Il titolo di questo post è falso, o quanto meno inesatto. Ci siamo già disumanizzati, perché non è possibile ascoltare e vedere, comunque sapere, che migliaia di persone, vecchi e bambini compresi, quando va bene muoiono e quando va male soffrono vite impossibili.
Il libro permette un ritmo più lento rispetto alle news dei telegiornali e questo rende ancora più incisivo e doloroso immaginarsi anche solo in modo infinitesimale ciò che racconta l’autore.
Oltre a Gaza e all’Ucraina ci sono altre decine e decine di conflitti, ma pian piano ci stiamo abituando. Però non credo sia gratis vivere in queste epoche, perché il dolore altrui prima o poi arriva anche a noi, per quanto intenti a fare belle vacanze e altro.
Il rimedio? Lascio la parola ad Altan.


Commenti
Questo articolo ancora non ha commenti. Vuoi essere il primo?