L’aceto balsamico: lode alla lentezza

Marcello è un ragazzo in gamba, al quale ho affidato le due batterie di aceto balsamico che ho regalato ai miei nipoti.

Aiutato dalla sua compagna, Elisabetta, si è preso cura con meticolosità dello stato di ogni barile, osservando soddisfatto che le “correzioni” dello scorso anno sono state efficaci.

Mi ha detto che per fare una serie nuova di botti occorrono quasi duemila euro, ovviamente senza aceto. Poi bisogna “sgallarle“, nel senso di riempirle di acqua bollente e sale per togliere l’acido gallico presente nel legno. Finita la sgallatura, vanno affinate con aceto, prima di poter metterci dentro l’oro nero: quante cose si imparano!.

Finite le analisi, i travasi e il rabbocco con mosto acetificato, abbiamo spolverato le botti, cambiato i pannicelli di lino e per un altro anno lascieremo l’aceto lavorare in pace: elogio alla lentezza!

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