiacchierare, cullando contemporaneamente la gatta, è stato balsamico.

 

 

25 novembre 2006 – "Il gruppo conosce se stesso…e cresce"

E’ assodato che il gruppo non è la somma delle singole persone che lo costituiscono. Una prima banale ragione è che ognuno di noi in un qualche modo è “diverso in gruppi diversi”, o in momenti diversi dello stesso gruppo. Inoltre, è sufficiente che al gruppo si aggiunga (o manchi) una persona perchè le dinamiche interne si modifichino.

Questa settimana io e i miei colleghi del Comitato di direzione dell’azienda che amministro, abbiamo fatto due belle, divertenti e proficue giornate di lavoro su questo tema.

Guidati dall’affettuosa e competente Maria Pia Gasco, psicologa e formatrice di alto livello che ci segue da un bel po’ di anni, abbiamo passato due giorni a riflettere sulle nostre dinamiche di gruppo, abbandonando giacche, cravatte, tailleur, in vista anche di importanti cambiamenti che ci aspettano.

Abbiamo lavorato con i Giochi Finzionali. Dopo un efficace inquadramento teorico della tecnica e la condivisione delle regole principali, ci siamo buttati nell’inventare storie.

L’attenzione si è focalizzata sul personaggio principale (protagonista) e ognuno dei partecipanti, durante lo scorrere della storia, oltre ad intervenire con un proprio ruolo, raccoglieva i motivi narrativi (unità minimale di racconto), cioè brevi frasi sintetiche che il protagonista aveva detto e che più lo colpivano, registrando esattamente le parole pronunciate, senza aggiungere niente. Queste frasi venivano poi condivise e raccolte in fili narrativi logici del racconto, fornendo interessanti spunti: a) Di fronte allo stesso racconto i componenti del gruppo, cioè noi che pur lavoriamo insieme da più di sei anni, vengono colpiti da frasi completamente diverse (facile metafora: lo stesso problema aziendale è vissuto e rimbalza in ognuno di noi in modo differente); b) I motivi narrativi raccolti, analizzati in modo completamente distaccato dalla storia narrata, forniscono un interessante quadro del modo di essere del protagonista e delle sue dinamiche copionali; c) focalizzazione di un meta motivo narrativo che mette l'accento su una dicotomia tra aspetti non necessariamente uno positivo ed uno negativo, ma comunque opposti; d) Il protagonista che ha costruito la fantasia del racconto ha un quadro d’insieme di come il gruppo, e non le singole persone, lo “vede”; e) Ogni partecipante riflette in modo approfondito sulla tipologia dei personaggi (protagonista e non) che ha interpretato…e non a caso.

Alla fine del secondo giorno abbiamo fatto un Gioco senza alcun protagonista. A parte che ci siamo divertiti da matti nell’immaginarci una bella vacanza negli States in sella a potenti Harley Davidson, con maglietta nera, bandana, occhialoni, musica… and more, quando ci è stato chiesto quali emozioni e sentimenti ci hanno accompagnato, è emerso un quadro le cui pennellate sono state: grande voglia di avventura (con un pizzico di trasgressione che per affrontare il cambiamento non guasta), forte spirito solidaristico, diffusa sensazione di benessere e gioia, gusto della libertà. C’è stato anche qualche ingrediente di prudenza e di timore, che nulla ha tolto all’energia positiva del gruppo ma che, anzi, la rende più reale ed efficace. Alla fine eravamo tutti molto orgogliosi del nostro gruppo, cioè…di noi!

Il nostro gruppo ha fatto un grande percorso verso la riduzione dei Copioni perdenti e la progressiva tendenza ad agire Copioni vincenti, sia nelle cose belle che in quelle brutte, nei successi come nelle disavventure e nei problemi. Credo molto in quello che dice Maria Pia: "E' un percorso irreversibile e anche nella sconfitta il gruppo mantiene comunque un atteggiamento vincente".

Anche io ho fatto un Gioco Finzionale come protagonista ed ho scoperto che alcune dinamiche che per me sono di poca importanza, e alle quali quindi dedico poco tempo, per il gruppo invece sono significative. All’inverso, alcune mie preoccupazioni sono meno intense per il gruppo. Ne terrò certamente conto e mi sono detto: "È proprio vero, nel gruppo si è meno soli e anche le inevitabili incertezze del mutare degli scenari si affrontano meglio!"

 

18 novembre 2006 – "Gli spiriti non dimenticano – Castelnuovo Rangone (Mo) 1 e 2 dicembre"

 

"Nel Presente il Passato avanza. E' bello ricordare chi ha sofferto e ha dato"

Il Comune di Castelnuovo Rangone, amministrato dal Sindaco Poeta Roberto Alperoli, mio amico da trent'anni, con il quale abbiamo presentato a marzo il mio libro, "L'educazione sentimentale del manager", ha dedicato, primo in Europa, un monumento che ricorda lo sterminio degli Indiani d'America.

Sarà inaugurato sabato 2 dicembre, alle ore 15,30 (Parco Rio Gamberi) alla presenza di Alberto Ronchi (Assessore alla Cultura Regione Emilia Romagna), Vittorio Zucconi (mitico giornalista di La Repubblica e Radio Capital, nonchè autore de "Gli spiriti non dimenticano: il mistero di cavallo Pazzo e la tragedia degli Sioux"), Nando Minnella (giornalista ed autore del documentario "A caccia di indiani", che sarà proiettato alla sala delle Mura di Castelnuovo Rangone venerdì 1° dicembre ore 21), Lance Henson (poeta cheyenne e autore del libro "Sand Creek") e Maurizio Bettelli, autore, compositore e musicologo che interpreterà "Fiume Sand Creek", la bellissima ballata di Fabrizio de Andrè e Massimo Bubola.

Infatti, il 29 novembre del 1864 il colonnello Chivington e le sue truppe circondarono l'accampamento Cheyenne allestito in riva al fiume Sand Creek, in Colorado.

Seicento persone, in prevalenza donne, anziani e bambini, vennero trucidate dalle Giubbe blu. Il massacro, di crudeltà inenarrabile, segnò la prima tappa verso l'annientamento e la segregazione dei nativi americani.

Una gran bella iniziativa per ricordare una strage simbolo della ferocia di cui l'uomo è capace verso i suoi simili. E per non dimenticare! Bravo Comune di Castelnuovo Rangone!

Clicca sulla locandina per scaricare il programma completo.

Fiume Sand Creek (De Andrè – Bubola 1981)

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
 
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.
 
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
 
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
 
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse
 
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
 
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
 
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
 
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
 
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
 
 
E ieri, al bellissimo concerto di Guccini a Parma (al quale ho incontrato con piacere Cecilia, una delle due anime de L'Orto delle competenze), mi ha colpito ancora una volta vedere tante
 
ragazze e tanti ragazzi cantare emozionati "La canzone del bambino nel vento", meglio conosciuta come Auschwitz.
 
E ascoltare commossi "Su in collina", un'inedita bella e commovente ballata tratta da una poesia in dialetto bolognese che racconta un episodio della guerra partigiana.
 
Sempre per non dimenticare.

 

 

15 novembre 2006 – "Information technology come cavallo di Troia o leva strategica per il business?"

Mercoledì 29 novembre, a Milano, si terrà questo importante convegno, al quale parteciperò come relatore per raccontare la positiva esperienza di Siaer. Per ulteriori dettagli clicca qui.

Clicca qui per le note dell'intervento: intervento 29 novembre 2006

 

14 novembre 2006 – "Il video della presentazione di Armentarola – Falzarego sul sito di Tigullio vini"

"Armentarola – Falzarego e ritorno", il libro che ho scritto con i miei amici Beppe e Carletto, è stato presentato a metà ottobre a La Brinca, in una bella serata nella quale venivano degustati i vini di Livio Felluga. Per vedere il video della serata, ripresa da Tigullio vino, clicca qui.

 

12 novembre 2006 – "Quando il giallo tende al rosa…"

Quando il giallo tende al rosa, ed è circa metà novembre, la giornata volge al termine. Ed è stata una bella giornata di affetti familiari. Qui sono con mio figlio Paolo, la persona che senza "se" e senza "ma" mi è nell'affetto più profondo ed esistenziale, forse perchè è l'unica persona che esite perchè anche io l'ho voluta:

E lo ringrazio di cuore perchè condivide con me questi importanti momenti in cui la "famigliona" emerge con energia nuova e costante:

 

E qui sono con le mie sorelle, a tenere accese le vecchie radici delle quali siamo sempre e comunque orgogliosi:

 

Ed è proprio vero che tutto è relativo: sono il più alto! Al di là di questo, alto è il bene che ci vogliamo e la solidarietà che ci lega: ed è una ricchezza fonda! Va bene, va bene così.

 

11 novembre 2006 – "Gli spazzacamini"

Questa mattina lavori di pulizia. Io, Beppe e Carletto, coautori di "Armentarola – Falzarego e ritorno" – libro che ha avuto un grande successo, ci siamo cimentati nella pulizia della canna fumaria della mia casa. Questo dopo che ieri abbiamo passato una bella serata di chiacchiere, risate, cibo e vino, che mi ha ristorato il corpo e la mente.

Grande professionalità: prima chiusura ermetica del camino per evitare che la fulligine (deposito carbonioso nero lasciato dai fumi nei camini) si espanda in casa:

Successivamente, rimozione di una pietra (operazione semi chirurgica effettuata da Carlo) per fare passare il "ragno" che, tirato in basso da un peso pulisce la canna fumaria, secondo le indicazioni di Beppe, esperto di questa operazione. Per finire, sistemazione di una piccola rete per evitare che qualche uccellino decida di intrufolarsi lì dentro. Il mio ruolo è stato di assistente (ho portato rete, chiodi…) e fotografo.

Ogni competenza è stata esercitata al meglio: sapevamo cosa dovevamo fare, lo sapevamo fare e sapevamo essere precisi e leggeri. Quindi meritata foto di gruppo perchè l'obiettivo è stato raggiunto:

Dopo questo lavoro sono passato a salutare il mio vicino, abbiamo fatto un piccolo giro alla ricerca di mele selvatiche davvero saporite e gustose. Poi mi sono messo a zappare un pò di terra ed ora…scrivo.

E due rose sono fiorite, una rossa ed una gialla.

 

6 novembre 2006 – "Anticipo d'inverno"

Ieri bella escursione dal Lago della Ninfa al Cimone spruzzato di neve. C'era un vento fortissimo che a tratti ci spingeva e a volte ci frenava, facendoci faticare non poco ad avanzare.

Però era bello lasciarsi andare e sentire che il vento ti reggeva.

Certo, meno bello quando sopratutto in salita ogni passo costava un grande sforzo, quando avevi il vento contro.

Banale ma sempre efficace metafora che i traguardi vanno guadagnati.

Alcune ore belle di aria pura e fresca che mi ha pulito i polmoni e la testa.

 

4 novembre 2006 – "Colori d'autunno"

Giornata di sole bello, che riscalda la brina di questa notte. Ho camminato per le mie colline, non più pianura e non ancora montagna, seguendo ombre lunghe che si proiettano sui prati.

I filari di vite esplodono di colori sgargianti e sontuosi.

Qualche piccolo grappolo d'uva dimenticato emerge e regala un fresco gusto di vino

 

 

 

 

 

La mia casa immersa nel verde mi piace. Ogni stagione ha le sue bellezze, basta fermarsi a guardare il vento leggero che muove l'erba spagna con armonia o chiacchierare del più o del meno con il vicino, tanto da fare passare senza fretta il tempo.

 

28 ottobre 2006 – "World Business Forum: scenari del mondo con persone di mondo"

Giovedì 26 e venerdì 27 ho partecipato al World Business Forum a Milano. E' un evento internazionale nel quale si ha la possibilità di ascoltare leader mondiali che parlano di economia, di management e di politica.

Quest'anno erano presenti: Madeleine Albright, la prima donna Segretario di Stato USA durante la Presidenza Clinton; Rudolph Giuliani, sindaco di New York durante l'attentato alle torri gemelle e probabile candidato alla Casa Bianca; Tom Peters, autore del glorioso libro "Alla ricerca dell'eccellenza" del 1985, che vent'anni fa mi ha fornito tantissimi spunti per l'attività di consulente, formatore e manager, facendolo poi conoscere ed apprezzare anche a tanti imprenditori; Ken Blanchard che ha scritto "One minute manager" e "La leadership situazionale", testo ancora attuale per quandi riguarda la delega, ad esempio; Robert Kaplan, il padre della Balanced Scorecard; Malcom Gladwell, giornalista e inventore del virus marketing, considerato il ventisettesimo Business guru a livello mondiale; Chris Patten ex ministro inglese ed ultimo governatore di Hong Kong; Alberto Bombassei della Brembo e Nerio Alessandri della Tecnogym.

Si è parlato di leadership, di strategia, della Cina e dell'India, della gestione delle crisi.

Ho trovato molte conferme per quanto attiene la leadership e la strategia. Invece punti di vista nuovi sulla globalizzazione e un invito costante, anche da persone diverse come l'Albright, democratica, e Giuliani, repubblicano, a confrontarsi con il mondo senza smanie imperialiste ma con intelligenza. Patten ha detto che fino adesso Stati Uniti ed Europa hanno dominato l'agenda globale, ma adesso è finita e con la Cina si devono fare i conti. L'Albright si è definita un'ottimista che si preoccupa molto e ha detto che il mondo ha un disperato bisogni di leader che diano stabilità, oltre a ridurre fortemente il divario tra pochi Paesi ricchi e tanti Paesi poveri. Ha affermato che la democrazia non è un evento ma un processo, molto più difficile di quanto appaia.

Ho ascoltato pareri di questi importanti testimoni sulla Russia e sulla Cina, che probabilmente un pò di tempo prima delle Olimpiadi del 2008 dovrà bloccare la produzione industriale perchè l'inquinamento impedirebbe le manifestazioni sportive ma forse non potrà bloccare internet, come invece oggi avviene.

Tutti i relatori hanno sottololineato l'importanza e la centralità delle persone all'interno delle aziende e Bombassei ed Alessandri hanno portato, come imprenditori, diversi esempi di cosa questo significhi. Per altro Bombassei ha detto che non si deve imporre la propria cultura nei Paesi dove si va a vendere e produrre, ma contaminarsi.

Due giorni interessanti e pieni, che mi hanno dato spunti per il mio lavoro di amministratore delegato ed insegnato ancora una volta a non smettere mai di imparare. E poi la trasferta milanese è stata l'occasione per una sontuosa cena con i miei amici Piero e Graziella ed un simpatico aperitivo con la mia amica Sara, compagna della bella scuola di Counseling.

Qui sotto due immagini (non proprio ben fatte) di Tom Peters, che avevo già ascoltato nell'edizione 2004. Dopo avere tanto studiato i suoi libri ed avere parlato centinaia e centinaia di volte, durante le lezioni, delle sue idee, mi piaceva trovarmelo a mezzo metro durante la pausa pranzo in uno spazio riservato a qualche decina degli oltre duemila imprenditori e manager presenti al Forum:

 

21 ottobre 2006 – "Tu chiamale se vuoi, Emozioni"

Venerdì 20 ottobre all'interno del bellissimo evento "L'Orto delle competenze", è andato in scena "L'educazione sentimentale del manager", un adattamento teatrale di Judith Pinnock e Francesco Brandi, tratto dal mio libro.

Ormai Francesco e Judith è come se avessero vissuto com me quegli anni settanta, senza se e senza ma belli e di costruzione. Hanno infatto letto i miei diari diverse volte e scelto con intelligenza e sentimento alcuni pezzi che l'attore Ugo Dighero ha interpretato magistralmente. Ogni tanto Claudio Lolli, accompagnato da un sontuoso Paolo Capodacqua, cantava quelle canzoni che in quegli anni lontani mi erano balsamiche, mi facevano riflettere ed emozionare. Mi sono emozionato come allora e in quello spettacolo che metteva sul palco un pezzo della mia vita, mi ha fatto volere ancor più bene a quel Lauro post adolescente e pre uomo maturo di allora, del quale ogni tanto passava veloce qualche fotografia di trent'anni fa.

Da sinistra: il maestro e gentiluomo Paolo Capodacqua, il poeta Claudio Lolli, l'autore del libro, il bravo attore Ugo Dighero e l'affettuoso regista Francesco Brandi, a fine spettacolo.

Ringraziare Judith, che ho conosciuto alla presentazione alla Feltrinelli di Bologna nel febbraio scorso e che ha scritto anche la bellisssima prefazione di "Armentarola – Falzarego e ritorno", non sarà mai abbastanza: mi ha fatto forse il regalo più bello degli ultimi anni. Ho ammirato e apprezzato l'energia decisa ma anche ironica di Cecilia, la sua compagna di avventura ne L'Orto delle competenze, evento che secondo me ha seminato ben aldilà di ogni più rosea previsione.

Sono stati due giorni belli nei quali ho coordinato anche la tavola rotonda "Il lavoro che forma: esperienze ed apprendimento". Ho conosciuto tanta gente nuova e respirato l'affetto di tante persone che mi sono vicine e care. Ho anche imparato molto: sono più ricco e contento!

 

18 ottobre 2006 – "Armentarola Falzarego e ritorno presentato con successo in Liguria"

Mercoledì 18 ottobre io e i miei amici coautori Beppe e Carlo, abbiamo presentato "Armentarola – Falzarego e ritorno" a Campo di Ne, sopra Lavagna. Che c'azzecca la Liguria con le Dolomiti? Forse, complice anche l'ottimo vino di Livio Felluga, siamo riusciti a convincere più di un centinaio di persone che un nesso c'era. Sergio, pirotecnico gestore de la sontuosa trattoria La Brinca, alla quale abbiamo dedicato un piccolo cameo nel nostro racconto, ci ha invitato a presentare il libro durante una serata di degustazione nella quale appunto Felluga presentava affascinanti rossi e accattivanti bianchi.

Da sinistra: Stefano, Beppe, Carlo, Lauro e Piero. Sotto, con Sergio, patron de La Brinca:

Con Maurizio Felluga, produttore di buon vino:

 

E infine…relax a Portofino!

 

27 settembre 2006 – "Performance aziendali e benessere delle persone"

Sabato 7 e domenica 8 ottobre a Firenze si terrà il convegno di studi, promosso dall'Associazione Italiana di Analisi Transazionale, "Dal Bambino all'Adulto: percorsi di trasformazione in Analisi Transazionale".

Io e Simonetta relazioneremo su: "Il Counseling aziendale: tra sincero interesse per le persone e orientamento al business".

 

23 settembre 2006 – "La pace va preparata"

Ieri ho visto venire sera, sotto il portico di casa mia:

Scende una

sera tranquilla

a finire

una buona giornata:

la pace va preparata.

Poi bella e sontuosa cena con Beppe, Carlo e Judith, l'autrice della bellissima prefazione di "Armentarola Falzarego e ritorno: come sopravvivere ai tornanti della vita". Questa mattina lavori agricoli, che mi riempiono di serenità e stanchezza buona. Poi sono passato da Filippo a prendere il vino e a chiacchierare a lungo e bene, ricordando anche il nostro amico Dado ,alias Guglielmaùn. E' una fortuna conoscere persone belle!

 

14 settembre 2006 – "L'educazione sentimentale del manager" a "L'Orto delle competenze"

Venerdì 20 ottobre alle 21,30, presso il Teatro Excelsior di Rubiera andrà in scena "L'educazione sentimentale del manager", adattamento teatrale di Judith Pinnock e Francesco Brandi, tratto dall'omonimo libro. L'interpretazione è affidata all'attore Ugo Dighero:

 

 

 

 

 

Le musiche dal vivo saranno a cura di Claudio Lolli.

Sabato 21 ottobre alle ore 11,30 all'interno dello spazio "Aperitivo con l'autore", presenterò il mio libro.

Per scaricare il programma completo dell'evento, clicca qui.

Ringrazio Judith, che ho conosciuto alla presentazione alla Feltrinelli di Bologna nel febbraio scorso e che ha scritto la bellisssima prefazione di "Armentarola – Falzarego e ritorno", per avermi coinvolto in questa bellissima ed interessante iniziativa.

Quest'anno partecipano, tra gli altri: Franco Amicucci, sociologo e formatore; Mussi Bollini, capo struttura programmi bambini e ragazzi RAITRE; Pier Sergio Caltabiano,presidente nazionale dell’Associazione Italiana Formatori e direttore del Centro di Formazione Manageriale e Gestione di Impresa della Camera di Commercio di Bologna; Angelo Ferracuti, scrittore e giornalista; Alberto Oliveiro, docente di Psicobiologia all’Università di Roma “La Sapienza” e direttore dell’Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR; Enzo Spaltro, già professore ordinario di Psicologia del lavoro all'Università di Bologna e Past president della Società Italiana di Psicologia; Roberto Vacca, ingegnere elettrotecnico e docente, nonchè scrittore.

Per l'elenco completo dei relatori, clicca qui.

Al 20 ottobre!

 

11 settembre 2006 – "mare e sole di settembre"

 

Con una settimana all'isola d'Elba si è chiusa anche questa estate.
E' un appuntameno ormai rituale, che trascorro a casa del mio amico Milvio e della sua famiglia.
Milvio è l'unica persona alla quale canto alcune canzoni accompagnandomi con la chitarra. Milvio è il mio pubblico, scandalosamente benevolo: arriva a dire che ho una voce dolce. In verità io strimpello appena la chitarra e fatico non poco a sintonizzare la voce con la tonalità degli accordi. Però ci metto sentimento, forse è quello che coglie il mio amico. E allora, una volta all'anno, gli faccio un piccolo concerto incentrato principalmente sulle canzoni di Guccini, con piccole divagazioni su Lolli, Dalla,… Dallo scorso anno al pubblico si è unita anche Grazia:
Ieri sera abbiamo passato una bellissima serata, con ottimo cibo, abbondante vino, chiacchiere importanti e appunto musica.
In verità la chitarra è un pò una tradizione delle mie vacanze elbane, specie con i bambini del campeggio, come in questa foto del '92:

 


 

 

 
Quest'anno il tempo è stato molto bello e mi sono davvero riposato leggendo, dormendo e facendo il bagno.
Ho passato anche una bellisisma sera con Luisa e Francesco, due persone care alle quali devo molto per il mio libro "L'educazione sentimentale del manager".
Come sempre mi capita, in queste vacanze di fine estate ho anche scritto diverse cose. il senso dei giorni trascorsi mi pare ben sintetizzato in questo testo ancora grezzo:
 
Un ozio attivo
Sì, si può lasciare che il tempo
scivoli pigro sulle nostre ore
come l’acqua salata quando si nuota.
Sì, si può leggere senza studiare
e far scorrere le parole ad una ad una
con un senso che finisce nella pagina girata.
Sì, si può lasciare al sole l’incombenza
di stabilire quando abbandonare il mare
perché l’ombra proiettata ci raffredda
Sì, si può lasciare che le chiacchiere
compongano leggeri passatempi
senza un senso per forza compiuto.
Sì, si può fare tutto questo perché
in fondo lasciarsi andare è un modo
per vedere cose altrimenti nascoste.
 
Questa ed altre cose scritte sono al solito posto, nelle "parole (in) crociate".
 
La prima foto della spiaggia di Sansone è di questi giorni, la seconda l'ha scattata Andrea poco dopo ferragosto:

 

 

 

 

 

Il mare di settembre è davvero magico:

 






Sullo sfondo, nitida, la Capraia, isola a me tanto cara.







 

 



 

 

 

A destra, Andrea: il bagnino tecnologico.

 
Qui sempre con Andrea nel 1991, quando gli avevo da poco insegnato i primi rudimenti del windsurf, sport che mi piace ancora tanto.
 
Ritornato a casa, ho visto con piacere due belli e buoni grappoli di Pizzuttello nero, una delle dodici piantine di uva da tavola, antiche e collaborative del coltivar biologico che ho piantato lo scorso anno con mio cognato. Speriamo che anche il S. Anna di Lipsia, il Pizzuttello bianco, il moscato d'Adda, l'occhio di pernice e il moscato fior d'arancio seguano l'esempio. Per altro, anche il melograno ha già tanti frutti.

 

 

 

Bene, tuffiamoci nell'autunno con buona energia!

 

 

 

3 settembre 2006 – "ferrata in un giorno splendido di inizio settembre"

Sabato 2 settembre, giornata splendida sulle Dolomiti del Brenta, sopra il Grostè. Without words:

Al ritorno, bella cena con Antonio e Diego, amici e compagni della scuola di Counseling, insieme a Giusi e Mauro. Il giorno dopo, con Simo relax sul lago di Garda e visita rituale a Vasco. It's wonderful.

 

30 agosto2006 – "piccole riflessioni fisiologiche"

Piccole riflessioni fisiologiche

Le parole devono

essere leggere

come la neve

che quando cade

ha paura

di far male.

LV 30 agosto 2006

 

 

28 agosto2006 – "passeggiata in montagna"

Fine settimana sulle Dolomiti del Brenta: è sempre bello camminare in montagna e sentire che per arrivare occorre impegnarsi. Lo so, è una retorica di bassa lega ma su di me funziona!

 

20 agosto2006 – "grigliata, chiacchiere, letture e buon vino"

Puntuale come i temporali di ferragosto, venerdì sera classica grigliata chez moi.

Per mettere a tavola tutte queste persone, l'organizzazione è oliata alla perfezione. Arriva Vinicio e prepara la griglia, Pier Paolo ci delizia con sontuose bottiglie di vino, Beppe è addetto al piatto forte, la carne: costine, fiorentine chianine, pancetta, salsiccia…

Qualcuno porta la cocomera, qualcun altro il dolce, io mi concentro sul mettere a disposizione il sito, fornire insalata, pane e…liquori e sigari al top, apparecchiare e lavare piatti e posate e bicchieri! Quest'anno c'erano anche straordinari porcini freschi raccolti in mattinata da Pier Paolo e Gigi, il signor Vitellone (sulla cui testa lucida appoggio la mano):

La grigliata è stata anche l'occasione per la presentazione ufficiale di "Armentarola – Falzarego e ritorno". Stefano ci ha fatto la sorpresa di una bellissima e buona torta con dedica (Agli autori scrittori Lauro, Carlo e Beppe):

Immancabile lettura semi seria di alcuni brani, compreso un commovente ricordo di un amico che pochi mesi fa se ne è andato:

Serata leggera e piacevole, una sintesi dello spirito che ben ha colto Judith nella prefazione di "Armentarola e Falzarego". Immancabile partita a pigugno: io e Beppe abbiamo perso alla bella con Adriano e Gigi. Ad un certo punto ho commentato una giocata ardita di Beppe, mio socio incommensurabilmente più bravo di me, al che mi fa: "Sta mò a vader che adesa mè a t'insegn a screvèr e tè t'misegn a zughèr a chert!" E giù risate. Come quando Vinicio raccontava dell'ultima battuta a caccia di caprioli, rigorosamente all'interno del piano di abbattimento provinciale, e noi ironizzavamo sul fatto che Carlo ha moglie e figlia vegetariane. Poi Fausto non ha potuto non dire: "Mi piacerebbe dare un fucile anche ai caprioli". Ho sentito un rumore nel bosco: forse erano i due caprioli, che mi hanno massacrato il pesco e che mangiano il tronco delle giovani acacie, che annuivano. Mentre finivo di lavare i piatti, erano circa le quattro, mi è salito dal cuore un fischio: era la melodia de "Gli amici", di Guccini.

 

 

 

 

 
12 agosto2006 – "Stromboli" mare, sole, riposo e vulcano

Da poche ore sono rientrato da due settimane tonificanti a Stromboli. Era da dodici anni che non facevo quindici giorni di fila nello stesso posto. In verità mi preoccupava l'idea di andare al mare in agosto ma devo dire che ho trovato ampi spazi senza nessun affollamento. Ad esempio, questa è la spiaggia di Forgiavecchia, raggiungibile sia in barca che a piedi, il sei agosto all'una. Sopra c'è piccola sciara a forma di cuore, da molto tempo non più utilizzata dal vulcano, uno dei cinque al mondo ad essere perennemente in funzione.

 

 

 

Dal lato opposto è invece attiva la sciara del fuoco, un canalone immenso dal quale rotolano i massi che il vulcano ogni dieci minuti circa erutta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prima si sente un rumore che sembra un tuono, poi un pennacchio di fumo si leva in aria e dopo si vedono i massi rotolare e, dopo un bel pò di tempo, tuffarsi in acqua ancora caldi:

Di notte, sia dal mare che da un sentiero che porta fino ai crateri (oltre i 400 metri è indispensabile essere accompagnati da apposite guide) lo spettacolo è maestoso ed emozionante.

 

 

 

Alternare giorni di ozio e sole, leggendo in pace, a brevi escursioni è un ottimo modo per riposarsi e contemporaneamente godersi l'arcipelago delle Eolie che è davvero bello.

Qui con Simo siamo a Panarea sul promontorio che protegge Calajunco, dove ci sono i resti di un villaggio miceneo del 1.400 a.c.:

Sotto, una strada di Lipari vecchia e l'insettone con il quale abbiamo girato l'isola:

Pollara, a Salina, con la casa di Neruda utilizzata per le riprese de "Il postino", interpretato magistralmente da Philippe Noiret e dal mai abbastanza compianto Massimo Troisi (Mario, il postino). Poi i vigneti della famosa malvasia:

Infine, un pò di colori a Ginostra, nuvole ("Vanno, vengono…e prendono la forma dell'airone o della pecora o di qualche altra bestia, ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri…certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare…vanno vengono ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai…per una vera mille sono finte e si mettono tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia…") a Stromboli:

Mi è molto piaciuta questa piccolissima isola. Gli affezionati del posto dicono che rispetto a dieci anni fa Stromboli è molto più turistica. Ma a me è piaciuto girare per le sue piccole strade costeggiate dai muri bianchi dai quali scendono gelsomini struggentemente profumati, oleandri davvero grandi, bouganville e ibiscus dai vivi colori. Niente macchine, anche i carabinieri girano con furgongini elettrici, tipo playmobil.

Di giorno mare e piccole escursioni, di sera relax con buon vino e ottimo tabacco che sfrigolava nella mia pipa.

E poi tanti libri e chiacchiere e pensieri.

Sì, una buona e gustosa vacanza!

 

 

 

23 luglio2006 – "Buon caldo a tutti!"

 

15 luglio2006 – "Counseling, Mondiali e Andalusia"

Eccomi a casa, dopo un fine settimana a Milano, alla Scuola di Counseling, e cinque giorni in Andalusia.

Qui sono con Alberto, Carlo ed Elisabetta, il nove luglio, giorno del mio compleanno. Anche questi cari amici e compagni di scuola sono del Cancro.

Sabato ho discusso la relazione finale su "Il colloquio di Counseling" e di fatto ho terminato: sono diplomato e posso esercitare la professione. E vai!!! Sotto, mentre illustro la relazione e spiego la decontaminazione degli Stati dell'Io. Ho fatto la relazione con Simonetta, che ha trattato un caso aziendale.

 

Domenica ho assistito alla vittoria dell'Italia (Campioni del Mondo!) poi, al mattino presto, siamo partiti, io e Simo, per Siviglia: 47 gradi, senza umidità per fortuna. Camminate nel centro storico, visita alla Cattedrale e ad altri bei posti. Mercoled¡ siamo andati a Granada in treno: l'Alhambra, il quartiere Albaycin, il museo Garcia Lorca…

Qui mi sono divertito a fotografare questa promozione pseudopsicologica, visto che avevamo appena terminato la scuola di Counseling:

Altre foto…

 

Io e Simo all'Alhambra. Sullo sfondo El Albacyìn, "el barrio que mejor refleja la esencia de Granada".

Sotto, uno dei tanti giardini del Generalife:

Sotto, la casa estiva di Federico Garcia Lorca. Il balcone è quello della camera da letto conservata, come tutta l'abitazione, in modo molto rigoroso. Sullo scrittoio c'è un libro aperto sulla poesia Congedo: "Quando morirò,/lasciate il mio balcone aperto./Il bambino mangia aranci./(Dal mio balcone lo vedo)./Il mietitore taglia il grano./(Dal mio balcone lo sento)./Quando morirò/lasciate il mio balcone aperto".

Non solo cultura ma anche buoni, a volte ottimi, ristoranti: cerveza, vino, tabacco e relax. Mi piace viaggiare!

 

14 luglio2006 – "Counseling y Andalucia"

Hotel Dauro, Calle Navas, 5 Granada. (gioved¡ 14 luglio ore 13,30)

Sabato e domenica, a Milano, ho terminato la Scuola triennale di Counseling: sono diplomato ufficialmente e posso esercitare la professione!

Domenica ho compiuto 51 anni ed ho assistito alla vittoria dell'Italia: Campioni del Mondo!

Poi, al mattino presto, siamo partiti, io e Simo, per Siviglia: 47 gradi, senza umidita` per fortuna. Camminate nel centro storico, visita alla Cattedrale e ad altri bei posti. Mercoled¡, Granada: l'Alhambra, il quartiere Albaycin, il museo Garcia Lorca…

Buoni, a volte ottimi, ristoranti: cerveza, vino, tabacco e relax.

Tra poche ore il treno per Siviglia e domani Italia. Mettero´ qualche fotografia e qualche commento in piu´. Mi piace viaggiare!

 

6 luglio2006 – "Hardiness, come affrontare situazioni stressogene in modo positivo"

Ho partecipato, martedì scorso, a questo evento:

Più che la parte teorica, incentrata sul concetto di resilienza (capacità di affrontare situazioni stressogene mantenendo il controllo di sè ed un alto livello di reattività), ho apprezzato il panel composto da: Claudio Bastrentaz (scalatore e guida alpina che ha aiutato Bruno Brunod a tentare, nel 2005, la scalata dell'Everest senza ossigeno), Roberto Campaci (responsabile settore giovanile sci di fondo), Francesco Galanzino (imprenditore e sportivo, che sta tentando a piedi e in totale autosufficienza il grande slam dei deserti in soli otto mesi: Gobi – Cina, Atacama – Cile, Sahara – Egitto, Antartide – Polo Sud), Roberto Tamburri (dirigente agonistico squadra nazionale di triathlon), Alessio Tavecchio (a 23 anni è rimasto immobilizzato su una sedia a rotelle e da allora ha vinto diverse medaglie alle Olimpiadi di nuoto per disabili e creato una fondazione per l'accoglienza, la formazione e sport, trasporto disabili…), Dario Balasso (ingegnere e psicologo clinico che ha approfondito il problema dell'affaticamento e delle patologie associate allo stress) e Pietro Trabucchi (psicologo della squadre nazionali di triathlon e sci nordico)

Il video dell'impresa di Bruno Brunod mi ha colpito perchè quando, a quota 8.150, decide di rinunciare, lo si sente sereno e per niente perdente: "Ho portato a casa le mie dita, i miei piedi, penso ai miei figli. So che ce la posso fare" .

Di Roberto Campaci ricordo la riflessione che un eccessivo benessere contrasta con la volontà di sacrificio e la resilienza ("I maggiori campioni di fondo non provengono dalle zone ricche di Bormio, dove tutti si dedicano al turismo e agli affari, ma dall'alto Veneto e dal Friuli").

Francesco Galanzino mi ha lasciato il concetto di atomizzare i grandi problemi per renderli affrontabili ("devo essere autosufficiente e nel mio zaino di nove kg portare tutto e solo l'indispensabile…gli organizzatori ci comunicano il percorso solamente tre giorni prima…")

Roberto Tamburri ha sottolineato che delle tre carattaristiche fondamentali di un campione (predisposizione genetica, allenamento e forza psicologica) è proprio la forza psicologica e la resilienza a fare la differenza ("le altre due ormai ce l'hanno tutti, altrimenti non entri alle Olimpiadi"), aggiungendo interessanti considerazioni sulle dinamiche di gruppo e sulla gestione degli insuccessi intermedi (il triathlon olimpico si basa su 1.500 mt di nuoto, 40 km di bici e 10.000 mt di corsa).

Alessandro Tavecchio mi ha colpito per la forza di ricominciare, che ha stupito prima di tutto se stesso, che si considerava ed era considerato, prima dell'incidente, un debole insoddisfatto.

Dario Balasso ha evidenziato l'importanza del coraggio di fare delle scelte e la capacità di trasformare i bisogni in sogni.

Pietro Trabucchi ha sottolineato come l'atleta sia un risolutore di difficoltà, da quelle fisiche a quelle organizzative ed economiche ed ha presentato un interessante programma rivolto anche ai bambini molto piccoli per allenarsi, aiutati anche dai genitori, alla resilienza, da lui definita come il rapporto tra l'ambiente e la personalità individuale.

Ho riflettuto, durante questo seminario, sull'importanza che un manager sappia essere resiliente perchè è contagioso ed una sua negativa capacità di gestire le situazioni stressogene si propaga tutto intorno alle altre persone, dai collaboratori ai clienti. Sono ancora più convinto di aver fatto proprio bene ad investire tanto tempo nella scuola triennale di counseling!

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