Papavero solitario

di Lauro Venturi il 21 maggio 2016

D’in su la collina della casa antica,
papavero solitario
alla campagna fiorendo stai
finché la mietitrebbia non ti recide.
Io solitario indugio in altro tempo
e sento che la beata gioventù vien meno
e che solinga incede la vecchiezza.
Ma con gli occhi e col cuore
non mi volgo più indietro
e mi godo un presente né  noioso o tetro.
Non so che ne sarà di quest’anni miei
o di me stesso,
né quando passerò la finale soglia.
Sento che anche l’anno venturo
ci saranno papaveri a colorare il grano.
E questo mi basta.

(Giacomo, scusa)

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