Il gusto del camminare in montagna

Camminare mi piace da sempre e anche la montagna mi è familiare, sia d’inverno che d’estate.

Da diversi anni ho incontrato la Valle Aurina, una signora molto austera e riservata ma altrettanto generosa e ricca di soprese.

Qui si possono fare trekking impegnativi perché diversi ghiacciai superano i tremila e ci sono vie ad alta quota con rifugi a 2.200 e 2.600.

Oppure si può camminare tranquillamente costeggiando l’Aurino, quest’anno molto turbolento, o nei boschi che stanno sui fianchi della valle.

 

Da alcuni anni mi diverto anche con l’E-bike.

Camminare mi piace perché in primis mi rallenta i pensieri e mi concilia con il mondo: per me impaziente e irrequieto una condizione divina! E poi mi permette di cogliere tanti dettagli che solamente il cammino svela. Infine, mi dà gusto anche la fatica necessaria per arrivare in certi posti. La metafora della fatica per arrivare mi è compagna di vita e credo poco alle soddisfazioni e ai successi ottenuti senza impegno: e l’impegno porta con sé anche la dimensione della fatica. In fondo però è tutta questione di mix e di quantità! Gambe in spalla e via!

 

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