Dell’arte della felicità

Un libro interessante e curioso. L’autore, uno psichiatra francese specializzato in psicologia delle emozioni (tema che mi è caro perché ho fatto un intervento formativo per diventare Coach utilizzando proprio l’intelligenza emotiva, ha selezionato 25 quadri e da ognuno di questi ha tratto spunto per fissare alcune “lezioni” utili per la felicità, alla quale tutti aspiriamo perché la felicità non è un lusso ma una necessità per il benessere. Le 25 lezioni sono: 1. comprendere l’enigma della felicità; 2. guardare verso il cielo (la natura procura armonia); 3. amare essere felici (imparare la felicità); 4. i bambini sono i nostri maestri di felicità; 5. predisporsi alla felicità; 6. la felicità può cambiare il mondo; 7. elogio delle gioie semplici; 8. darsi da fare per la propria felicità; 9. quel che rende felice una coppia Eros, Philia ed Agapè); 10. affetto e gratitudine nutrono la felicità; 11. condivisione e dono sono i doveri delle persone felici; 12. amare anche il declino della felicità; 13. non avere più paura dei sottili dolori della felicità (“chi parla di felicità ha spesso gli occhi tristi” dice il poeta francese Luis Argon); 14. resistere al richiamo della tristezza (“La malinconia è la felicità di essere tristi” V. Hugo); 15. prepararsi all’allontanamento della felicità; 16. continuare a camminare nel freddo; 17. restare in piedi di fronte alla sciagura; 18. i lampi della felicità per uscire dalle tenebre; 19. battersi per consentire alla felicità di rinascere; 20. accrescere la nostra intelligenza della felicità; 21. questo istante è un istante di felicità; 22. vivere in pace con se stessi e con gli altri; 23. nutrirsi di gioie immobili (“Felicità, ti ho riconosciuta solo dal rumore che facesti andandotene” recita il poeta Raymond Radiguet); 24. vivere felici per non aver più paura della morte; 25. giusto un po’ di felicità nel forte vento del mondo.

Il libro di Christophe Andrè non è melenso nè fintamente ottimista: D’altronde, è vero che non possiamo essere sempre felici, però possiamo lasciare il più possibile la via sgombra per il ritorno della felicità. E poi le nuvole non sono mica il cielo! “Vanno, vengono, ogni tanto si fermano e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con malocchio. Certe volte sono bianche e corrono e prendono la forma dell’airone o della pecora o di qualche altra bestia: ma questo lo vedono meglio i bambini che giocano a corrergli dietro per tanti metri. Certe volte ti avvisano con rumore prima di arrivare e la terra si trema e gli animali si stanno zitti: certe volte ti avvisano con rumore. Vanno, vengono, ritornano e magari si fermano tanti giorni che non vedi più il sole e le stelle e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai. Vanno vengono per una vera mille sono finte e si mettono li tra noi e il cielo per lasciarci soltanto una voglia di pioggia”. (Le Nuvole – Fabrizio De Andrè, 1990). Clicca sulla copertina per sentire questa bellissima poesia:

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