Prodi: chi predica bene e razzola male

Ho letto un’intervista a Prodi sull’Huffington Post del 27 marzo e ieri sera Fazio Fabio lo ha intervistato come un raro scienziato dell’economia. Sull’Huffington i commenti si possono fare solo su Facebook, social dal quale me ne sono in fretta andato anni fa, a Fazio neanche provare a parlarci.
Così eccovi il mio post.

Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”. Credo abbia detto così, più o meno, Romano Prodi: infatti… Per Prodi vorrei si rileggessero anche i suoi testi e si ascoltassero i suoi speech su Cina e globalizzazione.

Oppure Fassino: “Grillo faccia un partito, poi vedremo quanti voti prende”: infatti… Ma almeno Fassino tace. Prodi, invece, pontifica sempre, come quello che la sa lunga, che se ci fosse lui…

L’Europa, anche a questa ennesima prova del Corona Virus, si è dimostrata una costosa e snobistica congrega di privilegiati, scollegati dalla vita reale. La filiera amministrativa è troppo lunga, costosa e inconcludente: nutro ormai forti dubbi anche sulle Regioni.
Sono un dirigente d’azienda sinceramente progressista e so che a decidere in fretta si può sbagliare, ma si ha più tempo per rimediare. Mi arrabatto tutte le mattine tra le mille indicazioni contradditorie su chi può lavorare e chi no, e come: qui siamo alla farsa.

Allora, caro Prodi, risparmiaci le tue considerazioni saccenti, soprattutto in questi momenti, per favore.

Sono decenni che sei nelle stanze dei bottoni, dall’Iri e forse ancora prima, non fare per favore “la vergine nel casino”. Sii più umile e comincia a dirci cosa hai sbagliato e sottovalutato: tu, non gli altri. L’altra settimana guardavo per l’ennesima volta la fiction su Olivetti, e Adriano ammise con suo figlio che aveva sbagliato a bloccare gli investimenti sul calcolatore dell’Elea: e rifinanziò l’opera, che arrivò al successo. Poi, come successe con Enrico Mattei, qualcuno oltre oceano ci mise lo zampino perché le cose andassero male, ma questa è un’altra storia. Quelli erano classe dirigente, mica Prodi.

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