Capoliveri, 13 settembre 2008

Organizzato da Michelangelo Venturini, Presidente dell’Associazione Granducato Innamorata (Capoliveri – Isola d’Elba), l’evento è stato introdotto dall’Assessore alla Cultura del comune elbano e coordinato da  Francesco Varanini, scrittore e docente di “Tecnologie dell’Informazione e produzione di letteratura” presso il Corso di laurea interfacoltà in Informatica Umanistica, Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pisa.

La presentazione si doveva tenere nella suggestiva piazzetta La Vantina, allestendo un’osteria nella quale gli avventori erano le persone che assistevano alla presentazione ed alcuni attori avrebbero recitato alcuni dialoghi del libro, in capoliverese. Ma ci si è messo il maltempo: libeccio e grecale si sfidavano per tutta la giornata di sabato 13, ha vinto il grecale e poichè la piazzetta è esposta a nord est…tanta acqua da fare paura. Da buon imprenditore, qual’è, Michelangelo ha organizzato la presentazione in un ristorante che dà proprio sulla piazza principale.

L’evento si è quindi tenuto ugualmente (non esiste buono o cattivo tempo, ma buono o cattivo equioaggiamento – BP), con una più che buona presenza di pubblico, tra il quale c’erano i miei amici di Castelvetro, il mio amico Alberto (conosciuto alla scuola di counseling), mio figlio, sorelle e nipoti.

Io e Francesco ci conosciamo da oltre dieci anni, abbiamo lavorato e chiacchierato bene insieme, devo a lui il mio primo libro… Bè, la chiacchierata è diventata interessante e piacevole allo stesso tempo.

Un ringraziamento di cuore a Michelangelo Venturini, compagno di scuola del mio amico Milvio. Michelangelo è il Presidente dell’Associazione Granducato Innamorata, che ogni anno rievoca la storia di un amore tragicamente contrastato, che io ho raccontato nel mio romanzo. Non volendo fare brutte figure, pur senza volere scrivere un saggio, ho chiesto a Milvio se conosceva qualcuno in grado di controllare che non avessi scritto bischerate. E così, telefonata dopo telefonata, io e Michelangelo siamo diventati amici e mi ha anche corretto  il vernacolo capoliverese. Ho avuto il piacere di incontrarlo e di apprezzare anche le sue doti culinarie: minestrone tipico elbano, scampi, pesce spada con rucola ed acciughe all’uovo. Questa è stata una grande e gradita sorpresa  perchè nel mio libro un inesistente oste (Nello) serve al protagonistra uova e sardine, ed abbondante vino.

Grazie anche ai miei tanti amici di Castelvetro, a mio figlio Paolo, alle sorelle e ai nipoti, ad Alberto, a tutti quelli che hanno voluto condividere con me questo momento così bello.

 

  • Video