4 novembre: ma che festa?

L’ultimo mio romanzo, “La vita dirà la sua”, riporta una semplice ma convinta considerazione sulla negatività della retorica militarista. La puoi ascoltare anche in questo video, che ha in sottofondo la magnifica canzone “Al milite ignoto” di Claudio Lolli.

“Oggi ho percorso trecentotrenta miglia nella Death Valley, uno sterminato deserto di yucca e di niente, con un caldo assurdo. Rinfrescata dall’aria condizionata della camera, leggo un commento sulla ricorrenza del 4 novembre: “Mi indigna che nessuno ricordi tutta la gente mandata al macello: davanti il nemico e dietro i carabinieri, che sparavano a chi non voleva avanzare. Altroché la retorica militarista! Penso a mio nonno Flaminio che tornò dalla trincea con il fegato spappolato perché li imbottivano di grappa affinché trovassero nell’incoscienza il coraggio di farsi ammazzare”.  Da ragazzi, il babbo e il suo amico Gianni affissero un volantino di questo tono davanti al Circolo Parrocchiale: la nonna mi disse che ebbero qualche problema con i carabinieri. La sua indignazione lasciava comunque spazio a seppur fragili gioie, come una lettera della Tizia o un buon sigaro”.

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