Mi piace molto scrivere, mi è naturale prendere una penna ed un foglio e buttare giù delle parole. Non raramente le scrivo anche sul telefonino e comunque non le curo più di tanto perché spesso mi basta il momento in cui le ho scritte, anche se a volte mi incaponisco per giorni su una parola che mi sembra stonata.

Questa sezione contiene scritti che esprimono temi personali: alcuni sono usciti dal blog approdando (qualche era fa) in un concorso. Poi ho lasciato perdere perchè le parole che seguono non possono in alcun modo essere definite poesie.

Ho deciso di lasciare anche i testi riportati nei miei diari da adolescente, pur riconoscendo che sono mediamente raccappriccianti: però anche quelle sono parole mie e ora posso guardarle con indulgenza, senza mai dimenticare De Andrè: “Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie; dopo, possono continuare a farlo solo due categorie di persone: i poeti e i cretini”. E davvero, senza nessuna captatio benevolentiae non sono, non sono mai stato e non sarò un poeta. E non vorrei essere cretino!

Infine, tanti anni fa ho scritto piccoli ‘scherzi’ sulla vita aziendale, filone che non ho più sviluppato: Parole aziendali.