ANALISI TRANSAZIONALE

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COM’E’ NATA L’ANALISI TRANSAZIONALE

Eric Berne, il fondatore dell’Analisi Transazionale e capostipite di una lunga serie di studiosi che hanno poi proseguito il suo lavoro, era uno psichiatra americano geniale e un po’ strano.Dall’immediato dopoguerra in poi, aveva il pallino di far uscire la psichiatria dagli ospedali, diceva lui, di far scendere il paziente dal lettino. Intendeva affermare che le competenze psicologiche, conoscere come funzioniamo, non è roba che serve solo ai medici per curare i malati, anzi. Serve a tutti, per migliorare il nostro rapporto con noi stessi, con gli altri e col mondo, anche quando questo rapporto non è patologico, non è poi così male. Non occorre essere malati per stare meglio. È il presupposto di tutta l’Analisi Transazionale.Per questo, Berne costruisce una teoria della personalità ed una serie di metodologie molto lineari e semplici, adoperando termini dal linguaggio comune e dunque accessibili a tutti. Berne parlava poi di psichiatria sociale, ovvero centrata sul gruppo, sui rapporti della persona con gli altri, non ferma sulla malattia o sul singolo.L’Analisi Transazionale come l’utilizziamo oggi, ha conservato la maggior parte dei concetti e dei modelli berniani, in particolare i concetti di Stati dell’ Io, i Giochi psicologici e di Copione di vita. Nella sua globalità, l’AT è oggi insieme una teoria della personalità, una teoria della comunicazione, una psicologia dell’età evolutiva ed una teoria della psicopatologia. Da questa pluralità di contenuti nascono le numerose applicazioni dell’AT, nel contesto organizzativo e aziendale, educativo, nella comunicazione, nel counseling.

I CARDINI DELL’ANALISI TRANSAZIONALE: