Trump che scrive e firma con un pennarello, forse l’espressione di qualche suo inconfessabile complesso, trattati di (non) pace, la Meloni che crea armi di distrazioni di massa cavalcando una frase di Landini, Tajani che dice che il diritto nazionale conta fino a un certo punto…
E la ministra per le pari opportunità e la famiglia (in un governo di separati) che sostiene che le visite ad Auschwitz sono in fondo delle gite propagandistiche…
Dovrebbe essere troppo: ma non lo è ancora.
Sono stato ad Auschwitz, il mio babbo è stato in campo di concentramento… ma questo con conta. Mi spiace perché questa oscillazione tra qualunquismo e superficialità appartiene anche a persone che incontro quasi quotidianamente, con le quali gioco a carte e alcune delle quali in fondo fanno parte anche della mia cerchia familiare allargata.
Beh, per me è un po’ troppo. Ma il mio troppo è niente, rispetto a questo: «Nascere per caso / nascere donna / nascere povera / nascere ebrea / è troppo / in una sola vita» di Edith Bruck, Versi vissuti – Poesie (1975-1990).

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