Polmonite? ahi ahi ahi

di Lauro Venturi il 13 settembre 2016

In queste ore infuria in rete il tormentone della polmonite di Hillary.
Il suo avversario, Donald Trump, va di corsa a farsi fare un check up e promette di mettere on line la sua cartella clinica. Mi sorge malvagia una domanda: oltre a fegato, cuore, polmoni e prostata, deciderà anche di farsi vedere da qualcuno molto bravo, che gli controlli lo stato della testa?
Questa ossessione per il benessere fisico mi preoccupa e mi intristisce.
Mi ricorda le farse dei Presidenti Sovietici, imbalsamati per mesi prima di annunciarne la morte.
Ma, scusate, se una persona ha la polmonite non può essere una buona Presidente?
Questa ossessione per le ottime condizioni (solo fisiche, per altro) di chi deve comandare nasconde un’idea balzana, e cioè che queste persone debbano essere diverse da quelle che rappresentano. No, così non va, abbiamo bisogno di essere amministrati da persone normali, non da esseri bionici.
E se dovranno assentarsi per una polmonite, potranno delegare al loro staff le cose più operative, no?
Un uomo o una donna soli al comando, in perfetta forma. E in attesa del secondo…trasmettiamo musica da ballo[1]! Ridicoli.

[1] Milano Sanremo 1946. Il cronista Nicolò Carosio esordì con la proverbiale frase: “Primo classificato Fausto Coppi…in attesa degli altri concorrenti trasmettiamo musica da ballo”. In effetti Coppi rifilò 14 minuti (!) a Tesseire e 18 minuti e mezzo ad Aldo Boni, che precedeva Bartali

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