Articoli secondo semestre 2010

di Lauro Venturi il 1 luglio 2010

29 dicembre 2010 "Un giovane imprenditore commenta Romanzo reale"

Ho avuto in regalo da un amico in comune "Romanzo reale" e proprio 2 ore fa ho terminato di leggerlo. Beh, niente da dire. Un gran bel libro. Complimenti davvero. Sai, anche io sono reduce di sprovveduti e faccendieri simili a Regonzi e da piccolo imprenditore onesto come Leo Sarti, mi sono immedesimato in quella situazione. Io credo molto in tutto quello che è onesto e pulito..l'ho imparato dal mio amato papà cresciuto nella miseria e figlio di operai comunisti e antifascisti. Mi è piaciuto molto l'accenno alle difficoltà delle piccole/medie aziende..io lo sto vivendo sulla mia pelle..insoluti a go go,,difficoltà di ogni genere fra 10 giorni parto per l'Argentina per andare a riscuotere 6000 euro!? Quanto il costo del viaggio tanto per dirti. Ciò nonostante continuiamo a credere nella nostra missione e nel made in Italy, investire gli utili in nuova tecnologia, risorse umane, brevetti, etc. Ma lo stato dov'è? Beh l'importante è credere in se stessi e nelle proprie capacità. Complimenti ancora e BUON ANNO!"

 

23 dicembre 2010 "Guarda il video della presentazione di Romanzo reale a Milano"

Blend Tower Milano – 16 dicembre 2010 – Presentazione di Romanzo reale

 

16 dicembre 2010 "Successo inaspettato alla presentazione in anteprima di Romanzo reale"

Nel suggestivo contesto del lounge bar del Blend Tower, che dall'undicesimo piano sovrasta la stazione centrale di Milano e dintorni, diverse decine di persone, davvero tanta gente, hanno partecipato all'evento di giovedì 16 dicembre.

E' stato piacevole incontrare persone care, fresche conoscenze legate al nuovo lavoro a Milano, persone mai viste prima: si scambiano due chiacchiere, qualche riflessione… C'è ancora gente, più di quello che non si pensi, che ha voglia di ragionare.

Chiara Lupi, direttore editoriale di Este, è stata una regista impeccabile e affettuosa. Con Mirco Gasparotto, imprenditore di successo dalla storia incredibile (da fattorino è diventato chairman di un' azienda con mille dipendenti) è stato piacevolissimo chiacchierare su come l'orientamento al business ed un sincero interesse per le persone non siano affatto antitetici, anzi…

E' sempre molto bello immergersi in queste presentazioni, è nutriente, fa bene. Buona lettura!

 

 

 

Gli amici e il dopo cena…

 

6 dicembre 2010 "Romanzo reale – 16 dicembre a Milano"

Giovedì 16 dicembre 2010, alle 18, presso il Blend Tower di Milano (vicino alla Stazione Centrale) presentazione del mio ultimo libro.
I casi della vita vogliono che proprio da un mese mi trovi a lavorare a Milano, in un contesto non molto dissimile a quella raccontata nel libro. Quando l'ho scritto mai pensavo di trovarmi in così poco tempo dentro a situazioni simili: più reale di così.

Vi aspetto, e per chi non può anche un pensiero sarà molto gradito. 

 

 

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3 dicembre 2010 "Respiro"

Giornata positiva e nutriente. Al pomeriggio ho avuto il piacere di relazionare con il prof. Spaltro ed altri amici in merito al libro dell’amica Isabella “Microsoluzioni – Piccole storie esemplari di vita d’azienda”.
Alla sera, presso Intertaba Spa (gruppo Philip Morris) di Zola Predosa, dove un lungimirante e sensibile Amministratore delegato organizza alcuni incontri con tutti i dipendenti per parlare di come migliorare il benessere nei luoghi di lavoro. Mi hanno chiesto di parlare dell’importanza del counseling aziendale e l’ho fatto volentieri.
Per mezza giornata ho tirato su la testa dalla cupezza della ristrutturazione aziendale che sto gestendo (e che comunque va fatta per provare a salvare se non tutto, almeno il salvabile).

 

2 dicembre 2010 "Segreti – mostra di pittura"

Una promozione che faccio volentieri a Loretta Morandi, sorella del mio amico di adolescenza, Piero, scomparso dopo una lunga e penosa malattia un anno fa.

Anche in questi giorni, purtroppo, si torna a parlare di come comportarsi di fronte a malattie senza speranza. Al confronto serio e responsabile troppo spesso si sostituiscono le urla, e questo è triste. Cosa io pensi è chiaro, tant'è che nel mio ultimo libro "Romanzo reale" una delle protagoniste decide di ricorrere all'eutanasia. Però ho rispetto totale anche per chi intende fare diversamente: ho visto il mio amico Piero, fino agli ultimi giorni della sua vita, essere assistito con amore da sua sorella e da sua madre.

Allora, lasciamo che alle parole, spesso troppe e troppo rumorose, per un pò si sostituiscano le immagini. Buona mostra!

Ciao, Piero.


29 novembre 2010 "Un'Italia non romanzata"

Il Gruppo Abele pubblica la prefazione integrale di don Luigi Ciotti a "Romanzo reale"
 

Clicca sull'immagine per leggere e scaricare il file

25 novembre 2010 "(pre) Battesimo di Romanzo reale"

Ecco il battesimo di “Romanzo reale” a Padova, al convegno di Este edizioni.
È stata una giornata piacevole, istruttiva e nutriente.
I relatori delle diverse tavole rotonde sono stati autentici e contenuti, portando esperienze professionale e non blasonate teorie.
È andata proprio bene anche la tavola rotonda che ho coordinato. “La Cura”, insieme alla Guida e al Governo, ha approfondito come l’azienda sia davvero una costruzione comune, giorno per giorno, centimetro per centimetro.
Quasi duecento persone di impresa ad interrogarsi su come, anche in questi momenti in cui la crisi morde impietosamente, si possa coniugare l’orientamento al business con un sincero interesse per le persone, unica strada per realizzare valore sostenibile.
Bè, se penso al teatrino della politica, allora c’è un abisso tra quella dimensione e lo sforzo di chi, dentro ad aziende che non possono beneficiare di cricche o di favori, tira a sera tutti i giorni.
Sì, ci vuole più rispetto per il lavoro vero, sia esso da lavoratore dipendente, da professionista o da imprenditore. L’ubriacatura della finanza che ci faceva diventare tutti ricchi è miseramente finita, lasciando un brutto cerchio alla testa anche e soprattutto a chi non ha bevuto quell’ubriacatura.
È sempre così, incompetenti ed arroganti irresponsabili che fanno danni, seguiti da formichine che poi devono provare risistemare i cocci. Anche di questo parla Romanzo reale, partendo da una grossa azienda che fallisce per arrivare a forme nuove di lavoro.

21 novembre 2010 "Informazioni bancarie e dintorni"

Ecco "Informazioni bancarie e dintorni", il decimo articolo della rubrica di Persone & Conoscenze. Clicca qui 8 per leggere o scaricare il file in formato.pdf Buona lettura!


19 novembre 2010 "L'azienda come costruzione comune"

Mi fa piacere essere di nuovo con le amiche e gli amici di Este edizioni, che per altro pubblicherà il mio prossimo libro.
Mi fa piacere coordinare in particolar modo la tavola rotonda “la Cura”.
Vivo da poche settimane una nuova esperienza professionale altamente rischiosa e critica. Tocco con mano gli effetti che producono l’incompetenza e l’irresponsabilità, sono chiamato a mettere mano ad una situazione che inevitabilmente produrrà problemi anche sulle persone.
Abituato da tempo, come sa chi mi segue, a realizzare il paradigma “Orientamento al business e sincero interesse per le persone”, mi è molto duro ragionare nell’ottica di breve, se non brevissimo, termine, nella dimensione dell’estremo salvataggio e non della progettazione dello sviluppo.
Ma questa è la minestra, e io non voglio saltare la finestra.
Ho voluto incontrare tutte le persone (non le risorse umane) che lavorano ai diversi livelli, molto probabilmente non riusciremo a pagare gli stipendi ma ho chiesto impegno e motivazione: ci credo.
Anche questo è un modo di prendersi cura delle persone, essere chiari senza scadere nell’arroganza, declamare i problemi ma costruire una seppur parziale soluzione possibile.

Ogni manager deve, nell’esercizio del suo potere di autorità e di autorevolezza, ricordarsi sempre che si raggiungono risultati attraverso il lavoro di altri. E quindi, oltre a curare se stesso (perché una persona che non si vuole bene non è un gran capo), deve prendersi cura di tutte le persone che lavorano in azienda, qualsiasi sia la loro mansione o il loro livello.
Ci sono anche i clienti ed i fornitori, anche loro sono persone e non voci di bilancio e basta.
E questo non per filantropia, che comunque non guasta, ma perché oggi, soprattutto nei servizi, il risultato passa attraverso le persone, che devono essere guidate e trattate con cura, in un equilibrio non banale tra disciplina e coinvolgimento.

Buon seminario!

programma

13 novembre 2010 "Romanzo reale"

In queste ore lo stampatore sta trasformando un file digitale in pagine vere, è una bella emozione, sempre. Giovedì 16 dicembre alle ore 17,30 presentazione del libro al BlendTower di Milano, vi aspetto. Intanto, ecco la copertina 8

6 novembre 2010 "Dal Micro al Macro!"

Venticinque racconti molto brevi, da ognuno dei quali traspare una pillola di riflessione, uno spunto.
Dal micro al macro, un’interessante e utile esperienza. Invece di teorie, spesso scopiazzate da altre teorie, come da troppi anni avviene nel management, Isabella ci racconta, con la leggerezza della narrazione mai banale, ciò che lei ha vissuto e ricorda. È vero, si parla prevalentemente di lavoro, però quanta dolcezza c’è nel ricordo della sua infanzia e delle sue grandi donne, la mamma e la nonna, che l’hanno cresciuta.
È vero, si parla prevalentemente di lavoro, ma proprio Primo Levi ci ricorda che amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra.
Isabella è una persona felice, dove la felicità non è una piatta e noiosa linea retta, ma curve che salgono e scendono, in una media e in una estrapolazione positive.
Un libro che si fa leggere con leggera piacevolezza (anche la prefazione affettuosa e profonda di Enzo Spaltro e l’intelligente intervista condotta da Francesco Varanini arricchiscono il testo); un libro che ti fa riflettere su come, prima che detentori di formule e competenze tecniche, chi ha a che fare con altre persone deve essere innanzi tutto una persona piena e soddisfatta: da uno a mille, si intende!

4 novembre 2010 "Che formidabile idea di marketing!"


29 ottobre 2010 "The Castelvetro Bikers"

Paesaggi armoniosi, amicizia robusta e divertente, cibo e vino abbondanti, sole tanto (a parte l'ultima mezza giornata): questo è andare in giro in moto con gli amici. E la festa continua, per tanto tempo dopo si parla di questo o di quell'episodio, si guardano foto e video e si aspetta il
prossimo giro.Quest'anno la Val d'Orcia, Assisi e dintorni, Norcia, Monti Sibillini, Sirolo, Urbino e ritorno.
PS: l'audio purtoppo non è l'originale, pazienza…

27 ottobre 2010 "Colori d'autunno"

Quando esce il sole, che adesso fa le ombre lunghe, le foglie di alberi e viti si illuminano senza rassegnazione. Sanno che cadranno, ma sembra vogliano regalare un ultimo squarcio di bellezza, sapendo che a primavera…
E' bello, mentre si va al lavoro, prendersi due minuti per guardare questi quadri naturali e gratuiti.

 

18 ottobre 2010 "Sulle scogliere di marmo"

“Io giurai, di fronte a quel capo mozzo, che in futuro, in qualsiasi istante, avrei preferito morire in solitudine tra uomini liberi piuttosto che trionfare in mezzo a un branco di servi”.
Così scrive Jünger che pur aveva voluto arruolarsi nella legione straniera, spinto da un quasi adolescenziale moto di ribellione verso la parassita borghesia, sempre attenta solo al suo benessere a alla sua sicurezza.
Pur essendo stato molto attivo e convinto durante la prima guerra mondiale, fino ad essere decorato con la croce di ferro, quando il partito nazionalsocialista tedesca prende il potere, nel 1933, Jünger si distacca.
Questo filosofo tedesco manterrà (però) sempre un marchio, che oggi pare ingiusto e superficiale, di connivenza con il nazismo, nonostante questo libro fu considerato come un attacco all’ideologia nazista proprio dai nazisti, nonostante anche Hannah Arendt, ebrea, considerasse Jünger, pubblicamente, un nemico di Hitler.
“Tali sono i sotterranei su di cui si adergono gli orgogliosi castelli della tirannide e attorno ai quali aleggiano i profumi delle orge: caverne esalatrici di miasmi della più orrenda specie, ove una marmaglia, dannata per tutta l’eternità, atrocemente si diletta di profanare la umana dignità e la libertà umana” scrive Jünger.
“Sulle scogliere di marmo” sa di fantasia e di metafora intelligente. Ci porta alla Marina, dove un popolo tranquillo e pacifico, innamorato della terra e della natura, viene perseguitato dal Forestaro e dai suoi sgherri, che utilizzano cani mostruosi, vere e proprie macchine da guerra.
Ma Jünger lascia che il protagonista, insieme a Fratello Ottone, possa godersi la pace dell’Eremo, parlando di libri e di piante, “secondo l'ordine antico nelle cose dello spirito, dagli esercizi del respiro e dall'imporci un regime nella nutrizione”.
Quando però il nemico incalza, il protagonista non esita a schierarsi con l’esercito dei Mauretani, perché non si può non stare dalla parte dei popoli che difendono la loro libertà.
Il Forestaro è il male: “La magistrale arte del Forestaro si dimostrava nel somministrare il terrore a piccole dosi, accresciute a poco a poco, allo scopo di produrre una paralisi delle forze che gli si opponevano. Egli assumeva la parte della forza ordinatrice, in questi torbidi, che assai finemente tramava nei suoi boschi; e mentre i suoi agenti minori, entrati a far parte delle leghe della Campagna, aiutavano il diffondersi dell'anarchia, gli iniziati s'introducevano negli impieghi, nella magistratura e persino nel clero, e vi erano stimati spiriti forti, capaci di dominare la plebaglia” . Bè, questa pagina 38 fa riflettere, no? Il Forestaro era Hitler? Ed essendo morto nel 1998, non è che Jünger abbia fatto un pensierino a qualche demagogo attuale?
“Ma che cosa sono umano consiglio e umano volere, se le stelle già segnano la fine? Tuttavia si tien consiglio di guerra anche prima di una battaglia perduta” ci dice Jünger, definitivamente convinto a dichiarare guerra alla guerra.

14 ottobre 2010 "Il manager è il male?"

Ecco l'ultimo articolo pubblicato su Persone & Conoscenze. Clicca sull'immagine per leggere o scaricare l'articolo in formato .pdf

 

 

11 ottobre 2010 "Ottobre in collina"

L'ultimo fine settimana è cominciato male. Mi sveglio e noto una luce strana. Ecco il perchè:

Il picchio maledetto, dopo undici anni, torna a fare danni. Però non mi lascio rovinare la giornata. Metto via gli attrezzi dell'estate e preparo quelli dell'inverno. In campagna si impara meglio il succedersi delle stagioni.

Mentre taglio qualche ramo secco, ecco che ancora si può "..scoprire di nuovo dal riccio il miracolo della castagna", come canta il Maestrone.

Alla domenica bel giro con Simo per le nostre colline, che sono belle ed ordinate e sanno di fatica e di risultato.

4 ottobre 2010 "L'ultima nuvola a Novi di Modena"

Grazie alle colleghe ed ai colleghi della CNA di Novi, venerdì 8 ottobre sarò alla presentazione del mio romanzo. Dopo due anni credevo che la "spinta propulsiva" fosse finita, invece l'ultima nuvola si attrada, pur sapendo che tra pochi mesi arriverà l'ultimo romanzo, con la prefazione del grande e coraggioso don Luigi Ciotti.
 

 

 

1 ottobre 2010 "Energia per il rinnovamento"

29 settembre 2010 "Executive management in formazione emozionale"

Il Centro di Formazione Manageriale e Gestione di Impresa della Camera di Commercio di Bologna organizza un interessante percorso formativo nel quale sono coinvolto come "testimone", all'interno dell'argomento "LETTERATURA E POESIA NEI CONTESTI DI APPRENDIMENTO".

Accattivanti le due righe di presentazione: "Scrivere è innanzitutto un lavoro su di sé, un modo per vivere ed allo stesso tempo elaborare le esperienze emotive. Romanzieri e poeti ci mostrano come fare" . Relatore: Francesco Varanini – Testimonianza: Lauro Venturi

guarda il programma completo 8

24 settembre 2010 "Come nei migliori film americani"

L'ultimo articolo della rubrica di Persone & Conoscenze è riferito ad un'esperienza diretta.

Clicca sull'immagine per leggere e scaricare il file .pdf

 

17 settembre 2010 "Concerto di Claudio Lolli e raduno dei Lolliani"

Il prossimo 2 ottobre, al Teatro Dei Concordi di Campiglia Marittima (LI), raduno dei “Lolliani” e concerto di Claudio Lolli, Paolo Capodacqua e Nicola Alesini (che lo hanno accompagnato al concerto del Primo maggio 8, quest’anno, e a Linea Notte di Rai 3 8)

Un bel evento nato “dal basso”, da Facebook, per riportare al Club Tenco uno dei più grandi maestri della canzone d'autore italiana.

Claudio Lolli è radicato nella mia adolescenza, come ben testimonia “L’educazione sentimentale del manager 8” al quale ha fatto una sontuosa prefazione proprio Lolli (chi vuole me al può richiedere via mail gratis…la prefazione).

È stato con me alla presentazione del libro alla Feltrinelli di Bologna 8 e alla messa in scena dell’adattamento teatrale 8 del libro voluto dalla cara amica Judith Pinnock.

Ci scambiamo qualche mail e anche adesso il mio affetto e la mia stima per lui sono immutate.

Vi invito a visitare il sito 8 che promuove l’evento e, se possibile, anche ad essere presenti al concerto: io ci sarò!

 

16 settembre 2010 "Elba 2010"

Come ogni anno vado a chiudere l’estate all’isola trovata venticinque anni fa. Vengo adottato dal mio amico Milvio e passo una settimana tranquilla e vuota, ma non inutile. Ritrovo i ritmi naturali del sonno e dei pensieri, il sole, il mare, il cibo, il vino, il sigaro,…tutti gli elementi che nonostante tutto non degradano e non mancano mai all’appuntamento annuale. Non è un caso che “L’ultima nuvola” inizi e finisca proprio lì.

6 settembre 2010 "Moto 2010"

Dopo la grigliata d'estate è d'obbligo il giro in moto con gli amici. Partenza da Castelvetro a notte fonda e quest'anno l'itinerario è stato: Arezzo, Pienza, Montenero d'Orcia, Assisi, Spello, Bevagna e Montefalco, Norcia, Monti Sibillini, Castelluccio di Norcia, Ancona, Grotta del Furlo, Urbino, San Leo, Verrucchio, Cesena e Castelvetro. In attesa del solito video, alcune immagini di questo tour bello e divertente.

 

Nell'attesa, guarda il video 2010


25 agosto 2010 "Grigliata d'agosto"

In questa occasione, spesso scrivo: "Puntuale come i temporali di agosto, anche quest'anno la grigliata con gli amici".

Stavolta il temporale è venuto davvero, ma non ci ha impedito di divertirci come sempre.

Anche quest'anno mio figlio Paolo è stato presente e mi ha fatto molto piacere.

 


 

VIDEO 

 

24 agosto 2010 "Lampedusa movie"

 

9 agosto 2010 "Lampedusa"

26 luglio 2010 "Buone vacanze!"

 

19 luglio 2010 "Ciao Paolo Borsellino!"

 
 
 
Un caro ricordo anche per Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu Antonio Vullo, risvegliatosi in ospedale dopo l'esplosione, in gravi condizioni. Riprendo un piccolo pezzo che ho scritto ne L'ultima nuvola:

…Mori non mollava la presa, alla fine u curtu aprì la bocca per ammettere la sua identità e chiedere un avvocato, lui che della legge se ne era sempre strafottuto le palle, mah!

Comunque, quel giorno si era realizzata la più bella scultura di giustizia mai vista, dopo che Falcone e Borsellino erano stati fatti volare in aria dagli assassini comandati da quel capo mafia, che tanti figli e mogli di giudici, poliziotti, carabinieri e gente normale dovevano ringraziare per averli fatti rimanere orfani e vedove.

Falcone e Borsellino, altri idoli di Giorgio. Il primo saltato in aria alle 17,59 di sabato 23 maggio 1992 insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre agenti di scorta, dopo che qualcuno aveva diligentemente comunicato agli assassini gli spostamenti che dovevano rimanere segreti.

Il secondo trucidato in Via D’Amelio con tutta la scorta, neanche due mesi dopo la strage di Capaci: una Fiat 126, piena di tritolo all’inverosimile, li fece volare tutti in aria, in quella strada che Agostino Catalano, il caposcorta, riteneva troppo pericolosa. Avevano chiesto con insistenza che davanti alla casa della madre del giudice fosse prevista una zona di rimozione. Il comune di Palermo rispose niet e così in quel piccolo budello di asfalto qualcuno aveva potuto parcheggiare l’autobomba.

Giorgio non perdeva un’intervista o un servizio su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Del primo si ricordava che alla domanda: “Ma lei non teme per la sua vita?” il giudice, con un sorriso determinato e insieme malinconico, come di chi sa che è ora di morire e non si può fare altrimenti, rispose: “Vede questo bottone? Ecco, la mia vita vale quanto il bottone di questa giacca.” Quando il giornalista gli chiese perché non aveva figli, Falcone lo guardò…e fu sufficiente.

Di Borsellino, l’accanimento con il quale fumava e la maschera spettrale che forava il video prima all’ospedale, poi ai funerali del suo amico e collega Giovanni. Si ricordava a memoria un’intervista nella quale Borsellino sosteneva che i giudici potevano agire solo in parte nella lotta alla mafia perché questa istituzione antistato attirava molti consensi in quanto ritenuta più efficiente, e alla fine più utile per un lavoro o chissà cosa, dello Stato. Aspirò una lunga boccata, chiuse gli occhi e disse, deciso, che bisognava partire dai giovani, che la scuola doveva ribaltare il processo perverso dell’antistato, formando nei ragazzi la cultura dello Stato e delle istituzioni. Chissà se quel giudice un pò stempiato, dai baffi pieni e brizzolati pensò ai giovani, ai suoi figli, mentre volava in aria? Chissà, ne avrà avuto il tempo? E chissà se mentre volava in aria vide un investigatore sottrarre l’agendina rossa, dalla quale non si separava mai, dalla sua borsa? Risposta non c’è, ma di quell’agendina non se ne seppe più niente!

Falcone e Borsellino, massacrati dalle dita sozze di Giovanni Brusca, u verru, lo scannacristiani, il boss pentito di Cosa Nostra al quale era stato concesso lo status di collaboratore dello Stato. Era troppo, tanto che la sorella di Falcone si indignò a morte, chiedendosi come si poteva credere ad un uomo (?) così, al carnefice di suo fratello, al macellaio che aveva assassinato decine e decine di persone come scarafaggi, a quello che gli stessi suoi accoliti chiamavano “il maiale” perché aveva strangolato e sciolto nell’acido un ragazzino, figlio di un pentito.

Non c’è pace per Giorgio, il giovane carabiniere della Tenenza di Portoferraio.

Questa notte la sua testa non sta ferma, sollecitata da ricordi che si accavallano su altri ricordi in modo disordinato, o semplicemente seguendo un ordine non sbagliato ma inconscio, e forse per questo più vero.

Un pezzo di questi ricordi lascia in bocca un amaro particolarmente sgradevole e pungente.

Ultimo, dopo quel incredibile successo, venne inquisito con ben due inchieste giudiziarie, fino a insinuare che intenzionalmente avesse allascato i controlli alla villa in cui viveva Riina perché qualcuno potesse trafugare chissà che cosa. Neanche fosse mascariato, proprio lui che aveva rischiato la vita sua e dei suoi ragazzi: che roba!

14 luglio 2010 "Mariuoli e sfigati"

Bettino Craxi 1992: “Mario Chiesa è un mariuolo isolato, una scheggia impazzita di un Partito Socialista che altrimenti è integro”

Berlusconi 2010 "Indagano su quattro sfigati pensionati che si mettono insieme per cambiare l’Italia….".

E l'Italia giocava alle carte e parlava di calcio nel bar… G. Gaber

 

14 luglio 2010: "L'orgoglio dell'artigiano per il suo lavoro"

Settimo articolo della rubrica che tengo su Persone & Conoscenze, qualificata e originale rivista per chi investe su se stesso.

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Articoli precedenti:

Se poteste scegliere, quanti collaboratori confermereste nel vostro team?

Conta il contenuto o chi lo scrive?

Motivare le persone in tempo di crisi

La persona e le sue conoscenze al centro della crisi

La crisi come stimolo di cambiamento

Una crisi vigliacca e sporca

 

9 luglio 2010: "Contro il management"

Ho finito il libro di Varanini e, scimmiottando Ligabue, mi verrebbe da cantare: “Caro il mio Francesco, è un libro bello, utile e coraggioso”. Tra le pagine traspare la robusta preparazione dell’autore, ma anche le sue esperienze dirette, non sempre positive. Con l’onestà che lo contraddistingue, nella parte finale dell’appendice poetica, Francesco ammette: “Ho scritto per non arrendermi, per reagire, per elaborare dispetto e delusione”.

Se dovessi scegliere una frase, un concetto che racchiuda ciò che la lettura di “Contro il management” mi ha regalato, opterei per queste parole: “C’è una relazione profonda tra persona e ambiente. Tra le nostre scelte e il mondo. Una relazione che – come aveva ben capito Jung – riguarda più il nostro inconscio che i comportamenti consapevoli. Una relazione che ci appare misteriosa. Eppure, le nostre decisioni sono efficaci quando accettiamo questo mistero, e seguiamo l’intuito, diamo valore alle coincidenze”. Pretendere, perciò, di evangelizzare le aziende con canoni rigidi, da approcciare con ossequio, è quanto meno ridicolo. Eppure i guru del management e le blasonate società di consulenza e formazione si ostinano ad andare in questa direzione.

Il libro di Varanini smonta questa ambizione, che a volte sa di delirio, con la precisione di un chirurgo. I suoi bisturi odorano di storia economica, di letteratura, di sociologia… ma anche, se non soprattutto, di riflessioni proprie, di prese di posizioni chiare. La più importante ed efficace presa di posizione critica è nei confronti di Mr. Finance, il cui mondo ha perso “lo scopo e il senso del limite”.

La centralità della Finanza trova riscontri anche nella toponomastica della Parigi di fine ottocento: la Borsa, ideata da Napoleone, sta al centro della metropoli, mentre le fabbriche vengono costruite in periferia. Più recentemente, Ronald Reagan nel 1982 abolì la legge “Garn – St German” dando il permesso agli Istituti Finanziari di giocare d’azzardo con i soldi dei risparmiatori. Non solo, vennero aboliti anche i vincoli in base ai quali chi voleva sottoscrivere un mutuo doveva garantire un sostanzioso anticipo. Così le famiglie hanno iniziato ad indebitarsi per la totalità dell’investimento, con i risultati che dall’estate del 2008 ben conosciamo e soffriamo.

L’ubriacatura della finanziarizzazione dell’economia, della quale abbiamo ancora i postumi post sbronza, ha fatto sì che prendesse piede la coltura dominante in base alla quale l’azienda meritoria è quella con elevato indebitamento. L’ho vissuto sulla mia pelle: nel 2007 la società che amministravo venne sottoposta ad una due diligence per valutarne la cessione o la fusione con altre strutture. L’azienda era ben gestita, con i conti in ordine, un buon clima interno, clienti mediamente soddisfatti, buon equilibrio tra gestione ordinaria ed innovazione: l’unico rilievo fu, appunto che utilizzavamo troppo poco la leva finanziaria. L’anno dopo avrei voluto telefonare ai consulenti di questa famosa multinazionale per chiedere conto di questa affermazione, ma per fortuna ero già su altri lidi. Quello che mi fece male fu che il valore vero dell’azienda venne messo in secondo ordine, leggendo le nostre sfide, le nostre passioni, le nostre attività con la lente di un modello rigido e pensato per chissà quali aziende! È vero, “Si vuole colpevolizzare la piccola e media impresa proprio perché resiste ai modelli imposti dall’esterno”.

Leggendo il libro di Varanini ho capito meglio: c’è un servilismo totale nei confronti della comunità finanziaria, perciò l’azienda poco indebitata è sgradita perché non sottostà all’abbraccio mortale delle banche e di investitori lontani che leggono l’azienda attraverso freddi report trimestrali.

Un altro elemento ben chiarito nel libro è la questione della crescita dimensionale: “Consulenza e formazione si disinteressano della storia dell’impresa, del suo modello di gestione. La consulenza strategica si riassume in un consiglio: crescere sempre e comunque, e diventare più simili a ogni altra impresa del globo”. Così le banche, sempre meno radicate nell’economia reale di uno specifico territorio, leggono l’azienda attraverso pochi indicatori che non ci dicono nulla delle sue potenzialità e prospettive, tutti concentrati a valutare il rendimento degli impieghi. Quei pochi indicatori, figli di una logica appunto finanziaria e non industriale, sono vere e proprie forche caudine: “Ti finanzio solo se fai così, ti finanzio, ma solo se SEI così”. Più l’azienda è spinta a crescere, più a bisogno delle banche, più ha bisogno delle banche e più perde la propria autonomia.

Tutto questo avviene anche e soprattutto per la complicità dei manager, che nelle grandi imprese (in quelle piccole non ci sono) si preoccupano ossessivamente di “darla a intendere a un investitore lontanissimo”, sapendo che questo è molto più importante di una concreta gestione che nel medio periodo aggiunga valore all’azienda ed agli stakeholders. L’analisi dei manager asserviti alla finanza è puntuale e difficile da confutare. “Un’azienda che cerchi un manager, ad alto o medio livello, finisce per portarsi in casa un cavallo di Troia della comunità finanziaria” avverte Varanini, che aggiunge: “Il manager, premiato in funzione dei risultati che porta, si inchina. Non importa se così facendo trasforma giorno dopo giorno un’azienda che è un fertile terreno in un deserto“. Ancora: “Il manager, trainato dall’attesa del mercato finanziario, finisce per dare le buone notizie attese”.

Ecco spiegato perché aziende che sino a ieri erano in vetta alle classifiche mondiali si sgonfino di colpo come un pallone bucato: “Esiste un interesse comuni a costruire castelli in aria…Il business dell’impresa, l’andamento del mercato, la storia e la cultura e le competenze, la forza lavoro, tutto questo è subordinato agli interessi esogeni di un qualche fondo di investimento”.

Il management esce con le ossa rotte da questo libro che, anche a leggerlo, dà le vertigini. Ossessionato dal controllo e spaventato dall’idea che la strategia non può che emergere durante il quotidiano (…le risposte sono dove meno ce lo aspettiamo), sordo ai segnali deboli che dovrebbero indurre a pensare in modo creativo a soluzioni discontinue, poco incline alla multidisciplinarità e prevenuto nei confronti della diversità, il manager accetta di acquistare dalle blasonate società di consulenza analisi e strategie preconfezionate che in fondo gli assicurano impunità e giustificazione in caso di insuccesso: l’hanno detto loro…. Varanini traccia sette profili di manager e li descrive con precisione ed ironia: il Manager come si deve, il Miracolato, il Complice, il Cocco dell’analista finanziario, il Lobbista, il Cinico Umanista, il Manager cresciuto in casa. È utile studiarli con attenzione e chiederci a quale profilo siamo più assimilabili.

Il libro accoglie ed illustra i dolori degli stakeholders, messi in secondo piano rispetto all’avidità di Mr. Finance. Auspica la presenza di manager che abbiano la fiducia di tutti i giocatori, non solo di qualche privilegiato, ben sapendo che i buoni risultati si trovano all’incrocio di diversi interessi. Manager simili a Robert FitzRoy, capitano del Beagle, uno slop della Royal Navy, che prepara il viaggio con la massima cura, consapevole però che in mare aperto, in posti mai attraversati prima, “… solo passo dopo passo si potrà scoprire cosa fare”. Nel 1861 mette a punto il primo weather report: “Ma cosa sono le previsioni del tempo? Non sono una regola da seguire, una norma da applicare alla lettera. Non sono profezie nè predizioni, ma qualcosa di simile a un’opinione. Una congettura, un giudizio fondato su indizi o apparenze probabili”. Anche Zeno, protagonista del libro di Italo Svevo, “…prende appunti, ma poi li smarrisce. Sa che le decisioni efficaci non discendono dall’applicazione di regole codificate, ma dall’istinto e dal fiuto”. Robert FitzRoy, così come il capitano descritto da Conrad ne “Il Tifone”, sa che carte nautiche, barometri, bussole, carte…non possono comunque evitare il dovere di decidere, pur utilizzando tutti questi mezzi “…per permettere alla mente di cercare la sintonia con la situazione”, accettando la subottimalità ed assumendosi i rischi correlati. A questo devono tendere i manager che vogliono produrre valore sostenibile nel tempo, non alle sirene di Mr. Finance!

“Contro il management”, come promesso nel titolo, lascia aperta la speranza di una costruzione comune, nel senso che qualcosa in ogni caso sfugge al controllo di Mr. Finance, lo voglia o no. Intanto, …”per poter continuare a vendere e rivendere i propri volatili titoli, ha bisogno di un terreno solido da calpestare, ha bisogno dell’economia reale”. Non la può strangolare all’infinito. E poi, Mr. Finance non può ingabbiare in rigidi indicatori il valore della conoscenza, o delle idee, l’importanza della motivazione e della passione che porta le persone a raggiungere il porto in qualsiasi condizioni.

Varanini ci suggerisce di trovare un equilibrio tra fondamentalismo e il nichilismo, di sperimentare diversità, ibridazione, meticciato per fare emergere le risorse che, per conformismo e miopia, non siamo abituati a vedere. Ci avverte però che “Se il management è teoria tesa a imporre comportamenti predefiniti, buoni in ogni dove e in ogni tempo, non potremo andare oltre il management proponendo una qualsiasi altra teoria”, quindi togliamoci l’illusione di leggere un manuale di regole: e per fortuna!

Il libro è un percorso che facciamo illuminati dalla lanterna dell’autore. Un percorso in cui ci sono buche e trappole ma anche scorci belli ed attraenti, nei quali convivono l’orientamento al business e un sincero interesse per le persone. Un percorso che può aiutarci ad abbandonare l’alibi delle condizioni esterne sfavorevoli e impreviste per riattivare le nostre capacità e quelle di chi ci sta intorno, muovendoci con ritmo e in sintonia con l’ambiente circostante per cogliere, istante per istante, il momento propizio.

“Tanto è inutile, e forse impossibile, descrivere la complessità. La complessità può solo essere vissuta” ci ricorda Francesco, condividendo con noi la sua esperienza di nuotare, tra le meduse, nelle acque dell’amata isola d’Elba.

Capoliveri 2008 – Presentazione de "L'ultima nuvola"


Milano 2005 – Presentazione de "
L'educazione sentimentale del manager"

 

 


Feltrinelli Bologna 2006 – Presentazione de "
L'educazione sentimentale del manager"

 

8 luglio 2010: "Si alza sempre lenta…"

Si alza sempre lenta come un tempo l'alba magica in collina…

 

7 luglio 2010: "CaterRaduno a Senigallia"

 
 

Da affezionato ascoltatore della trasmissione di Rai Due, Caterpillar (ma anche de Il Ruggito del Coniglio ed Un giorno da Pecora), ho accolto con piacere la proposta di Simo di andare a Senigallia.

Giovedì, in diretta dalla Terrazza Marconi Beach, la trasmissione prima ascoltata sempre per radio. Cirri e Solibello sono convincenti, un buon ritmo anche fuori dai condizionati studi milanesi, in mezzo ad un’afa importante.

 

 

Cena in un bel ristorantino vicino a Piazza del Duca e poi concerto di Filippo e Tommy Graziani, con la loro band. Molto bravi ed anche emozionante, soprattutto per chi come me trent’anni fa seguiva assiduamente questo cantautore marchigiano morto troppo presto. Quando io e mia moglie, in un torrido luglio del ’83, andammo a partorire all’ospedale il grande Paolo, in macchina suonava una cassetta di Graziani e il giorno stesso del parto, con moglie e figlio all’ospedale, andai a sentire un suo concerto. Va bè.

Venerdì solita giornata di mare e relax, alle 18,30 di nuovo la trasmissione in diretta (ma il filosofo Bonaga c’era o ci faceva, a mal tollerare gli scherzi di Cirri con un ragazzo che voleva acquistare all’asta di Libera il sassofono?), cenetta, sigaro e musica.

Sabato una bolgia davvero incredibile, segno di un affetto forte che tanta gente manifesta ai conduttori e ai loro collaboratori Ardemagni, Troìa e Senesi.

Il Cater raduno è un mosaico leggero ma impegnato, divertente ma riflessivo…Non so se l’amore vince sempre, ma la radio (sulla televisione) sicuramente sì!

Se vi va guardatevi un po’ di materiale sul sito di Caterpillar 8

 

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