Marocco: persone

Una delle cose più belle, durante i viaggi, è per me osservare le eprsone. Cerco di fotografarle senza troppa insistenza, ma la voglia di portare a casa qualche immagine è troppo forte. Tra tutte le immagini metto per prima questa di due ragazze che fanno il bagno, una in costume, l’altra tutta coperta. Mi sembra un bel messaggio su come le diversità possano convivere.



















Una cosa che mi ha fatto sorridere è che i motorini sfrecciano, insieme a biciclette, muli, persone…, in mezzo ai vicoli davvero stretti della Medina. Poichè gli specchietti sarebbero un intralcio, ecco la soluzione:



L’approccio alla norma si apprende in fretta: ci vuole il casco? Eccolo, ben cucito con delle graffette!

All’aeroporto di Casablanca è stato un macello. Aldilà dei continui ritardi, quando il volo è stato annunciato le persone, in maggioranza Marocchini che rientravano in Italia, hanno iniziato a spingere. I poliziotti hanno perso la testa e, incuranti dei bambini e degli anziani, hanno chiuso le porte rischiando che venissero sfondate dalla massa di gente che non ragionava più. Caricati finalmente sulla navetta, quando le prime persone sono arrivate al portellone è stato detto loro che l’aereo non era ancora pronto. Così gentinaia di noi siamo rimasti in mezzo alla pista per mezz’ora, mentre l’autobotte faceva rifornimento e gli aerei rullavano davvero vicini: alla faccia della sicurezza di un aeroporto certificato Iso 9001.

Nonostante l’hostess un pò suonata della compagnia aerea lituana (la Royal Air Marocc era in sciopero perchè i piloti protestano contro l’assunzione di troppi stranìeri, è vero!) avesse annunciato la discesa su Madrid, siamo arrivati a Milano.

Un bel viaggio, con questa assurda Clio berlinizzata, che però ci ha portati senza problemi da Marrakech a Ouarzazate, Erfoud, Merzouga, Meknès, Fes, fino a Oujiida, per cinque bei giorni di mare a Saidia.





Viaggiare è sempre bellissimo. Alla prossima!

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