La guerra riporta l’uomo alla clava

La maestra di mio nipotino Ludovico ha chiesto alcune riflessioni sulla guerra in Ucraina. Quelle che seguono sono le mie, scritte di getto.

La guerra è l’indiscutibile dimostrazione che l’essere umano non è per nulla evoluto da quando viveva nelle grotte e utilizzava la clava per attaccare o difendersi.

La guerra è la triste conferma che l’essere umano è peggiore degli altri animali, i quali attaccano solamente per fame o per paura.

La guerra colpisce al 90% vittime civili, prevalentemente donne, anziani e bambini. La guerra è inutile e banale, perché chi vince ha sempre ragione e chi perde sempre torto. La guerra, soprattutto nel terzo millennio, è il fallimento delle organizzazioni che dovrebbero evitarla e la dimostrazione di incompetenza delle diplomazie mondiali.

Ciò detto, le guerre c’erano anche prima dell’Ucraina, in Siria, in Palestina, in tanti stati dell’Africa: il miglior alleato della guerra è l’indifferenza.

La scuola e le famiglie possono e debbono fare tanto per educare le bambine e i bambini alla pace, attraverso il rispetto dell’altro, di qualsiasi colore sia la sua pelle, e l’abiura di qualsiasi violenza. Il bullismo, che dilaga da molto tempo, è anch’esso una forma di guerra: i più forti vigliaccamente uniti per umiliare il più debole e il più indifeso.

La guerra si combatte anche educando le bambine e i bambini che l’importante è quello che si è, non quello che si ha.

La guerra si combatte con l’educazione e la cultura, con la gentilezza e la bellezza.

 

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