Su, cuore mio, congedati e guarisci!

di Lauro Venturi il 31 dicembre 2012

 

Gradini

Come ogni fior languisce e giovinezza
cede a vecchiaia, anche la vita in tutti
i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni
senno e virtù, né può durare eterna.

Quando la vita chiama, il cuore sia
pronto a partire ed a ricominiciare,
per offrirsi sereno e valoroso
ad altri, nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Dobbiamo attraversare spazi e spazi
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirito universale non vuol legarci
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d’infiacchire nell’ignavia;
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.

Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi;
della vita il richiamo non ha fine…
Su, cuore mio, congedati e guarisci!

HH

Un'amica gentile mi ha regalato questa bella poesia di Hermann Hesse, che mi sembra molto appropriata per questo anno che se ne va e chiude un biennio molto impegnativo. La mia resilienza è stata messa a dura prova, ma c'era!.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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