L’effetto perverso della televisione…



Tutte queste persone (foto Ansa) aspettano il loro turno per entrare in tribunale, dove si tiene il processo per il delitto Cogne. Un bambino ucciso, secondo l’accusa, dalla madre. Una tragedia inenarrabile. Cosa c’è da curiosare? Invece, in barba alla sobrietà che dovrebbe caratterizzare la giustizia e alla pietà che dovrebbe avere la ggente, tantissime persone sin dalle prime ore del mattino si sono assiepate davanti al tribunale. Addirittura c’è un’autoregolamentazione, attraverso biglietti numerati, come al supermercato. A quando il maxi schermo? D’altra parte migliaia di ore di trasmissioni televisive, quelle sì amorali, prima o poi fanno effetto. In questi giorni si sta discutendo la nascita del Partito democratico: la mia considerazione amara è che non esiste la gente buona e civile e una classe politica inadeguata, vecchia e arraffona. Pur avendo fortissime critiche verso la classe dirigente attuale (non solo politica), questi episiodi mi fanno dire che ognuno ha la classe politica che si merita. Sursum corda…

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