Una recensione per Romanzo reale

di Lauro Venturi il 30 maggio 2012

Sono orgoglioso delle recensioni che persone che hanno letto il libro, e che mi conoscono, scrivono. Sono mail, che riporto solo ed esclusivamente con il loro accordo.
Con Giuseppe abbiamo lavorato insieme tantissimi anni fa e ci siamo ritrovati nella mia “campagna” milanese.

Ciao Lauro,
ho letto il tuo libro non tutto di un fiato ma "vivendo" le pagine a
"sorsi".

Farti i complimenti è banale, scontato. Però devo dirti un grande "grazie"
poiché queste sono le nostre storie, storie in cui si assaporava il gnocco
fritto, lo zampone fumante ed il bollito misto.

Personaggi come Libero con la sua dignità, Sara con la sua figura di
"azdora" ( si scrive così?), lavoratrice e mamma ed al tempo stesso fiera e
animata da una forza " virile femminile" dinanzi alla morte dignitosa sono
figure positive che restano scolpite nel proprio animo. Il momento del
commiato poi in quella clinica di Zurigo è stato proprio commovente, certo,
ma anche animato da una "leggerezza" a mio avviso ( vedi il bicchiere di
lambrusco) capace di rendere meno drammatico e lacerante il distacco, quasi
un arrivederci ragazzi.

Enrico l'imprenditore "caimano" ( metafora molto efficace di quanto è
successo in Italia dal 1994), il figlio smidollato, i consulenti "servili"
( quel tipo di "consulenti" però), i politici del tipo "il gatto e la
volpe + una buona dose di gazza ladra" ( da galera insomma) rappresentano
il teatrino italiano di un sistema Paese senza valori e da salvare.

Sullo sfondo infine un sindacato, purtroppo, fuori di ruolo, che si impegna
quello sì ma che giunge sempre in ritardo sulle questioni pratiche che
interessano i lavoratori. Un sindacato da rifondare insomma.

Un libro insomma che non finisce con l'ultima pagina ma che consegna il
testimone al lettore per continuare a scrivere la parte non scritta.
Certo ci sarebbe molto altro da dire ricordando Mario, la Tina, Michele e
la banca ( i due figli mi sono parsi invece sullo sfondo del racconto).

Ciao
Giuseppe

 

(A poposito, mercoledì 23 maggio a Verona è andata proprio bene! Grazie alle amiche e agli amici di Verona al top)

 

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