‘L’educazione sentimentale del manager’ presentato a Bari

Si è tenuto a Bari, lo scorso fine settimana, il 35esimo congresso di AIDP, l’associazione italiana direzione del personale, alla quale sono iscritto.

Nella mia azienda, infatti, svolgo anche questo ruolo, viste le dimensioni medio piccole di SIAER.

E’ stata una bella occasione per ascoltare contributi molto interessanti e passare piacevoli momenti, tra una sessione e l’altra.

Per altro ho incontrato e ascoltato con rinnovato piacere un denso contributo di Gianfranco Dioguardi, che stimo moltissimo e che mi ha fatto il regalo di presentare il mio libro alla Casa della Cultura di Milano.

Interessante e vulcanico anche Enzo Spaltro, che ascoltai per la prima volta ad un convegno a Venezia, nel 1979!

Ho passato questi giorni con Alberto (un mio caro compagno della scuola di counseling, che è direttore HR della filiale italiana di una multinazionale farmaceutica) e con Isabella, Presidente AIDP Emilia Romagna, che ho conosciuto alla presentazione del libro a Bologna, a fine febbraio.

Proprio Isabella ha voluto, nella sessione da lei coordinata: “Persone e Diritti”, che facessi un intervento incentrato sugli argomenti del libro “L’educazione sentimentale del manager“. La sessione è andata molto bene, Isabella ha aperto con una riflessione sul fatto che l’individuo vuole essere riconosciuto e fare parte di un progetto, che le aziende fanno più utili se tengono conto anche della “contentezza” dei dipendenti.

Il prof. Gatti dell’Università di Salerno ha fatto una vera e propria lezione sul tema della fiducia, che sta alla base della cooperazione.

Sono intervenuti anche: il rappresentante di un istituto di certificazione (che ha ha parlato di etica e rischio finanziario, ricordando altresì che oggi l’ottanta per cento degli item certificati è intangibile), il presidente di Federprofessional, la responsabile del personale di Viro (oggi il quotidiano è sempre più lontano dalla routine e più vicino al nuovo e alle varianze), il responsabile sviluppo della Ferrari (che ha portato interessanti e concreti esempi su come l’azienda applica la social responsability), il direttore HR di un’azienda di shipping.

Poi sono intervenuto io. L’intervento che mi è servito come traccia e che ho consegnato per gli atti, ma che ovviamente non ho letto, può essere scaricato cliccando qui.

Mi ha dato energia e speranza vedere come i dirigenti di tante aziende, medie e grandi, pubbliche e private, di servizi e di produzione, siano davvero convinti che nell’economia della conoscenza è la persona a fare la differenza.

E poi mi sono anche divertito!

Prossimo appuntamento, la presentazione a Roma, il 15 giugno prossimo!

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