Articoli secondo semestre 2009

di Lauro Venturi il 1 luglio 2009

 

31dicembre 2009: "Il Salento d'inverno"
VIDEO
 

24 dicembre 2009: "Natale"

Se non un'idiosincrasia, ho però poca familiarità con queste feste familiari dove tutto sembra morbido e buono. Però gli auguri non fanno male, quindi di cuore – a tutte le naviganti ed i naviganti del mio sito – un buon 2010 senza troppi superlativi. Lauro

22 dicembre 2009: "Neve di dicembre, come Dio comanda!"

 

 

 
19 dicembre 2009: "La neve porta Jimmy Villotti"

Che bella serata! Osteria con gli amici, chiacchiere e vino. Poi vengo chiamato per fare qualche segno a briscola.

Chi è il mio avversario? Jimmy Villotti, il chitarrista per definizione (Jimmiy ballando ballando…), un grande strumentista jazz, orchestrale con Guccini, Paolo Conte, Ornella Vanoni…

Come tutte le persone di spessore, una grande modestia. Un'ora davvero bella, a due chilometri da casa mia, con vino e (sigaro) toscano: non dico com'è finita la briscola….

Poi ho lasciato l'automobile sulla strada e mi sono incamminato a piedi verso casa. La natura ci insegna e ci tranquillizza. Solo le mie orme disturbano con delicatezza la neve, che cade comunque…

16 dicembre 2009: "Cade la neve…"

"…La terra stanca sotto la neve dorme il silenzio di un sonno greve, l'inverno raccoglie la sua fatica di mille secoli, da un'alba antica….Vedrai la neve se ne andrà domani, rifioriranno le gioie passate col vento caldo di un'altra estate". Così cantava il grande Fabrizio De Andrè e quindi non devo inventarmi parole. La neve, comunque, mi piace e se ne viene anche di più…benvenuta!

 

11 dicembre 2009: "L'ultima nuvola all'ipercoop"

Coop Estense ha messo in cantiere una bella iniziativa: "Parole D.O.C., la tua terra si racconta".

Offre agli scrittori locali uno spazio nei propri ipermercati per promuovere i loro libri. L'editoria è un animale strano, come in tanti altri settori c'è stata una concentrazione fortissima e pochi buyer decidono cosa va sugli scaffali. A parte rarissime eccezioni, non è l'opera ma lo scrittore a venire promosso, con un meccanismo di pianificazione assolutamente identico a tutti i prodotti analizzati in chiave di marketing. Decidere poi se si leggono cose buone o se diventono buone quelle spinte dalla promozione è difficile. Rimango sempre e comunque del parere che alla fine è il mercato, nel nostro caso il lettore, che ha l'ultima parola.

"Basta poco a fare impressione, basta poco, basta andare in televisione…" canta il grande Blasco. Però è un poco tanto. Ciò comunque non deve indurre chi, come me, scrive innanzitutto per diletto. Si può tradurre in un buon prodotto la propria opera, senza deliri di onnipotenza e senza rancori alcuni.

E' chiaro che non essendo famoso devo prima di tutto crederci io in ciò che scrivo, e tirarmi su le maniche per farlo conoscere, utilizzando le mie reti di consocenze, internet, You Tube, e chi più ne ha più ne metta. In fondo, vendere diverse centinaia di copie, fare una decina di presentazioni, avere qualche articolo e alcune recensioni è tantissimo.

Aldilà dei risultati concreti, l'iniziativa di Coop Estense è proprio pregevole perchè aiuta chi come me si da da fare. Come tutte le cose, facendo si migliora e probabilmente gli esperti, che in Coop non mancano, vedranno che la strategia "pull" non è efficace per vendere libri di emeriti sconosciuti e, quindi, mi piacerebbe che si studiassero iniziative volte a "spingere" questi prodotti locali, che comunque sono un piccolo pezzo della cultura dei nostri territori.

Bè, comunque all'ipercoop di Vignola c'è anche L'ultima nuvola. Grazie!

 

8 dicembre 2009: "Perchè un manager scrive romanzi?"

Perche un manager scrive romanzi? Per diletto, s'intende…

VIDEO

 

30 novembre 2009: "Le due guerre del magistrato Giancarlo Caselli"

Bella serata con Giancarlo Caselli, venerdì sera a Vignola. Un magistrato di cui l'Italia dovrebbe andare fiera. Da buon uomo di Stato ha combattuto le Brigate Rosse e la Mafia, ma in questo ultimo caso i bastoni tra le ruote sono stati molteplici. Leggendo il suo ultimo libro "Le due guerre" si capisce perchè. Sotto al suo libro spunta timida la copertina de “L’ultima nuvola”. Ho potuto consegnargliela perché Anna di Libera è di una generosità infinita. L’ha apprezzato perchè ci sono alcuni camei su Falcone e Borsellino, il Capitano Ultimo e il Generale Dalla Chiesa, con il quale collaborò lungamente a Torino. Proprio in questo periodo fa bene ricordare che esiste davvero chi combatte la Mafia: a queste persone dobbiamo un pò della nostra libertà, senza se e e senza ma.
Proprio in questo periodo fa bene ricordare chi combatte la mafia per davvero e a queste persone dobbiamo un po’ della nostra libertà, senza se e senza ma.

 

 

 

27 novembre 2009: "Ciao Piero!"

Questa mattina è morto Piero, un mio amico dell'adolescenza.

Insieme a Gianni, Giampiero, Massimo, Claudio e Giannino avevamo fondato a Castelvetro il Club dei 19: non ricordo perchè quel nome. Ci eravamo immaginati anche un complesso e lui era addetto al controllo audio e visivo.

Da tempo era molto ma molto ammalato, non si muoveva, non si alimentava più autonomamente: sua madre e sua sorella lo curavano con un amore intenso e naturale.

Ogni tanto lo andavo a trovare e mi riconosceva. All'inizio grosse lacrime scendevano dai suoi occhi, poi quando mi avvicinavo e nell'orecchio gli canticchiavo "Mi son preso lo squelo per una sporca muchacha, che per quatro pesetas m'ha venduto la…" rideva soddisfatto.

Ci conoscevamo da bambini, nella foto sotto siamo nel 1963. Non è un paesino del meridione, ma Castelvetro. La signora con il fazzoletto e la testa bassa è mia mamma:

 

Ciao Piero, che adesso ti possa godere tutta la pace e la leggerezza di cui hai diritto!

A proposito, ne "L'educazione sentimentale del manager" Piero è Sandro, adesso si può dire.

 
22 novembre 2009: "Catastrofe a Pigugno"

Un giocatore, che per garantire la privacy chiameremo…diciamo…Sandro, gioca l'asso di spadi per andare a cercare la "decima".

Io gioco l'asso di denari, il compagno di Sandro (diciamo sempre per dire che si chiami Carlo) ha proprio l'ultima spada, il tre.

Dulcis in fundo, il mio compagno Beppe ci spara l'asso di coppe. Per i nostri avversari, una vera e propria Caporetto!

Per gli amanti del Pigugno, noi giochiamo con la variante che il Pigugno 8 non è il fante di spade, ma il fante dello stesso colore del primo tre che prende. Ah no?

20 novembre 2009: "Niente regali alle mafie: i beni sequestrati sono cosa nostra"

Firma subito l'appello di Libera, l'associazione contro le mafie messa in piedi dallo splendido e infaticabile don Luigi Ciotti. Un "piccolo" inserto della Finanziaria prevede di vendere i beni confiscati alla mafia, così questa, con i soliti prestanome, se li ricompra. E invece si sono già fatte bellissime cose concrete su quelle terre, produzioni di ortaggi e di grano, vigneti, ogni ben di dio.

Firma

 

17 novembre 2009: "Ci sono anche poliziotti che per catturare i boss anticipano le spese di tasca propria"

Proprio per evitare che i casi come quello di Stefano Cucchi, massacrato mentre era in stato di arresto e lasciato morire nelle patrie galere (od ospedali), portino a ingenerose generalizzazioni, mi piace riprendere la notizia sulla cattura del pericoloso boss Mimmo Raccuglia. Un poliziotto della sezione “Catturandi” di Palermo dice, sommesso: “Per favore, non chiamateci eroi perché arrestiamo i boss latitanti, questo è il nostro lavoro. Piuttosto, chiamateci eroi perché siamo dei dipendenti statali che pagano di tasca propria per lavorare al meglio".
Infatti, da mesi non ci sono soldi per le missioni fuori sede dei poliziotti più famosi d'Italia, quelli che hanno arrestato Raccuglia e, prima di lui, Lo Piccolo e Provenzano. I tagli al comparto sicurezza comportano che i rimborsi per le missioni fuori città siano bloccati da mesi, gli straordinari vengano pesantemente decurtati e i rimborsi per i pasti durante le missioni arrivino con nove mesi di ritardo. E questi servitori dello Stato (che Brunetta ha chiamato “panzoni che stanno in ufficio”) i soldi li hanno anticipati di tasca loro, pur di raggiungere l’obiettivo. E davvero non è che prendano stipendi d’oro, anzi…
E allora: chapeau per queste persone e per l’esempio che ci danno, portando un pò dis peranza in questa Italia malandata e stretta tra furbizie e scorciatoie per i potenti: loro lavorano concretamente senza demotivarsi.
Anche per questo ne “L’ultima nuvola” ho messo il lungo inserto sul capitano Ultimo. Non li ricordiamo mai abbastanza.

PS: cosa penseranno questi poliziotti, del fatto che un emendamento alla Finanziaria votato dal Senato consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie se entro novanta giorni non vengono asegnati? Sicuramente che i boss mafiosi potranno ricomprarseli, tradendo l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività. Queste considerazioni non sono di destra o di sinistra, perdio!

 

10 novembre 2009: "E questo sarebbe un cristiano?"

E questo è un cristiano? Per lui Stefano Cucchi è morto perchè la droga aveva devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente…
Proprio perchè era un a larva ed uno zoombie (sempre parole del nostro) andava accolto con pietà e compassione: che prova di eroismo pestarlo a sangue, quattro o cinque contro uno. N
on so dire se Giovanardi mi fa più rabbia, pena, schifo o malinconia!
PS: mi sarebbe piaciuto che Fazio Fabio avesse chiesto a Fini cosa ci faceva nella sala operativa, a Genova durante il G8 del 2001, a proposito di casi in cui i diritti umani vengono congelati. da parte mia cerco come e quando posso di tenere viva la memoria su questi brutti episodi.
 
 
 
2 novembre 2009: "Ciao Alda, piccola ape furibonda!"

Ieri è morta, a settantotto anni, la grande poetessa Alda Merini, che si definiva una piccola ape furibonda.

Ho da poco finito il suo libro "L'altra verità, diario di una diversa": essere poetici parlando del manicomio e della malattia mentale è di per sè una grande impresa. Saperlo fare raccontando un'esperienza vissuta, bè, è oltre. Senza mai cedere alla banale denuncia, la Merini colora senza ambiguità la sua esperienza e ci offre una riflessione preziosa sul fatto che i ricchi siano depressi ed i poveri (am)malati di mente.
"L'uomo è socialmente cattivo, un cattivo soggetto. E quando trova una tortora, qualcuno che parla troppo piano, qualcuno che piange, gli butta addosso le proprie colpe, e, così, nascono i pazzi. Perchè la pazzia, amici miei, non esiste. Esiste soltanto nei riflessi onirici del sonno e in quel terrore che abbiamo tutti, inveterato, di perdere la nostra ragione" AM

PS: oggi sono trentaquattro anni che è stato assassinato Pier Paolo Pasolini, anche se sono agnostico mi piace pensare che leggeranno insieme tante poesie.

Sogno d’amore
Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso

A.M.

31 ottobre 2009: "Non si potrà mai essere felici in mezzo all'infelicità"

Ottobre, con la sua "grande bellezza" finisce davvero. Oggi rilassante giornata a mettere via trattorino, tagliaerba, decespugliatore… Mi piace fare le piccole manutenzioni e preparare ciò che servirà per l'inverno.

Sono però molto triste per la vicenda di Stefano Cucchi: e se fosse nostro figlio, o un nostro amico, o nostro fratello? Non possiamo essere insensibili a tutto!

Non me la sento di mettere una foto del bel paesaggio autunnale che circonda la mia casa: becciamoci questi pugni allo stomaco, per dio!

30 ottobre 2009: "Un pò d'estate"

Ho poco tempo per aggiornare il sito, sta venendo una nebbiolina così così, e allora un pò di ricordi del sole.

 

16 ottobre 2009: "Le due facce della crisi: le banche e le imprese"

Mi fa particolarmente piacere relazionare a questo seminario. Il tema della crisi e dell'impatto sulle PMI mi è particolarmente caro. Già un anno fa utilizzavo gli spazi offerti per rimarcare la gravità della cosa.

Video 1

Video 2

Video 3

La questione mi ha talmente reso che questo argomento della crisi finanziaria è la tracca conduttrice del nuovo romanzo al quale sto lavorando.

 

10 ottobre 2009: "Hasta siempre comandante!"

Ieri sono stati 42 che hanno ucciso Ernesto (Che) Guevara. Rimane un'icona di ribellione, di costruzione e di ricerca della giustizia, anche a costo della propria vita. Fece una delle riforme sanitarie forse ancora oggi migliori al mondo. Capì l'importanza delle relazioni internazionali in tempi lontani, univa passione e ragione. Da ragazzo (come ho scritto ne L'educazione sentimentale del manager 8) ha rappresentato per me un positivo riferimento e credo che anche adesso andremmo meglio se invece di tronisti rintronati i modelli (da prendere sempre con le pinze) fossero un pelino più robusti.

Non c'entra più di tanto, davvero, la politica nè l'ideologia, è qualcosa che va più al cuore che alla testa. Non mi vergogno a pubblicare sotto una mia foto del 1975, nè a tenere ancora in camera il suo poster con un aforisma molto attuale: "Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza"

 

 

1975

 

4 ottobre 2009: "Appennino in ottobre"

Una bella domenica di inizio ottobre 2009, tra la Croce Arcana, il Lago Scaffaiolo ed il Corno alle Scale. Colori che ricordano paesaggi scozzesi, un buon silenzio e le gambe che camminano per ore, facendoti sentire che il tuo corpo c'è ancora. Cose facili e semplici, per questo tanto piene! Per altro, a pochi chilometri da questi posti si trova Poggiolforato, dove sono ambientate diverse pagine de "". Fa bene tornare nei luoghi che ti appartengono.


1 ottobre 2009: "L'Harley cavalca le mie colline"

A fine settembre, tra il paese delle ciliegie (Vignola) e quello del lambrusco (Castelvetro) una bella cavalcata sulle colline di Villabianca.

video

 

30 settembre 2009: "Il valore delle radici"

Oggi, 30 settembre 2009, mio babbo avrebbe compiuto 95 anni. Cosa è più giusto di "Radici", la grande canzone di Francesco Guccini, come pretesto per ripensare alle proprie origini? Cercando un radicamento è indispensabile in questi tempi di transizione. E poi la piacevolezza di riprendere in video la bella collina che si prepara all'autunno, senza nostalgie, che sono un lusso da ricchi.

VIDEO

 

29 settembre 2009: "L'ultima nuvola ed i Giovani Imprenditori: una serata ricca di ragione ed emozione "

La presentazione de “L'ultima nuvola” ai Giovani Imprenditori CNA è stata un’esperienza interessante ed anche coinvolgente dal punto di vista emotivo.

Paolo, un ingegnere informatico, ha introdotto leggendo una mail che mi aveva inviato dopo avere letto “L'educazione sentimentale del manager”. Il libro lo aveva molto colpito e si era riconosciuto in quel Lauro ragazzo di un tempo. Oltre a dirmi le sue impressioni ed a complimentarsi, mi chiedeva alcuni consigli sul suo sviluppo imprenditoriale. Paolo ha poi letto anche la mia risposta che gli è stata, sostiene, di grande aiuto.Da precisare che noi due ci siamo conosciuti dopo quel primo scambio di mail: da allora è nata una bella relazione.

Durante la serata, mi ha colpito la curiosità di questi giovani imprenditori e, soprattutto, il loro approccio di fronte alla crisi: pur senza nulla sminuire, sono animati da una forte voglia di darsi da fare e di non aspettare il mutamento del quadro macro economico: mettono in pratica ciò che mi piace ripetere, e cioè che il futuro non si prevede ma si inventa!

Anche sotto le nuvole della crisi si intravedono raggi di speranza, che fanno proprio bene!

La serata poi è proseguita in pizzeria, tra il parlare di cose serie e lo scherzare di gusto: grande bella opportunità, della quale ringrazio Luisa, animatrice instancabile di questo bel gruppo!

 

25 settembre 2009: "Si scollina"

Ormai l'estate ci sta salutando e l'autunno con garbo si presenta. Le luci sono più morbide, i colori più rotondi. E' una bella stagione, comunque. Cavalcare con calma le mie colline è sempre un grande piacere ed ogni volta si scopre qualche cosa di nuovo. La pace va preparata.

Foto di Paolo Berni

 

20 settembre 2009: "L'ultima nuvola ed i Giovani Imprenditori"

L'ultima nuvola è un libro che parla (anche) del valore del lavoro, perchè, come scrive Primo Levi, "se si escudono istanti prodigiosi che il destino ci può donare, amare il proprio lavoro…costituisce la migliore approssimazione alla felicità sulla terra".

Il contesto dei Giovani Imprenditori di CNA è ideale per parlare di questo e ringrazio di cuore la vulcanica Luisa per avere organizzato l'incontro. Mi fa poi particolarmente piacere perchè da trent'anni lavoro in questo sistema associativo, che mi ha regalato un'invidiabile sviluppo professionale e personale. Sarà sicuramente una bella serata.

invito

 

14 settembre 2009: "sCiao estate!"

Come ogni anno ho chiuso le ferie estive alla spiaggia del Sansone, accolto dal mio amico Milvio e dalla sua famiglia. Relax completo, chiacchiere leggere, abbondanti letture, leggerezza.

Questa mattina a Portoferraio c'erano 28 gradi ed un leggero scirocco. A Livorno acqua a non finire e qui tempo autunnale. Se settembre è il mese dei ripensamenti, per uno metereopatico come me è meglio rimandare. Alla prossima!

 

 

 

 

E' tutta una finta, l'attività prevalente all'Elba è di gran lunga questa:

 

3 settembre 2009: "I bikers castelvetresi in Corsica"

Mercoledì 3 settembre 2009, ore 4 in piazza Dama a Castelvetro. Chi in moto chi in scooter, siamo tutti pronti ed eccitati come bambini in gita scolastica: Andrea, Beppe, Carletto, Ciccio, Giannino, Gigi, Luca, Massimo, Pepèn, Pierluigi, Sandro, Stefano,Vittorio ed io. A Livorno, confermando di essere un grande, ci ha raggiunti Junio, qui sorridente con la sua maglietta a righe.

 

Appena partiti, Sandro vìola la norma imposta da me e Massimo: letture ammesse solamente i menù ed i cartelli stradali. Vittorio medita.

 

Prima tappa: Nonza

 

 

La mitica Harley a Nonza

Stefano potrebbe essere assunto da una società che vuole promuovere gli effetti benefici delel vacanze:

Saliamo in fila indiana e con grande correttezza verso uno dei tanti paesini abbarbicati sui monti:

 

La faccia disperata e schifata di Beppe alla vista dell'insalata (nulla al confronto di quella di Sandro quando gli servono le belle salsine corse).

 

Qui è più rilassato, la situazione aiuta…

Bonifacio, con un vento da uomini grandi

 

Il macho Carletto…

 

 

Qui sotto è un pò più serio. Anche Sandro non è proprio che sorrida, ma la privacy mi impone di non spiegare il perchè…

Le moto sono pronte per l'imbarco del rientro:

Sul ponte, riprende l'attività culturale del gruppo dei bikers castelvetresi:

Un'esilarante performance di Luca, che se mi autorizza metterò anche in video

Millecento chilometri in compagnia, un gran lusso! Organizzazione perfetta curata da Gigi e Beppe.

Questa bella abitudine del giro in moto è stata inaugurata lo scorso anno, quando i miei amici sono venuti alla presentazione 8 in anteprima de "L'ultima nuvola" a Capoliveri 8. Continueremo a fare i nostri giri, perchè le belle abitudini non vanno mai perse!

 

28 agosto 2009: "Grigliata di fine estate"

28 agosto 2009: la solita grigliata chez moi. Quest'anno Pierpaolo ha portato un magnum di 12 litri di Tattinger. Solamente gli espedienti per raffreddarlo varrebbero la serata. E poi tutte le discussioni infinite: "Ce la farete poi a finirlo? Una volta aperto…" Alle dieci e mezza di sera non ce n'era più, e sono andate vie altre cinque bottiglie. E' vero che eravamo in dodici, ma la media rimane comunque importante. Chiacchiere, vino, carne, stelle ed amicizia hanno rinnovato un rito che non si appanna e che non annoia. E' una fortuna da preservare.

Ecco Vinicio, che ha finito di cuocere tutta la carne e si concede una pausa al desco.

 

L'aria soddisfatta di Beppe sintetizza la serata…

 

Pierpaolo finalmente rilassato, perchè ha appurato che la temperatura del vino è giusta.

 

Il grande Paolino si è affezionato:

 

Beppe ha portato uno straordinario Toscano, con il quale, pur con esiti diversi, quasi tutti si sono cimentati. La privacy impone di non fare ulteriori commenti…

 

 

Stefano guarda estasiato il cielo…

Luca e Sandro protetti da un tramonto maestoso:

La parte pubblica finisce qui!

 

31 agosto 2009: "Marocco: persone"

Una delle cose più belle, durante i viaggi, è per me osservare le eprsone. Cerco di fotografarle senza troppa insistenza, ma la voglia di portare a casa qualche immagine è troppo forte. Tra tutte le immagini metto per prima questa di due ragazze che fanno il bagno, una in costume, l'altra tutta coperta. Mi sembra un bel messaggio su come le diversità possano convivere.

 

Una cosa che mi ha fatto sorridere è che i motorini sfrecciano, insieme a biciclette, muli, persone…, in mezzo ai vicoli davvero stretti della Medina. Poichè gli specchietti sarebbero un intralcio, ecco la soluzione:

L'approccio alla norma si apprende in fretta: ci vuole il casco? Eccolo, ben cucito con delle graffette!

All'aeroporto di Casablanca è stato un macello. Aldilà dei continui ritardi, quando il volo è stato annunciato le persone, in maggioranza Marocchini che rientravano in Italia, hanno iniziato a spingere. I poliziotti hanno perso la testa e, incuranti dei bambini e degli anziani, hanno chiuso le porte rischiando che venissero sfondate dalla massa di gente che non ragionava più. Caricati finalmente sulla navetta, quando le prime persone sono arrivate al portellone è stato detto loro che l'aereo non era ancora pronto. Così gentinaia di noi siamo rimasti in mezzo alla pista per mezz'ora, mentre l'autobotte faceva rifornimento e gli aerei rullavano davvero vicini: alla faccia della sicurezza di un aeroporto certificato Iso 9001.

Nonostante l'hostess un pò suonata della compagnia aerea lituana (la Royal Air Marocc era in sciopero perchè i piloti protestano contro l'assunzione di troppi stranìeri, è vero!) avesse annunciato la discesa su Madrid, siamo arrivati a Milano.

Un bel viaggio, con questa assurda Clio berlinizzata, che però ci ha portati senza problemi da Marrakech a Ouarzazate, Erfoud, Merzouga, Meknès, Fes, fino a Oujiida, per cinque bei giorni di mare a Saidia.

Viaggiare è sempre bellissimo. Alla prossima!

 

28 agosto 2009: "Marocco: spezie e colori"

Peccato che internet non possa veicolare i profumi. Accontentiamoci dei colori delle spezie e degli ortaggi, una caratteristica indelebile delle Medine:

 

26 agosto 2009: "Marocco: porte e case rosse"

Da Marrakech in poi, mi hanno molto colpito le porte delle case, vere e proprie opere d'arte.

Anche il rosso intenso delle case non passa inosservato…

La foto seguente è della kasbah Ait Benhhaddou, famosa perchè vi hanno girato diverse scene de "Il Gladiatore". Si trova vicino a Ouarzazate, nota per gli studios nei quali hanno girato diversi film attinenti al deserto ed al mondo arabo (non ultimo, "La tigre e la neve" di Benigni). Questi villaggi fortificati del popolo berbero hanno le case costruite con un impasto di terra e paglia.

Questa invece è la città romana di Volubilis, situata in una piana a nord di Fes e Meknès, davvero straordinaria. Molto belli gli affreschi ancora ben visibili.

 

23 agosto 2009: "Marocco: deserto and more…"

Con l'avvento delle macchine fotografiche digitali aumenta in modo esponenziale il numero di foto che si fanno. Per chi come me era già abulimico anche con i rullini, figurarsi adesso…

Allora faccio un gioco: se dovessi salvarne una sola? Eccola!

Mi ricorda un bel giorno di agosto, vero il tramonto. Lasciato il campo tendato"La belle ètolie" via in cammello, che si è fermato alla base della duna più grande di Merzouga. A piedi, fin sulla sommità, per spaziare in un paesaggio che solo il silenzio può raccontare. Oppure, un ultimo sguardo prima di scollinare di là, accompagnati da una guida competente.

 

Altre immagini, che arricchirò un pò alla volta, senza fretta. Scritta inequivocabile, in dialetto modenese….

 

10 agosto 2009: "Marocco"

6 agosto 2009: "Carmina non dant panem"

Appello ai naviganti: lettori e alle lettrici, mi sono rimaste circa trecento copie de "L'ultima nuvola". Sono globalmente soddisfatto del risultato, delle presentazioni (a fine settembre è in programma quella con i Giovani Imprenditori di CNA) e dei commenti che il libro ha ricevuto. Ho deciso io di pubblicarlo con un editore minore, come primo romanzo non volevo finisse negli scaffali del management. Non sono pentito di questa scelta, ma adesso mi trovo con un problema gestionale che non pensavo di dover risolvere. Quasi nessuno poi è un buon manager di se stesso, ed è giusto che sia così. Scrivo e continuerò a scrivere per diletto, da buon dilettante: anche se non mi aspetto che scrivere dia da vivere, se piazzassi queste trecento copie…

Mi sono detto che non è elegante fare questa promozione, che il libro non è una merce…Ma non è che ci sia un pò di spocchia in questo modo di ragionare? E allora, ecco la mia promozione: cliccate sulla copertina del libro, nella home page, e trovate tutte le informazioni, le recensioni, gli spezzoni di video che sono su You Tube, di tutto e di più. Il modo più semplice è acquistarlo su Internet (basta digitare su qualsiasi motore di ricerca “l’ultima nuvola venturi”), oppure richiedermelo via mail in contrassegno.

È un bel libro, parla del lavoro e dei capi arroganti ed incompetenti, dell’isola d’Elba e del gusto della tavola e della compagnia, di Guccini e del capitano Ultimo, del G8 e della Resistenza, di aquile e di tonni. E di come il benessere stia nella capacità di accettare abbastanza serenamente le cose che non si possono cambiare, di modificare con coraggio quelle che invece sono modificabili e, soprattutto, la saggezza di distinguerle.

Compratelo e leggetelo (o regalatelo): se sarete insoddisfatti, sulla mia parola vi assicuro che vi rimborserò. Buona lettura e buona estate! Lauro!

 

4 agosto 2009: "4 agosto 1974"

Poco dopo l’una del 4 agosto 1974, sul treno che da Roma andava a Monaco, una bomba scoppia sulla carrozza cinque. Per fortuna che l’ordigno è scoppiato subito dopo la galleria di San Benedetto Val di sembro, altrimenti sarebbe stata una carneficina. Nessuna fortuna hanno avuto però le dodici persone che ci hanno lasciato la vita e le quasi cinquanta ferite più o meno gravemente. Come la strage di Brescia, alcuni mesi prima, anche questa ha una chiara matrice fascista. Si dice per altro che su quel treno avrebbe dovuto salire anche Aldo Moro, ucciso poi quattro anni dopo dalle Brigate Rosse: per qualche ragione lo perse e non perse la vita. Senza nessuna autopromozione, per rileggere quegli eventi con le parole ed i sentimenti di allora (e vedere cho era Leone), è molto utile sfogliare il mio libro “L'educazione sentimentale del manager” che nella prima parte riporta proprio i diari dal 1972 al 1978.

 

Chi ha cantato in modo perfetto quella strage è il grande poeta Claudio Lolli: “Piazza, bella piazza” è una filastrocca romantica ed amara. Piazza, bella piazza ci passò una lepre pazza, uno lo cucinò, uno se lo mangiò, uno lo divorò, uno lo torturò, uno lo scorticò, uno lo stritolò, uno lo impiccò e del mignolino ch'era il più piccino più niente restò.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza… Ci passarono dieci morti i tacchi, e i legni degli ufficiali, teste calve, politicanti un metro e mezzo senza le ali, ci passai con la barba lunga per coprire le mie vergogne, ci passai con i pugni in tasca senza sassi per le carogne.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza… Ci passò tutta una città calda e tesa come un'anguilla, si sentiva battere il cuore, ci mancò solo una scintilla; capivamo di essere tanti capivamo di essere forti, il problema era solamente come farlo capire ai morti.

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza… E fu il giorno dello stupore e fu il giorno dell'impotenza, si sentiva battere il cuore, di Leone avrei fatto senza, si sentiva qualcuno urlare "solo fischi per quei maiali, siamo stanchi di ritrovarci solamente a dei funerali".

Piazza, bella piazza, ci passò una lepre pazza… Ci passarono le bandiere un torrente di confusioni in cui sentivo che rinasceva l'energia dei miei giorni buoni, ed eravamo davvero tanti, eravamo davvero forti, una sola contraddizione: quella fila, quei dieci morti.

Qui Lolli è al mio fianco (e di fianco al giudice Libero Mancuso) alla presentazione de "L'educazione sentimentale del manager" (del quale ha scritto una superba prefazion) il 27 febbraio 2006, alla libreria Feltrinelli di Bologna

Qui invece siamo a Rubiera, nell'ottobre 2006, quando a "L'orto dellelle competenze" la mia amica Judith ha messo in scena brani del libro. Da sinistra: il maestro Paolo Capodacqua, Claudio Lolli, io, Ugo Di Ghero ed il regista Francesco Bardi.

 

2 agosto 2009: "Bologna, 2 agosto 1980"

85 morti e 200 feriti

26 luglio 2009: "Probabilmente uscì chiudendo dietro a sè la porta verde"

"Probabilmente uscì chiudendo dietro a sè la porta verde, qualcuno si era alzato a preparargli i fretta un caffè d'orzo…"

Amerigo, una delle più belle canzoni di Guccini e il nome di un prozio di Francesco che "…non so se si girò, non era il tipo d'uomo che si perde in nostalgie da ricchi…" prima di emigrare in America.

La porta verde è quella del mulino di Chicòn (bisnonno di Francesco), che lì ha vissuto da bambino.

Il mulino è appoggiato ovviamente di fianco a un fiume: "…un sogno lungo il suono continuo ed ossessivo che fa il Limetra":

Ci sono passato domenica scorsa, dopo essere stato a Madonna dell'Acero, al Cavone… nei posti raccontati ne "L'ultima nuvola", che il buon Guccini qui tiene in mano (e che contiene proprio una visita a Pàvana del deuteragonista del romanzo, ripresa nel video "L'ultima nuvola a Pàvana"). 

 

 

19 luglio 2009: "Paolo Borsellino"

Diciassette anni fa, in via D'Amelio a Palermo, neanche due mesi dopo Falcone, un altro folle volo: fanno saltare per aria il giudice Paolo Borsellino.

A Falcone e Borsellino ero molto legato, non mi perdevo un articolo o un'intervista. Non posso dimenticare che quando furono costretti ad andare all'Asinara per istruire il maxi processo, poi lo Stato presentò il conto ai due giudici ed ai loro familiari, comprese le bottigliette di acqua minerale. Lo stesso stato (stavolta la minuscola non è un refuso) che non li seppe e in parte non li volle proteggere. Ovviamente questo pensiero è esteso anche alla sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, che appaiono nella prima immagine del video sottoriportato.

Per tenerne vivo il ricordo e per quello che può servire, nel mio romanzo "L'ultima nuvola" ne ho lasciato una traccia. E domani festeggiamo i quarant'anni dell'allunaggio: stessimo un pò con i piedi per terra…

Il suo amico e collega Giuseppe Ayala ed il sottoscritto:

 

8 luglio 2009: "Toscana in moto"

Lo scorso anno, a conclusione di otto entusiasmanti anni di lavoro, io ed i miei colleghi decidemmo di farci un bel giro negli States, tra seminari tecnici in HP e cavalcata in moto dal Missouri all'Illinois 8.

Pur non lavorando più insieme dallo scorso ottobre, abbiamo comunque deciso di condividere la passione per la moto, con la ferrea clausola che non si parla di lavoro.

Siamo partiti il primo luglio. Pozza di Maranello non è Springfield MO e nemmeno quel "coso" sulla sinistra si può chiamare moto. Comunque, via sulla Nuova Estense per l'Abetone e poi a Pistoia, luogo del primo rifornimento.

Pranzo a Monsummano e, via Fucecchio – Empoli, vicino a Siena dove Adriano ci ha fatto ammirare il bellissimo casale nel quale c'è il suo appartamento:

 

 

 

Cena sontuosa con cibarie e vini all'altezza del paesaggio, di sicuro esigente. Chiacchiere leggere offuscate solo dal profumato (pro) fumo di un buon sigaro. Rientro tranquillo, anche per l'acqua che pur avendoci rispamiato (è caduta mentre cenavamo) consigliava ulteriore prudenza.

Ottima dormita e al mattino, per strade avvero bellissime, siamo arrivati a Bolsena. Pranzo sul lago, con il Coregonus lavaretus a farla da padrone. Il cielo non prometteva bene e infatti, prima di arrivare a Perugia, acqua a volontà. Siamo comunque arrivati all'albergo, doccia ristoratrice e aperitivo in piazza, con un via vai di gente che mette allegria. Cena in una buona trattoria e poi, di nuovo, in piazza a fumre un buon toscano e bere un rum.

Al mattino via per la E45 in direzione Camaldoli. La strada che da Bagno di Romagna sale all'Eremo è davvero da soddisfazione per la moto, e per chi la guida. A pochi chilometri dal traguardo, un acquazzone terribile: per fortuna che Fratello fulmine non si è presentato. Da sinistra, Claudio, io, Elvio, Mauro e Maurizio, comunque soddisfatti.

Dopo un buon pranzo ristoratore, siamo scesi tranquilli verso Forlì, via Sarsina – Meldola. 

Sosta prima dell'autostrada per le piadine che ogni volta che passa di lì Claudio immancabilmente compera. In autostrada, dopo pochi chilometri, qualcuno si accorge di avere lasciato alla baracchina della piadina lo zaino con soldi, carta di credito… Mossi da pietà lo abbiamo aspettato sotto un sole ed un caos che ci facevano rimpiangere la serenità dei paesaggi toscani.

 

Mi sa che non sarà l'ultima uscita!

 

4 luglio 2009: "Trebbiatura"

 

Il grano è stato trebbiato.
Restano arroganti stoppie
che sgonfiano
piano piano
l'estate.

Articolo precedente:

Articolo successivo: