E’ con piacere che condivido questa lettera della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ho pubblicato diversi libri e sono ancora (e forse lo rimarrò per sempre) uno scrivente, non uno scrittore.
Non impreco contro la cattiva sorte o la lobby degli editori, ho coscienza dei miei limiti.
Però, nel mio piccolo, cerco di fare le cose per bene.
Avendo coscienza che i miei libri sono promossi da editori più che dignitosi, ma che non hanno accesso a canali distributivi e promozionali rilevanti, cerco di fare un po’ da me.
E così ho mandato “Il sangue dei pomodori” alle diverse testate giornalistiche, a Guccini e Iacchetti (perché la canzone “Migranti” rientra nel romanzo), a Vasco Rossi, a Nicola Gratteri e ad altre persone che ritengo un riferimento. E così, visto l’argomento del mio ultimo romanzo, l’ho inviato anche al Presidente del Consiglio. Chi mi conosce credo che mi definirebbe in tutti i modi fuorché ingenuo, però l’ho inviato ugualmente. E mi fa piacere che il Capo di Gabinetto di Draghi, Antonio Funiciello, mi abbia risposto (o fatto rispondere). E’ un piccolo segno per dire: “Abbiamo ricevuto, grazie”. Di questi tempi educazione e gentilezza sono sempre gradite.

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