Buon rientro!

di Lauro Venturi il 27 agosto 2018

Rientrare al lavoro, dopo alcune settimane di distacco, non è semplice.
Sicuramente lavorare stanca, come scriveva Pavese; ma è pure vero che, citando Levi, amare il proprio lavoro è la migliore approssimazione alla felicità sulla terra.
In questi due elementi, la fatica e la soddisfazione, ci giochiamo il nostro benessere lavorativo, e non solo.
Nella fatica includo anche la responsabilità, oltre al non trascurabile aspetto quantitativo delle ore assorbite dal lavoro (“…ho un lavoro qui vicino, il mio lavoro non mi piace, perché mi consuma gli occhi e poi mi mangia le giornate” canta Fossati).
In vacanza passiamo più tempo con le persone care e facciamo cose che sono più vicine alla nostra natura, a meno che non siamo i compulsivi delle attività a tutti i costi e organizziamo anche in ferie un calendario più opprimente di quello lavorativo: ma  questo è un altro discorso.
Il passaggio dalla vacanza al lavoro non è privo di conseguenze e secondo me facciamo bene a riconoscere, senza spaventarci, i segnali psicosomatici che inevitabilmente appaiono puntuali come i temporali d’agosto.
E’ sano che il corpo reagisca a questi cambiamenti, forse che dopo un’immersione a diverse decine di metri, ritorniamo di botto in superfice? E no, dobbiamo compensare e fare delle soste adeguate.
Allora abbandoniamoci un po’ di più alla natura e lasciamo che le cose scorrano il più possibile, da uno a mille, si intende!
Mettiamo pure qualche foto e qualche oggetto in ufficio, per ricordarci le vacanze, senza però alimentare rimpianti da carcerati che sognano la libertà appena persa.
Guardando quelle foto proviamo un po’ di gratitudine per il bel tempo passato in ferie e diciamoci “Bravo!” per aver saputo godere del riposo e del relax.
Buon rientro a tutte e a tutti.

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