Democrazia e rappresentatività

Sull’inserto “Nova” de Il Sole 24Ore di oggi c’è un interessante articolo di Roberto Vacca, scienziato e “futurologo” che ho personalmente conosciuto lo scorso anno alla prima edizione de “L’Orto delle Competenze“. Mi è piaciuto e ve lo propongo:

Democrazia e rappresentatività: problemi sistemici

Nòva – IlSole24Ore – 28 Marzo 2007

Nel 1968 Goldwater e Johnson erano candidati alla presidenza USA. In una vignetta del New York Times, davanti a una povera casa un sondaggista mostrava i loro ritratti a una donna con un bimbo in braccio e uno per mano. Lei rispondeva: “Non avete nessun altro?”

La domanda è vitale. Troppo spesso siamo contrariati perché non c’è nessun candidato valido cui dare il voto. Le leggi elettorali non possono supplire. Anche se fossero perfette, si potrebbero raffigurare a macchine utensili modernissime che producono pezzi lavorati di alta precisione, ma usano materiali scelti a caso e spesso di qualità infima.

Le leggi dovrebbero servire a eleggere deputati che realizzino i fini di tutti gli elettori e creino maggioranze stabili: requisiti contraddittori. Poi certi eletti cambiano anche bandiera o mirano a obiettivi diversi da quelli che avevano dichiarato. Non si rimedia con elezioni primarie perché la qualità dei candidati non viene progettata e generata, né controllata. Manca un approccio sistemico che migliori ogni stadio del sistema e ci dia candidati adeguati. Oltre che onesti, dovrebbero saper gestire una società complessa. Dunque competenti in: amministrazione, logistica, commercio, industria, scienza, tecnologia, fisco, medicina, informatica, telecomunicazioni, trasporti, energia, insegnamento, ricerca, storia, etc. Invece molti eletti mostrano di non sapere queste cose neanche in modo approssimativo. Alcuni sembra che non ne sappiano nessuna. Quasi tutti ignorano l’Art. 67 della Costituzione: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincoli di mandato. Invece di studiare come si possa organizzare meglio il Paese, funzionano come gettoni: vince il capo che ne getta sul tavolo un numero maggiore.

Nel creare politici competenti i francesi hanno un certo successo, basato sulle loro grandi scuole di amministrazione. L’impero cinese aveva buone scuole e sottoponeva i candidati a esami severi, ma gli esaminandi portavano libretti di risposte nascosti nelle loro larghe maniche. I risultati degli esami non sono sempre significativi, né equi.

Dunque va riformata la società, ma non parlando di valori generici. Non basta non essere criminali – bisogna studiare. Le morali fatte di prescrizioni e divieti non servono più. Basta una regola sola: Sforzati di prevedere le conseguenze di quel che fai e agisci in modo da produrre effetti positivi anche a lungo termine. Non servono profeti: occorre conoscere il mondo naturale e artificiale e i suoi meccanismi. La società è prospera e stabile solo se impara, innova, è libera, controversa e composta di individui che ragionano su temi difficili – non su stupidate o su piccole questioni meschine. Oltre a promulgare leggi buone, che in altri Paesi esistono già da decenni, e a non mirare a vantaggi personali, gli eletti dovrebbero: migliorare l’insegnamento nelle scuole, creare scuole avanzate per scienziati e tecnici ad alto livello, diffondere cultura per mezzo della televisione di Stato, raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo, innalzare i rendimenti della pubblica amministrazione, evitare leggi inutili, eliminare conflitti di interesse e punire i reati degli eletti, individuare grandi imprese internazionali per lo sviluppo del III Mondo.

Parecchie di queste cose (non tutte) le fa, ad esempio, il governo autoritario di Singapore. Però non per questo vanno invocate le dittature, condannate da Churchill con la famosa frase: La democrazia parlamentare è la forma di governo peggiore, tranne tutte le altre provate finora.

Infatti un dittatore non va in prigione se prima non viene deposto e, talora, tocca ucciderlo. Certo in alcune democrazie sono stati eletti candidati mentre erano in carcere per reati comuni, non solo in paesi primitivi: anche in USA e in Russia. In altre democrazie solo i ricchi conducono costose campagne e talora comprano i voti dei cittadini e dei deputati. Ma i deputati e i ministri ignoranti e incapaci di imparare sono quasi peggiori di quelli criminali.

Roberto Vacca

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