Una bellissima esperienza con bambine e bambini di prima elementare

Venerdì sono andato in classe di mio nipote, Ludovico, per un laboratorio di scrittura, invitato dalla Maestra Marica.

Partendo da un tema dato, la guerra, lo abbiamo declinato in diverse parole, e poi le abbiamo connesse con un file rouge inventato in diretta. Pur tra virgolette, un brainstorming, insomma. E’ uscito un racconto breve, al quale i bambini hanno dato il titolo di “La vittoria della Pace”.

Anche se bambini così piccoli, è risultata incredibile la loro partecipazione, attenta e disciplinata. Hanno saputo creare una storia collettiva, superando i disastri delle spinte competitive alle quali sono sottoposti purtroppo già a quell’età, se non prima. Hanno imparato che si può non essere solamente utenti passivi delle tecnologie digitali, ma protagonisti di storie inedite.

L’energia e l’affettuosità di questi venti bambini mi hanno nutrito enormemente, rafforzando l’idea che si debba partire già dalle elementari a proporre laboratori di questo tipo. Me ne viene in mente anche un altro, sul lavoro e sul valore del lavoro, chissà…

Intanto abbiamo realizzato un libro, il primo per queste giovani scrittrici e questi giovani scrittori:

Un’esperienza molto ma molto positiva e nutriente, che mi ha fatto riflettere sull’importanza dei Maestri, così come ben spiegata da Tiziano Terzani: “Le nuove generazioni crescono con questo continuo mutare dell’ideale, oggi un calciatore, domani un cantante, ma non c’è più spazio per il maestro.  Non parlo solo dei grandi maestri, ma persino dei piccoli maestri, quello di scuola ad esempio. Quando io andavo a scuola, quello che mi insegnava a leggere e a scrivere era un maestro, un personaggio che ha influenzato tutta la mia vita. Adesso gli studenti non hanno alcun riguardo. Si è rotto il meccanismo che creava dei modelli, non di disparità ma di funzionale differenza. Oggi ognuno è il medico di se stesso, tutti hanno visto alla televisione qualcosa, o hanno sentito dire, tutti sono cuochi, sono architetti, tutti sono tutto e nessuno rispetta più niente”.

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