Scrivere ha un altro enorme vantaggio: riconnettersi con persone sia vicine che lontane. Ecco che allora sono orgoglioso di queste parole di una mia grande e imprescindibile Maestra:
“Grazie ! Lauro. Proprio non vuoi dimenticarmi…………….! Davvero bello ! Prima ancora di ringraziarti, facilitata dal “Vocabolario” ho letto subito qualche parola Quanti ricordi ho ritrovato della mia infanzia ! Hai scritto molte cose che anche io ho visto , considerazioni che condivido e che qualche volta ho cercato di dire. Questo meraviglioso Vocabolario è proprio il libro che avevo bisogno di leggere ora.
Il Lauro che ho conosciuto è molto somigliante a quello in fotografia e penso che il Lauro spesso sorridente , spiritoso , curioso , positivo sia proprio il risultato di quell’infanzia altrettanto sorridente nella tua narrazione. Il linguaggio fortemente descrittivo e pittorico dipinge davanti ai miei occhi cose , persone , situazioni , suoni , luci , colori , che ritrovo con gioia nei ricordi della mia infanzia: : il bagno …la trebbiatrice…il secchio dell’acqua appoggiato sul pozzo (il mio era in cortile) e il “casul” (mestolo in piemontese) appeso al bordo. I ricordi erano lì ordinati e piegati , leggendo sono saltati fuori e hanno cominciato a ballare!….
Piacerebbe anche a me scrivere il mio vocabolario, ma innanzi tutto non ne sarei capace (ricordo bene i commenti che il professore di italiano faceva ai miei temi) e poi per via dei 14 anni che ci separano ci sarebbero tinte più cupe. Non ricordo carnevali così carnevaleschi….
E’ proprio vero più avanza la vecchiezza più forte è il bisogno di riandare all’infanzia , forse (almeno per me) per ritrovare il coraggio , la speranza , il futuro di allora . Non si tratta solo di ricordare e narrare l’infanzia , ma di riprenderne possesso e di nutrirsi ancora di quel bambino che ora dormicchia un po’. Un infinito abbraccio e ancora grazie“.
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