Va bene il sostegno ai poveri, ma non chiamatelo reddito

di Lauro Venturi il 29 giugno 2017

Care e cari Naviganti, metto le mani nel vespaio del reddito di cittadinanza e dintorni. Lo faccio cercando di stare il più lontano possibile dal finto “buonismo” e dalla cinica indifferenza.
Mi hanno scritto in molti, dopo avere letto quest’ultima rubrica della rivista Persone & Conoscenze.
Il commento che mi ha gratificato maggiormente è quello di Guido, laureato in Scienze politiche e con un dottorato in diritto internazionale. L’ho conosciuto a Milano, grazie a Francesco Varanini, ed è stato relatore all’importante Convegno “La cultura del lavoro e l’associazione come luogo comune” che organizzai poco dopo la nomina a Commissario straordinario di CNA Milano Monza Brianza. Oltre alla mia relazione introduttiva, il filosofo Gianluca Bocchi parlò di “Milano verso Berlino, ovvero città immobile o fabbrica di multi cultura”, Guido di “Le nuove forme di lavoro sperimentate sulla pelle dei precari e degli immigrati” e Francesco Varanini de “Il lavoro, le conoscenze, i vantaggi dell’essere associazione”.
Guardatevi il video che sintetizza la serata, ne vale la pena.
Tornando a Guido, è stato osservatore dei diritti umani e supervisore elettorale per l’Onu, l’Osce e il governo italiano in Centramerica e nei Balcani. E’ docente e formatore, esperto di asilo e aiuti umanitari per varie Ong ed è uno che se ne intende di queste questioni. Ecco il suo commento:  “bravo Lauro, leggo molto sul tema e questa tua mi pare una delle poche riflessioni sensate“.
Va bene, c
liccate sull’immagine che segue per leggere o scaricare l’articolo. Buona lettura! Lauro

Articoli precedenti

Articolo precedente:

Articolo successivo: