È di questi giorni la notizia che cittadini (?) italiani nel fine settimana prendevano l’aereo e andavano a Sarajevo per divertirsi a sparare. Li chiamavano “cecchini del weekend”, queste bestie che dal 1993 al 1995 pagavano le milizie serbo-bosniache per sparare sui civili, comprese le donne e i bambini.
La procura di Milano, su denuncia dello scrittore Ezio Gavazzeni, ha appreso che l’intelligence della Bosnia avvertì il SISMI che almeno cinque italiani si appostavano sulle colline per sparare a civili inermi. Nel 2007 la faccenda venne portata alla luce anche da un pompiere americano, in una deposizione al Tribunale dell’Aja.
Credo che nemmeno Hannah Arendt, ne “La banalità del male”, immaginasse che esseri “umani” potessero prendere un aereo per Belgrado e da lì, in elicottero, volare a Sarajevo (ma pare anche a Mostar) per una raccapricciante “battuta di caccia”. Invece pare proprio che sia successo!
Commentare ulteriormente mi è impossibile.


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