Leggere

di Lauro Venturi il 11 dicembre 2017

Mi piace molto scrivere, è un’abitudine antica che risale a quand’ero adolescente e il vulcano delle cose che avevo da dire si placava su un foglio scolpito da segni.
Ci trovo anche tracce delle mie radici: in casa circolavano diversi giornali e libri, mio babbo poi teneva un quaderno nel quale raccontava la sua terribile esperienza del campo di concentramento.
Ho iniziato a scrivere le classiche poesie adolescenziali, poi tante lettere, qualche racconto. Dal 1972 tengo con buona costanza un diario nel quale riporto le mie riflessioni.
Sono però anche e forse soprattutto un lettore curioso. Credo che per scrivere una riga occorre averne lette diecimila e più. E quanta ragione ha Jorge Luis Borges: “A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori… Leggere, per intanto, è un’attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale.”

Articolo precedente:

Articolo successivo: