Bitcoin e lavoro vero

di Lauro Venturi il 29 dicembre 2017

Il mio compagno di scuola Uber, con il quale ogni fine anno ci prendiamo un aperitivo per fare due chiacchiere, mi ha mandato questo articolo di Aldo Cazzulo, aggiungendo: “…poi domani sera mi dai le tue impressioni“:

La mia risposta è stata: “Sono le stesse che ti darebbe Libero di <Romanzo reale>“. Infatti, nel libro, il figlio di Libero spiega a suo padre la questione dei derivati, prendendo ad esempio il nonno che raccoglieva le ciliegie. Mio babbo non ha mai fatto un debito. Quando c’era da sistemare la casa, il muratore gli diceva: “Lino, facciamo anche questo, mentre ci siamo dietro, si spende meno…“. Ma lui no, faceva quello per il quale aveva i soldi che aveva risparmiato. Il mio babbo era nato nel 1914 e ovviamente non ho preso quell’insegnamento alla lettera, ma nella sostanza da lì non mi muovo: non ho imbarazzo a dire che ho acquistato la moto solo quando ho finito il mutuo che avevo fatto per ristrutturare la casa. Romanzo reale è stato, in tempi non sospetti, un libro di denuncia contro l’ubriacatura della finanza e per l’auspicio del ritorno alla ragione. Forse anche per questo sto concludendo la mia vita professionale in un’azienda di ferro, acciaio, vernice (…ed elettronica ). Questo VIDEO di cinque anni fa lo testimonia.
Pochi mesi dopo andò in rete l’ebook “La PMI del XXI secolo“, con un sottotitolo inequivocabile: “Uno sguardo affettuoso sulla piccola impresa”.
Concordo pienamente con l’articolo di Aldo Cazzullo e la sua idea di una buona educazione al lavoro.
Non stanchiamoci mai di dire che soldo non può fare soldo e che la vera ricchezza si crea con il lavoro.
Buon anno!

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