Ieri è morta, a settantotto anni, la grande poetessa Alda Merini, che si definiva una piccola ape furibonda.
Ho da poco finito il suo libro “L’altra verità, diario di una diversa”: essere poetici parlando del manicomio e della malattia mentale è di per sè una grande impresa. Saperlo fare raccontando un’esperienza vissuta, bè, è oltre. Senza mai cedere alla banale denuncia, la Merini colora senza ambiguità la sua esperienza e ci offre una riflessione preziosa sul fatto che i ricchi siano depressi ed i poveri (am)malati di mente.
“L’uomo è socialmente cattivo, un cattivo soggetto. E quando trova una tortora, qualcuno che parla troppo piano, qualcuno che piange, gli butta addosso le proprie colpe, e, così, nascono i pazzi. Perchè la pazzia, amici miei, non esiste. Esiste soltanto nei riflessi onirici del sonno e in quel terrore che abbiamo tutti, inveterato, di perdere la nostra ragione” AM
PS: oggi sono trentaquattro anni che è stato assassinato Pier Paolo Pasolini, anche se sono agnostico mi piace pensare che leggeranno insieme tante poesie.
Sogno d’amore
Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi
alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane
che si lecca le ferite
sotto il tavolo.
Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l’assoluto di un abbraccio gioioso
A.M.
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