Ciao Gino Strada, grazie!

<Salì sul palco Gino Strada, medico specializzato in chirurgia cardiopolmonare e traumatologica d’urgenza: “Buonasera, Emergency cura una persona ogni minuto: lo facciamo gratuitamente e con altissimi standard di qualità. Non sono pacifista… sono contro la guerra, contro quest’idea imbecille di una società violenta e rancorosa che ti spinge a dar la colpa dei tuoi guai a chi sta peggio di te… non lo sopporto”.

Un lungo applauso interruppe le parole secche come il viso di chi le pronunciava: come si fa a non essere secchi, quando ti arrivano donne, bambini e uomini sfracellati dalle mine antiuomo e dalla povertà?

“Suraka era uno dei tanti invisibili schiavi che si spezzano la schiena perché noi possiamo mettere in tavola una passata di pomodoro. I nostri ambulatori itineranti curano questi poveri cristi logorati da lombalgie, gastriti, problemi odontoiatrici e gastro-intestinali. Vivono in baracche costruite con materiali di scarto, senza acqua corrente e servizi non igienici. Da anni chiediamo di far funzionare la legge sul caporalato, che esiste ma rimane inapplicata! Hai un bel da promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani quando la nostra repubblica tradisce la costituzione partecipando ai conflitti con l’ipocrita forma delle missioni di pace, quando spende più in armamenti che in sanità e istruzione”.

Un applauso ancora più fragoroso accolse l’indignazione di Gino Strada.

“Vedo tante ragazzi e tante ragazze… riprendetevi la vita, la terra, la luna e l’abbondanza… noi ci siamo” concluse.

Fu il momento di don Luigi Ciotti…>

Questo è un pezzo dedicato a Gino Strada nel romanzo “Il sangue dei pomodori” terminato a fine maggio e che uscirà probabilmente entro l’anno. Mi sono immaginato un concerto, nel quale canta Francesco Guccini e intervengono Gino Strada e don Ciotti, un concerto organizzato per reperire i fondi necessari a riportare in patria un povero raccoglitore di pomodori sfiancato dalla fatica e dalla violenza nella nostra indifferente Italia.

Ciao Gino Strada e grazie per averci insegnato, con l’esempio, cosa significa credere nell’uomo, voler bene all’uomo.

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