La responsabilità sociale d’impresa. Un contatto concreto tra etica ed economia

Sono orgoglioso di essere stato chiamato dal Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Alma Mater Studiorum di Bologna a dibattere, insieme al prof. Zamagni e al CFO di un’importante azienda USA, su un argomento così importante quanto scivoloso. Mi sto preparando con scrupolo per offrire agli studenti un quadro non banale sul quale dialogare insieme.

L’impresa non è solamente degli azionisti ma anche della comunità ospitante.

Oltre vent’anni fa il professor Gianfranco Dioguardi, docente universitario, imprenditore e fine intellettuale, con il quale ho un consolidato rapporto di stima e di affetto , commentava come fosse importante che le aziende si impegnassero anche nel sociale. Sosteneva che obiettivo economico e missione sociale erano complementari. L’intervistatore gli chiese: “Ma allora lei è un filantropo!”. E Dioguardi: “No, sono un imprenditore. Vede, l’impresa vive sul territorio e ha bisogno di costruire stretti contatti sul territorio. Per due motivi: perché si approvvigiona di risorse umane dal territorio, e quindi ha la necessità di allevare giovani colti e ben preparati. E poi perché i dipendenti, nel momento in cui smettono di lavorare, si proiettano nel territorio”.

 

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