Per non parlar del gatto

di Lauro Venturi il 12 dicembre 2015

Racconti dolci, anzi agrodolci. Di un mondo che davvero non c’è più ma che ho avuto la fortuna di annusare, prima che finisse del tutto. Atmosfere e personaggi che un po’ fanno rimpiangere quei tempi, in un gioco abbastanza svelato di guardare indietro per attenuare leggermente la forte delusione di un mondo che avremmo voluto diverso. Come in alcuni dischi, ho avuto la sensazione che qualche racconto sia entrato un po’ di forza, per il definitivo “Visto si stampi” prima di Natale.
D’altronde le case editrici non sono proprio organizzazioni no profit e quindi hanno uffici marketing enormi, che fanno calcoli sopraffini sulla resa che può dare un autore o un altro. Ad esempio, il pricing del libro è assolutamente sproporzionato, però l’autore tira tantissimo e vende in primis per il suo nome, non per il contenuto (che per altro scopriremo solo leggendo). Nell’editoria, la fortissima concentrazione che si ha su Mediaset (Einaudi, Rizzoli, Mondadori..) crea situazioni di monopolio, senza considerare che la rete distributiva decide in anticipo cosa fare arrivare sugli scaffali.
15 euro (i) sono un po’ esosi, ma non mi hanno fatto rimpiangere l’acquisto e la lettura. Oltre a un sublime cantautore, Guccini è un sopraffino scrittore.

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