Una brutta storia scritta bene

di Lauro Venturi il 4 aprile 2014

Una brutta storia scritta bene.
Bologna anni trenta, un ottimo allenatore di pallone porta la squadra a risultati straordinari. Però è ebreo, quindi la ferocia fascista delle leggi razziali lo colpisce, insieme a moglie e figli. Deve espatriare.
Passando per Parigi arriva in un piccolo paesino olandese, porta la locale squadra a risultati insperati.
Non basta ancora, le SS prelevano lui e famiglia e li fanno passare per il maledetto camino di Auschwitz.
Un bel reportage ricostruito bene, soprattutto se si considera la scarità delle fonti alle quali attingere.
Un monito ancora attuale sui disastri che la ferocia e l’idiozia possono fare, soprattutto quando si erigono steccati tra i giusti e gli sbagliati.
Allora leggiamo in silenzio questa poesia di Martin Niemölle:
Prima vennero per i comunisti | e io non alzai la voce | perché non ero un comunista. | Poi vennero per i socialdemocratici | e io non alzai la voce | perché non ero un socialdemocratico. | Poi vennero per i sindacalisti | e io non alzai la voce | perché non ero un sindacalista. | Poi vennero per gli ebrei | e io non alzai la voce | perché non ero un ebreo. | Poi vennero per me | e allora non era rimasto nessuno | ad alzare la voce per me. 

Articolo precedente:

Articolo successivo: