Neve e Dolomiti

di Lauro Venturi il 10 febbraio 2013

Anche quest'anno sontuosa settimana bianca sulle Dolomiti. Ho ancora nitido il ricordo dell'otto dicembre del 1974 quando io, Renzo, Ballotta e Piccio scendemmo dal Passo Pordoi per arrivare ad Arabba, allora un paesino piccolissimo. Da allora, tranne poche e imperdonabili eccezioni, la neve per me sono le Dolomiti, tra Arabba e Colfosco.

Da anni partiamo al venerdì, regalandoci pomeriggio rilassante e cena di apertura. Quest'anno Ciasa Sàlares, all'Armentarola (a noi ben nota, avendoci scritto un racconto lungo):

Poi al sabato, a Colfosco:

Il sontuoso paesaggio che ti accoglie al mattino, aprendo la finestra.
La Val Mezdì, tante volte fatta con gli sci, salendo in elicottero, oppure a piedi, dal Sass Pordoi. E poi giù nel fuori pista.
Al mattino si inizia con la tappa obbligata sulle Forcelle, comode e ottime per iniziare a scaldarsi, aspettando tutti per poi partire, a ovest o a est, a nord o sud.

Si scia e ci si riposa:

Sontuose montagne e solita foto con gli amici, al Vallon:

Con Pierpaolo e  Junio, con i quali condivido la camera da oltre vent'anni: ci vuole competenza a mantenere amicizie lunghe:

(Con la berretta bianca, a destra, Beppe)

Sosta all'Edelwaiss, che però adesso è per noi troppo pieno ti tedeschi (o è una scusa perchè preferiamo la SpA?):

La mitica parete ghiacciata che ci saluta ogni anno, quando a sera tarda lasciamo il rifugio Scotoni

Per me lo Scotoni, prima che i bellissimi pranzi con gli amici, significa alcune settimane bianche con il mio grande amico Roberto, scomparso tragicamente alcuni anni fa. In una di quelle occasioni conoscemmo una bella ragazza, Mirka, con la quale anni dopo, credo nel 1983, feci elisky sul Grand Rutor e sui 4.550 metri del Bianco. Anche lei se ne è andata troppo presto, e quando scendo dal Falzarego ricordo sempre i nostri mitici "Super G" su quella pista non banale che riporta alla cabinovia a campata unica.
La voglio ricordare con la foto del rifugio Les Grands Mulets, che ci colpì per la sua maestosità, quando facemmo una sosta scendendo dal Bianco:

Poi arriva il venerdì e, dopo sciate sontuose tra Gran Risa e Piz Sorega, pranzo al Club Moritzino, anticipato da un meritato aperitivo. 

Ho la presunzione di sapere a cosa sta pensando il mio amico Beppe…

Si esce che è già buio, immancabile foto con Moritz. Poi la discesa sulla "Rossa" de La Villa regala tramonti mozzafiato. Da lì un pulmino ci porta a consegnare gli sci.

Al sabato, pranzo di fine settimana a Peschiera:

AIla conclusione di questo post mi viene in mente  il premio Nobel irlandese, Bernard Shaw, che diceva, più o meno: "Non si smette di giocare perché si invecchia, si invecchia perché si smette di giocare."
Io e i miei amici giochiamo ancora, fin cla dura…

Alla prossima!

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