Ed è chiaro che i giorni che passano lasciano il segno

di Lauro Venturi il 9 Luglio 2019

Nove
La biologica malinconia
sfiora anche quest’anno
una scadenza in parte
inevitabile.
La vita non è mai
la media più o meno esatta
tra le tante cose belle
di oggi
e le fatiche per arrivare
fin qua.
Semplicemente,
la vita scorre.

Oggi ho sessantaquattro anni e sono entrato in “…quell’estate vaga, crepuscolare, dove i rimpianti sembrano speranze e le speranze sembrano rimpianti. Quel tempo in cui la gioventù è passata, e la vecchiaia non è ancora arrivata”, come scrive Ivan Sergeevič Turgenev
Della vecchiezza so cogliere le linee morbide e le luci più soffuse, anche se… “… è chiaro che i giorni che passano lasciano il segno, nelle tasche nei pugni nei sogni, negli occhi che ho”.

Vivo in collina, tra Vignola, il paese delle ciliegie, e Castelvetro, quello del lambrusco.

Amo leggere e scrivere: “La vita dirà la sua” è il titolo provvisorio dell’ultimo libro scritto, che prima o poi pubblicherò.
Lo scorso anno è uscita la seconda edizione de “L’ultima nuvola”, a marzo c’è stata una sontuosa presentazione alla Rocca di Vignola.

Mi piace descrivermi con alcune canzoni di cantautori che sono nelle mie radici.

Attualmente il mio mestiere è fare il dirigente d’azienda.
Oltre al lavoro manageriale ho una robusta esperienza di consulente aziendale e di formatore; la mia specializzazione sono le Piccole e Medie Imprese e i Sistemi Associativi. Ho ottenuto la certificazione internazionale “Certified Management Consultant – CMC” di APCO.

Sono abilitato alla professione di Counselor (sia in ambito privato che aziendale, con iscrizione al Registro Counselor Professionisti) e di Coach.

Ho aderito da subito alla Fondazione Enzo Spaltro e all’Università delle Persone. Ho fatto parte del Comitato di redazione delle riviste “Psicologia e Lavoro” e “Persone & Conoscenze”.

Mi piace molto camminare in montagna e andare in moto: conto di poterlo fare ancora per un bel po’ di anni!

 

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