Ciascuno di noi è nel frattempo vita

di Lauro Venturi il 27 ottobre 2012

“Se non riprenderemo a morire non abbiamo futuro”.

Mi piace scegliere questa frase come sintesi di questo (altro) capolavoro di Saramago.

In un non ben definito Paese, alla mezzanotte del 31 dicembre, la gente smette di morire.

Dopo una prima iniziale euforia si affacciano i problemi: le pompe funebri non hanno più da lavorare e la loro associazione chiede al  governo di dare dignitosa sepoltura agli animali; gli ospizi traboccano di anziani perché è cessato il turn over; la chiesa è preoccupata perché se non c’è morte non c’è resurrezione e quindi tutto va a rotoli: esilarante la telefonata di  un alto prelato al primo ministro, che in un primo comunicato aveva ringraziato Dio per questo avvenimento.

Saramago ci accompagna in queste situazioni con la sua torrenziale scrittura avara di punteggiatura ma sempre tesa come un arco, ironica e implacabile. Ad un certo punto qualcuno trova un escamotage e porta le persone che devono morire aldilà del confine, una sorta di eutanasia oggi non molto differente verso Svizzera e Danimarca, per garantirsi almeno il diritto di morire in pace.

Ad un certo punto però arriva una lettera viola al direttore generale della televisione: è al morte che annuncia che l’attività riprenderà, attraverso lettere viola inviate ai futuri morti otto giorni prima.

La morte – postina lavora a ritmi serrati ma una lettera torna sempre indietro. È destinata ad un mediocre violoncellista cinquantenne, che la morte vuole conoscere. Si traveste da donna e lo incontra prima a teatro, poi ai giardini, infine a casa sua.

L’uomo si è innamorato di questa donna e anche la morte si lascia andare alla piacevolezza dei sentimenti, bruciando definitivamente la lettera per il violoncellista.

Grande libro, che ci fa pensare alla morte non come una cosa cattiva ma che fa parte della vita, ricordandoci che “…nella convulsa realtà dell’universo … siamo un filino di merda sul punto di dissolversi”.

Siamo di passaggio e, come ci ricorda il grande Saramago, “ciascuno di noi è nel frattempo la vita”.

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