La vita e i giorni nell’autunno dell’esistenza

Voglio aggiungere vita ai giorni e non giorni alla vita” chiarisce subito la quarta di copertina di questo libro intenso e sinettico di Enzo Bianchi.
Ne ho letti tanti, sul tema, ma questo è sicuramente il migliore, insieme al prezioso gioiello di Gianfranco Dioguardi, “Nel triste inverno della vecchiaia – ovvero le instabili condizioni di <vecchiezza>”, tirato in pochissime copie.

Tornando al Fondatore della Comunità Monastica di Bose, egli ci accompagna nella “terra sconosciuta in cui ci inoltriamo lentamente, paese aspro da attraversare e da conquistare, la vecchiaia ha le sue grandi ombre, le sue insidie e le sue fragilità, ma non va separata dalla vita: fa parte del cammino dell’esistenza e ha le sue chances. È il tempo di piantare alberi per chi verrà. Vecchiaia è arte del vivere, che possiamo in larga parte costruire, a partire dalla nostra consapevolezza, dalle nostre scelte, dalla qualità della convivenza che coltiviamo insieme agli altri, mai senza gli altri, giorno dopo giorno. È un prepararsi a lasciare la presa, ad accettare l’incompiuto, ad allentare il controllo sul mondo e sulle cose. Nell’inesorabile faccia a faccia con il corpo che progressivamente ci tradisce, Enzo Bianchi invita tutti noi ad accogliere questo tempo della vita pieno, senza nulla concedere a una malinconica nostalgia del futuro, ma anzi trovando qui l’occasione preziosa di un generoso atto di fiducia verso le nuove generazioni”.
L’indice, da solo, invoglia già alla lettura:

I. Età e stagioni della vita
II. Paure
III. I segni dell’invecchiare
IV. La vecchiaia nel «grande codice»
V. Prepararsi
VI. Lasciare la presa e ricordare
VII. Natura, cucina e sessualità
VIII. Leggere, scrivere, ascoltare, vedere
IX. Senesco
X. Diario della vecchiaia.

“Lasciare la persa” mi è particolarmente risuonato e vi ho trovato tante assonanze con il mio sereno e graduale allontanamento dal lavoro manageriale.
Grazie a Roberto Alperoli che me lo ha prestato ma, come tutti i libri che amo, l’ho acquistato poi.

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