6° giorno: Hushuu Hural – Bayanzag chilometri 160 (in jeep)

Iniziamo con un video sulle dune, girato ieri sera e questa mattina, con la colonna sonora “Desert rose” di Sting; ça va sans dire.

Questa mattina, dopo colazione, Don e Mark l’esuberante, hanno deciso di salire subito in sella. Io e Mark, l’ironico, invece sulla jeep e. dalla collina, abbiamo salutato le dune.

Dopo un po’ Bob si è fermato, per un problema alla trasmissione. Con un sasso e qualche imprecazione l’ha aggiustata:

Abbiamo fatto bene a salire in jeep, sia per riposarci e sia perché i primi sessanta chilometri erano gli stessi di ieri, con quei maledetti pezzi sul letto del fiume, dove le ruote sprofondano per almeno dieci centimetri in ghiaioni insidiosi.

E poi, non guidando la moto (perché nello sterrato la concentrazione è al cento per cento), si può godere il paesaggio.

 

Lunch time.

Dopo nemmeno un’ora siamo arrivati al campo Ger che ci ospita. Barba, doccia e relax:

Dopo il meritatro riposo, visita alle incantevoli scogliere fiammeggianti, dove gli archeologici hanno trovato uova e resti di dinosauri. Prima però di entrare, devi sorbirti un filmato, insieme a una comitiva di giapponesi, che ti spiega tutto:

     

La vista merita comunque questo sottile supplizio.

 

E dopo cena, con toscano, whisky e piacevole chiacchiere, ci siamo goduti un maestoso tramonto sul deserto del Gobi;

Qui sono con le due grandi Guide: a sinistra, Ijilee (che sta davanti con la moto, come la mia) e a destra Bob, che guida magnificamente la Lexus con carrello su qualsiasi fondo, e chiude la fila. Stasera abbiamo scoperto che è stato campione nazionale di fuoristrada, nel 2018: entrambi sono ingegneri, che prendono le ferie per fare questo lavoro.

E qui sono nella mia tenda Ger, a postare queste news!  Stay tuned!