Il passaggio dalla cultura bellica a quella connettiva

di Lauro Venturi il 20 dicembre 2016

Iler Melioli è un mio amico, grande artista alla ricerca continua di modalità espressive mai banali o modaiole. La sua ultima mostra è a Vicenza ed è stata inaugurata poche settimane fa. Il tema ruota intorno alle “connessioni” e mi ha subito creato un contatto con il prof. Enzo Spaltro, che ho l’onore di conoscere e frequentare. Nel suo percorso di studio e ricerca sul “Bellessere“, Enzo ci esorta da anni a riflettere su come saranno le connessioni, e non i conflitti, a portarci una speranza futura di benessere, il bellessere appunto. Saranno i valori collaborativi e non quelli competitivi ad aiutarci: le guerre ormai non si vincono più e le notizie fanno rapidamente il giro del mondo.

Il passaggio dalla cultura bellica a quella connettiva, viene articolato da Enzo Spaltro in quattro sub – passaggi: dal sopravvivere al vivere, dall’oggetto al soggetto, dalla concentrazione alla diffusione (ovvero, dalla scarsità all’abbondanza), dalla competizione alla cooperazione. Il manifesto della Fondazione Enzo Spaltro, alla quale aderisco dalla sua nascita, sostiene che gli uomini di oggi si stanno orientando verso una nuova cultura PACIFICA basata sulla BELLEZZA, e questo può avvenire solo attraverso le connessioni, non i muri.

Quest’anno, nel settimo convegno di Primavera dell’Università delle Persone e della Fondazione Enzo Spaltro, abbiamo riflettuto e toccato con mano come esistano diverse aziende che, anche in questa situazione, rifioriscono senza arrendersi al disastrismo. E’ vero, col disastrismo si fa salotto, ma il Paese non va avanti, le persone perdono la speranza di benessere e rinunciano al bellessere. A Cervia abbiamo respirato forte la volontà di continuare sulla strada dell’autostima, dell’espressione e della bellezza, “per stimolare le risorse immateriali, connettive ed abbondanti”. Questi appuntamenti di primavera, a Cervia, nei quali ognuno parla in fondo di cose normali, ma cerca di portarle al massimo, ci insegnano a sviluppare la capacità di gustarci il bello e di vivere con la speranza di un benessere che, cercandolo, comunque c’è. Ci ricordano che gli interessi senza valori producono disastri e i valori senza interessi sono chiacchiere vuote. Ci allenano a forzare qualche regola troppo ancorata ai vecchi paradigmi, inserendo cunei che aprano qualche varco: insieme si può.

Anche per noi uomini d’Impresa è importante la contaminazione con mondi “altri”. Vi invito davvero a vedere il video dell’inaugurazione della mostra Res Extensa di Iler Melioli. Ci aiuta a riflettere su come possiamo, nel nostro ambito, creare sempre più connessioni, secondo il paradigma a me caro “orientamento al business e sincero interesse per le persone”.

Clicca sull’immagine  per vedere ed ascoltare il video. Buona lettura!
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