CNA Milano riparte da se stessa. Un’ Associazione forte e coesa per incidere sulla visione della città

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Un pubblico molto numeroso, variegato e attento, è intervenuto martedì 27 settembre al convegno che CNA Milano Monza Brianza ha organizzato, dal titolo: “La cultura del lavoro e l’associazione come costruzione comune”.

Nella suggestiva cornice della Fonderia napoleonica Eugenia, antico luogo di produzione cittadina dalla forte tradizione artigiana, ci siamo avvicendati in cinque, sul palco, per intrattenere gli astanti.

La sfida riproposta è quella di un’ Associazione che desidera essere, come ho detto all’inizio, sempre più “degli artigiani e piccoli imprenditori milanesi , e non per loro”. Un’Associazione che sia capace di darsi forma e crescere al di fuori di modelli precostituiti. Che sia sempre più disponibile all’ascolto e capace di cogliere gli stimoli dell’ambiente. Milano è stata e può essere ancora la capitale del lavoro, a patto che sia adeguatamente riconosciuto, e valorizzato quel ricchissimo tessuto sociale e produttivo costituito dalla microimprenditoria locale. Un tessuto fatto di aziende e di persone, di risorse economiche e valori comportamentali. Un tessuto che a pieno titolo può e deve contribuire al rilancio della città.



Durante i lavori, il poliedrico artista Gregorio Mancino su una grande tela ha costruito un “cuore attrezzato” per Milano. Un cuore. Ancora o di nuovo la passione come motore di ogni attività e di ogni cambiamento. Un cuore con al centro la pianta di Milano, una serie di “attrezzi” vecchi e nuovi ed una Associazione che vuole essere collante di energie positive.

Un segnale forte è stato dato anche dalla presenza di alcuni assessori tra i quali Marco Granelli, Assessore alla sicurezza e coesione sociale e Pierfrancesco Maran, Assessore alla mobilità, ambiente, arredo urbano. Ha chiuso i lavori del Convegno Ivan Malavasi, Presidente nazionale di CNA e Portavoce di Rete Imprese Italia.

L’appuntamento è stato l’inizio di una sfida le cui parole d’ordine sono riassumibili nei titoli degli interventi dei relatori:

“Diventare grandi restando piccoli” (Lauro Venturi, Commissario straordinario CNA Milano Monza – Brianza) – “Milano verso Berlino, ovvero città immobile o fabbrica di multi cultura” (Gianluca Bocchi, storico delle Idee, Università di Bergamo) – “Le nuove forme di lavoro sperimentate sulla pelle dei precari e degli immigrati” (Guido Tassinari, Operatore sociale rete indi.Genti) – “Il lavoro, le conoscenze, i vantaggi dell’essere associazione” (Francesco Varanini, Direttore di Persone & Conoscenze)

La sfida di CNA Milano è diventare a tutti gli effetti un “cuore attrezzato” in grado di contenere e ridare slancio al grande motore dell’imprenditoria minore, nell’interesse della comunità.

Sono fiducioso che buona parte di questo cammino lo si possa fare insieme a tutti gli attori sociali ed economici che hanno a cuore un paese nel quale non ci siano sudditi, ma cittadini.

Come ho detto in conclusione, da buon ottimista che si preoccupa, nessuna crisi potrà mai essere più forte della voglia di futuro!





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