Per non dimenticare

Ricevo da un’amica collega una mail con allegato un crudo documento fotografico sull’Olocausto. Come chi me l’ha inviata, anche io mi sono stancato delle “catene” via rete, ma penso che faccia bene diffondere quei documenti, allora metto a disposizione il mio sito per questo:

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sterminio-4Questo argomento affonda nelle mie radici come una lama perchè mio babbo è stato ospite, suo malgrado, di un campo di concentramento 8. Certo, non di sterminio, ma erano situazioni davvero incredibili anche quelle. E poi, spesso chi non era più capace di lavorare, dal campo di concentramento finiva in quello di sterminio.

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E’ quindi ovvio che senta sempre un’impellente necessità di parlare di queste cose, quasi come una compensazione di quando – da ragazzino, davo del noioso a mio babbo perchè mi parlava di quella tragedia, come la chiamava lui. Un pò di ragione l’avevo anche io, ne parlava spesso a tavola, se lasciavamo qualche cosa lì nel piatto o toglievamo il grasso dal prosciutto.

Nel mio nuovo romanzo, “L’ultima nuvola“, insieme ad un pezzo sul G8 di Genova, sulla cattura di Totò Riina e su Falcone e Borsellino, ho messo diversi capitoli che parlano di un partigiano che racconta toccanti episodi di Resistenza (mi sono ispirato anche a fatti veri, poco conosciuti, come quello di mio zio Roberto Moscardini 8 e dei suoi fratelli) e parla diffusamente anche dei campi di concentramento. Non è solo una riparazione con il genitore, ma anche la consapevolezza che non è mai abbastanza quello che si fa per non dimenticare. Lo scrivo proprio nelle note finali del libro: “Tutti i fatti che ho narrato sono esclusivamente funzionali alla trama, senza alcuna velleità storico documentale: d’altra parte a un romanzo non è richiesta nè l’esattezza di un saggio, nè la perfezione di una poesia. Ciò detto, i campi di concentramento e di sterminio sono esistiti…”.

Aveva ragione il generale Heisenhower a pretendere, appena arrivato ad Auschwitz, che si raccogliesse la massima documentazione possibile perchè “arriverà un giorno in cui qualche cretino si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”.

Quindi, quando si può, continiamo a diffondere queste memorie. Da parte mia lo faccio: a settembre dello scorso anno misi la news “Son morto con altri cento 8 e nell’articolo sul Lavoro felice 8 riportai un ricordo di mio babbo. Ora ho deciso che metto anche questa cartolina (che pocho tempo fa mi ha dato mia zia) nella quale il prigioniero VI.E77286 scriveva ai suoi genitori perchè non si preoccupassero per lui (sic!): “Cari genitori, come al solito sto bene. Nessuna novità ho da dirvi. Il lavoro non mi manca mai perciò mi passo il tempo bene e alla notte dormo come mai e l’appetito non si fa desiderare. Affettuosi saluti a tutti in famiglia, parenti e vicinanti. Vostro figlio Lino”.

Fatto trenta…facciamo trentuno con qualche altro link:

Su in collina di Francesco Guccini

Auschwitz di Francesco Guccini

Lager di Francesco Guccini

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