Giuseppe Ayala e L’ultima nuvola

ayala

Lunedì sera (20/10/08) il giudice Giuseppe Ayala era ospite di CNA Modena per il ciclo di conferenze “Il valore della conoscenza”: fa piacere che un’associazione imprenditoriale, soprattutto in questi tempi, dedichi spazio a temi come quelli trattati da Giuseppe Ayala nel suo ultimo libro “Chi ha paura muore ogni giorno”.

Ho potuto incontrare Ayala, grazie alla disponibilità di Luisa, per regalargli il mio romanzo nel quale ci sono anche alcune pagine dedicate a Falcone e Borsellino, colleghi ma soprattutto amici di Giuseppe Ayala.

ayala1

Gli ho portato anche una copertina de “Il Venerdì” di Repubblica perché quella foto mi ricorda una canzone di Alessandro Haber, “Al mio amico” nella quale compare anche lì il whisky, un single malt, il Laphroaig: ha apprezzato questi piccoli segni, compreso il CD (masterizzato!) di Haber.

Durante la sua conferenza, all’immancabile domanda se non abbia paura, Ayala ha citato Falcone, che rispose: “Diffido di chi non ha paura, perché è un bugiardo o un incosciente: non essendo io nessuno dei due…”.

Quando gli hanno chiesto se rifarebbe quella esperienza, dura ed esaltante, Ayala ha risposto di sì, senza esitazione, specificando però “…alla condizione che mi garantissero che i miei amici non finissero così”.

andreottiIl libro di Ayala ha tre protagonisti: il pool antimafia, la mafia e lo Stato, che non ci fa una gran bella figura, purtroppo, e che questa volta andrebbe scritto in minuscolo, forse. Comunque il messaggio finale di questo magistrato, che si è fatto diciotto anni sotto stretta sorveglianza, è di fiducia, per fatti nuovi come il coraggioso sindaco di Gela che ha contrastato la spartizione degli appalti mafiosi, oppure diverse imprese che si organizzano per denunciare chi richiede loro il pizzo. E pensare che Lunari, un ministro della Repubblica, disse – nell’estate del 2001, che con la mafia si doveva convivere. Oppure Gianfranco Miccichè che propone di cambiare nome all’aeroporto di Palermo, intitolato a Falcone e Borsellino, perché quella dedica disturberebbe i turisti. Ci ha già pensato il sindaco di Comiso a togliere il nome “Pio La Torre” da quell’aeroporto.

Anche per questo, nel mio romanzo che si dipana su un filo rosso di indignazione contro le ingiustizie, ma anche di responsabilità nostra di decidere se accettarle o contrastarle, ho inserito alcuni episodi su Falcone e Borsellino, il capitano Ultimo, il G8 di Genova e la Resistenza.

ayala3 ayala2

Commenti

I commenti a questo articolo sono chiusi